“My Friend” a Idomeni

“Di quando a Idomeni e nei dintorni di PolyKastro ho incontrato, fra gli altri, una famiglia di Palestinesi.”

Di Ennio Brilli

Lui si chiama “My Friend”. Tutti quelli che affollavano Idomeni e che affollano tutt’ora altri campi qui intorno si chiamano “my friend”. 
Tutti provengono da un posto che si chiama “my friend”.
Lui vive da tre mesi, con la sua famiglia, in un’area di servizio sull’autostrada nei pressi di Polykastro.
L’area di servizio è diventata un campo profughi, le tende sovrastano le pompe di benzina e debordano dall’area, fino ai terreni intorno.

Lui è palestinese, l’ho trovato girando fra le tende attaccate fra loro.
L’ho trovato mentre stava annaffiando poche piantine di pomodori, zucchine, fagioli, due piantine di girasoli …
Si era ricavato un microscopico orto tra una tenda e l’altra e ora lo stava curando.
L’ho chiamato, “my friend”, e gli ho chiesto se potevo fare delle riprese.
Con un bel sorriso mi ha detto di si, e siccome aveva ormai vuotato l’innaffiatoio si è fatto portare dal figlio una tanica piena affinché io potessi riprenderlo.
Poi abbiamo parlato, in una lingua incomprensibile a entrambi ma ci siamo capiti.

Gli ho chiesto se sapesse che a Idomeni avevano già sgomberato tutto. Mi ha risposto che si, lo sapeva, ma che loro li avrebbero lasciati stare, le piantine dovevano diventare grandi, e avrebbero dovuto dare pomodori, zucchine, fagioli … e alla sua famiglia sarebbero avanzati, e ne avrebbero dati ai vicini di tenda … oppure … 
… Inshallah!

Al campo profughi di Idomeni

DOPO LO SGOMBERO

Le manifestazioni di protesta

#idomeni
#overthefortress #Melting Pot Europa Tommaso Gandini
#Tandem Associazione Interculturale onlus