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Mr. Verhofstadt, lasci stare.

Non faccia accordi con Beppe Grillo.

Non si unisca dietro le quinte al Movimento Cinque Stelle (M5S).

Non lasci che entri nel gruppo ALDE.

Non gli dia l’occasione di assassinare le nostre migliori speranze.

Stamattina ci siamo svegliati e abbiamo pensato che si trattasse, semplicemente, di un’altra fake news. Ma nemmeno un’ora dopo Grillo aveva già twittato per far votare online e decidere con chi il M5S avrebbe dovuto unire le forze nel Parlamento europeo. Durante tutto il giorno, altri europei di diversi Paesi ci hanno chiamato per chiedere la nostra opinione sul M5S e per sapere se un’apparentemente improbabile alleanza con i liberali avrebbe avuto senso — almeno per i liberali.

È per questo che, come cittadini le cui vite sono state profondamente segnate dall’Unione europea, abbiamo deciso di scriverle questa lettera aperta. Vogliamo che lei — come leader del più importante movimento di liberali in Europa — sappia che c’è un limite anche alla realpolitik.

Quando il M5S ha festeggiato il voto sulla Brexit come un “successo straordinario”, lei lo ha descritto come una minaccia esistenziale per l’Unione europea.

Su tutte le principali questioni — dal lavoro all’immigrazione, dal commercio alla giustizia — c’è un divario enorme tra le vostre due forze in termini di valori e non solo di proposte politiche.

Se vuole un esempio, prenda anche solo uno dei progetti europei più avanzati — la moneta unica. Siamo tutti d’accordo che la governance e le politiche dell’Eurozona richiedono una riforma seria, ma il M5S ha chiesto a più riprese un referendum per far uscire l’Italia dall’euro — cosa che rappresenterebbe un punto di non ritorno, capace di provocare un effetto domino che seppellirebbe una volta per tutte ogni prospettiva di integrazione a livello europeo.

Per non menzionare le pratiche dubbie promosse da Beppe Grillo quando si tratta di decisioni e democrazia interna del M5S, di cui ciò che sta accadendo in queste ore è solo una ulteriore conferma.

Il documento riportato sotto, ancora confidenziale, mostra infatti come Beppe Grillo e lei non solo abbiate già concordato di unire le forze, ma anche su quale base. Un documento nel quale— paradossalmente — sia ALDE sia M5S chiedono più trasparenza.

Crediamo che gli attivisti del M5S — ai quali è stato detto di credere nella democrazia diretta del web — saranno felici di sapere che è stato loro chiesto di prendere una decisione democratica fake. Così come crediamo che tutti i liberali d’Europa che hanno guardato con simpatia alla sua candidatura a presidente del Parlamento europeo saranno felici di sapere che questo è il prezzo che lei sembra disposto a pagare. Mentre il suo dichiarato desiderio di rinnovare la vita politica in Europa merita applausi, ci sembra molto difficile, Mr Verhofstadt, riconciliare tutto ciò con questi metodi.

L’Europa ha assicurato pace e prosperità per decenni. Anche di recente, ha creato opportunità per molti giovani europei, proprio mentre era incolpata da governi nazionali e da partiti politici nazionalisti per quelle che erano in realtà le loro mancanze nel fronteggiare la disoccupazione giovanile. E tuttavia, anche per i più fermi sostenitori del progetto europeo è difficile difendere l’Unione europea così come è oggi. Allo stesso tempo, non vediamo come lei possa essere in grado di spingere l’integrazione europea con questo abbraccio al M5S.

È per questo, Mr Verhofstadt, che la scoraggiamo dal perseguire questa disgraziata alleanza con Beppe Grillo.

Alcide De Gasperi una volta disse: “un politico guarda alla prossima elezione; uno statista alla prossima generazione”.

È venuto il tempo per lei di mostrare a tutti gli Europei da che parte sta.

Alberto Alemanno, Alessandro Fusacchia, Francesco Galtieri, Giuseppe Ragusa, Valerio Riavez, Alessio Terzi

— — — ALLEGATO (in inglese) — ——

Brussels, 4 January 2017
Alde and Movimento 5 Stelle
ALDE and the Movimento 5 Stelle (M5S) share the core values of freedom, equality and transparency. We both see the individual as the central building block of society, while promoting an open economy, solidarity and social cohesion as the preconditions for people to achieve their full potential. We both want to strengthen the influence of citizens on decisions that affect them, including through developing mechanisms for direct democracy and by motivating people to participate and engage in politics.
More importantly, we are both reformist forces that want to fundamentally change the way the European Union operates today. We strive for a fundamental overhaul, because the European Union of today is unable to deliver the results that citizens expect in terms of prosperity and protection, which fuels distrust and disillusionment instead of building up confidence and commitment.
Too many of our citizens see the European Union as part of the problem, as the indirect driver behind uncontrolled globalization that is perceived as benefitting only a few. While in fact it should be the opposite. We believe only the European Union has sufficient weight to exploit globalisation, as a force for good and to ensure that the benefits are shared by all. The European Union must be the democratic counterweight to globalized economic forces.
Therefore, we want to see reform in key areas.
1. The renewal of European democracy.
ALDE and M5S champion a more democratic and transparent Union. We both want a smaller, more effective European Commission, a reformed European Council and a more powerful European Parliament that is on equal footing with the Council. We both believe part of the Members of the European Parliament should be elected on a transnational basis as an important step towards a real European democracy.
We also want to end the ineffective ‘grand coalition’ that has monopolised power and paralysed Europe for too long. The way forward is enhancing the direct involvement of citizens in the democratic processes and increase transparency, by making all documents public as a rule and by using clear language to communicate in all kind of legislation as well as in international arrangements and trade agreements. We need to make the institutions more transparent and accountable, and give citizens more direct influence over policies and the choice of political leadership, both in the ballot station and through other tools for citizens’ involvement.
2. Reform of the Eurozone
During the past decade, our single currency has proven to be stable and resilient against external shocks, but it has fallen short in strengthening our economy and achieving convergence between the national economies. The euro has not delivered on its promise. It is high time to fix some of the underlying flaws.
We need to build around the common currency a system that is able to absorb economic shocks in the eurozone and that needs to be managed by a new governance that must be embedded in transparent and democratic structures. We also need to review the way in which national budgets are monitored, and introduce a new convergence code that is focussed on meaningful reforms and ensuring value for money delivery of public services, instead of one-sidedly on budget numbers.
3. Rights and freedoms
The European Union is first and foremost a community of values. We need to make European Union the global champion of civil liberties, fundamental rights and the rule of law. The European Union has to ensure the basic values and principles, laid down in the EU Treaties, are respected throughout the EU. Shared values and mutual trust are key for EU policies such as police and justice cooperation, asylum and refugee policies, the digital agenda, energy or the joint management of external borders.
4. Opportunities without borders
Equally, Europe should be able to secure the four fundamental freedoms by better protecting the common market. This requires a broad strategy that reaches from tackling dumping of products on the EU market to eliminating obstacles to free movement for ordinary citizens. The single market has to become the hub for talent, innovation, start-ups and small and medium sized enterprises as well as multinationals. At the same time a single market without internal borders clearly requires that questions of solidarity and social cohesion needs to be tackled as a priority!