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Una lettera anonima: “Ecco chi sono gli assassini di Giulio Regeni e i mandanti”. Delle e-mail anonime inviate al quotidiano La Repubblica accusano le più alte cariche dello Stato per l’omicidio di Giulio Regeni, dal generale Khaled Shalabi al presidente Al Sisi. E rivelano tre particolari dell’autopsia italiana mai diffusi finora: lo hanno bastonato sotto i piedi, lo hanno colpito con una sorta di baionetta, i segni di sigaretta su collo e orecchie.

“Non vi dico cosa hanno fatto a quel viso. Vi ho visto tutto il male del mondo. L’unica cosa che vi ho ritrovato era la punta del suo naso.” — Paola Deffendi, mamma di Giulio Regeni

“Io e lei, assieme a altre centinaia di madri in Egitto”. La madre di uno studente egiziano scomparso, ha inviato una lettera alla madre di Giulio Regeni: “Invidio il suo coraggio”.


Noi nate all’ombra del terrorismo. In questi ultimi tre anni molti giovani sono partiti dall’Europa. Alcuni, soprattutto le ragazze, sono spinti dall’idea romantica di trovare una vita migliore o di diventare celebri. Altri sono spinti dalla rabbia per le ingiustizie e le frustrazioni della crisi. Ma non bisogna fare l’errore di pensare che si siano uniti solo all’Isis. Le sigle sono tante e i soggetti che li reclutano pure.

Una parte di me si sente in colpa. Lavorando sulla radicalizzazione dei giovani, so bene quanto la discriminazione contro i musulmani e la crisi giochino a favore dei reclutatori jihadisti. “Prova tu ad andare a cercare una casa in affitto con un velo in testa”, mi ha detto una giovane convertita italiana che ho intervistato. Una parte di me però sa bene come di fronte al terrorismo non si possa vacillare e non si possa lasciare spazio alle interpretazioni. — marta serafini

#Matteorisponde in 4 sguardi. Il Presidente del Consiglio Renzi ha impiegato una forma di comunicazione digitale live che ha coinvolto sia Twitter che Facebook (nella funzione Mentions). L’interazione è sia personale, one-to-one, che broadcast, rivolta al pubblico in genere su temi di interesse per tutti.

“La comunicazione digitale non è una superficie, ma un prisma che prende un messaggio e ne mostra tutto lo spettro di significati”. — Stefano Pace
“Niente di male: Renzi ci ha da tempo abituati al suo uso disinvolto della tecnologia e dei social media per una comunicazione diretta e non mediata, specchio della sua allergia (politica) a qualsiasi forma di corpo intermedio che possa interporsi tra sé e il fare”. — claudia vago