Oggetti del futuro in un posto che racconta il passato

Come la tecnologia geolocalizzata arricchisce la conoscenza

Beacons (o iBeacon, la maggior parte delle persone li conosce con questo nome) sono stati coniati a metà del 2013 al WWDC di Apple.

http://www.metmuseum.org/about-the-museum/museum-departments/office-of-the-director/digital-media-department/digital-underground/2015/beacons

Poiché la tecnologia mobile si sta sviluppando sempre più velocemente, il confine tra il mondo fisico e l’esperienza digitale dell’utente sta rapidamente svanendo. I visitatori che entrano in spazi pubblici come gallerie, centri commerciali, aeroporti, musei si aspettano di ricevere un’esperienza sul loro dispositivo mobile quanto meno interessante, conveniente e che dia loro una risposta alle domande più frequenti.
Per gli spazi chiusi con muri spessi, come quelli nei musei, tramite GPS è problematico. Il ricevitore GPS si basa sulla trasmissione del segnale continuo da fonti satellitari diverse; così, le barriere fisiche, come le pareti spesse possono causare interferenze significative di segnale. I beacons, hanno dimostrato di essere una soluzione perfetta e risolve questo tipo di problematica.

Sono già stati testati in diversi settori che vanno dai musei (Victoria and Albert Museum, Museum of Neon), nel mondo del retail (Shopkick, Carrefour), per l’industria dell’intrattenimento (Tulipland, Coachella, Tribeca Film Festival), e degli aeroporti (ad Heathrow).
Con questi casi studio promettenti, MediaLab del Met ha deciso di testare le potenzialità di questa tecnologia per il Museo. Sotto la guida di Don Undeen, gli esperimenti iniziali sono stati condotti sulle armi ed armature.

Come per ogni tecnologia, l’assorbimento è il fattore scatenante del suo successo; i beacons hanno così tanto in termini di opportunità, nell’ambito del marketing di prossimità, ma siamo ancora agli albori di questa tecnologia per vederne i benefici. Sappiamo che il bluetooth è stato un ottima tecnologia di prossimità ed applicata in quest ambito genera un nuovo mercato.

Alcuni pensano che i beacons siano l’occasione di una vita per le PMI. Ma purtroppo non sanno come approfittarne.

È una grandissima opportunità, assolutamente da cogliere, per rinnovare il modo di commercializzare i prodotti.

Grazie anche ai nuovi protocolli come il 4G, siamo in grado di individuare sempre più con precisione dove un utente collocato nello spazio.
Starbucks ha già testato il marketing di prossimità nel 2012, quando hanno permesso alle persone di selezionare un negozio preferito e aggiungerlo al proprio Passbook.

Molte persone credono che i beacons portano notifiche incessanti sui loro dispositivi, ma in realtà non è così. È possibile rilevare automaticamente se un utente è all’interno di un negozio ma si richiede sempre l’autorizzazione per ricevere la notifica. Alcuni potrebbero obiettare sulla perdita di privacy, ed è sicuramente vero più di quanto non lo fosse fino a ieri. Tuttavia, proviamo però ad analizzare quali sono i vantaggi che veramente hanno per gli utilizzatori finali, ovvero noi. Per i rivenditori i benefici sono infiniti; possono accumulare così tanti dati da riuscire a mirare sempre di più l’offerta verso un pubblico specifico, diminuendo sempre di più messaggi pubblicitari fastidiosi ed insopportabili, ai nostri occhi.

I beacons possono sicuramente riuscire a contribuire nella battaglia ai pagamenti digitali, diminuendo ancor di più l’attrito nel rilasciare i dati sensibili. Tuttavia, il pericolo esiste ancora realmente ma basta adottare delle semplici misure di sicurezza per far fronte al 90% dei pericoli e preoccupazioni. Le persone sono più consapevoli delle politiche sulla privacy e prestano più attenzione sul come verranno utilizzati i loro dati. Spetta ai gestori di dati trattare i dati solo ed esclusivamente al fine di garantire un utilizzo corretto nel rispetto della loro privacy.

Dov’è la vera opportunità?

Ad oggi, un’opportunità particolarmente interessante è dettata dai beacons creati da una delle società pioniere in questo campo di applicazione: Estimote. I loro beacons permettono di analizzare la quadratura del negozio e posizionare i beacon laddove si vuole “lanciare” un’offerta.
Anche se, attualmente si è costretti ad installare un app solo per ricevere queste comunicazioni, se ben utilizzata può davvero aiutare a risvolti decisionali importanti per le società che lo utilizzano.
Sono in fase di sperimentazione anche i beacon con sensori di temperatura; immaginiamo una giornata calda, mentre cammini sotto un caldo asfissiante, passando davanti ad un negozio il beacon ti “lancerà” una domanda: “Fa caldo, vero? Rinfresca la tua giornata con 1 ghiacciolo ad 1 euro”. Venduto!
È una grande opportunità per tutti i commercianti, in qualsiasi settore, e aziende come PayPal stanno già costruendo soluzioni integrate che permettono alle persone di accettare facilmente ed efficacemente i pagamenti in mobilità.

I beacon nella progettazione degli spazi

Stiamo assistendo ad un lento aumento dell’uso dei beacons anche su altri mercati. Estimote, per esempio, recentemente ha collaborato con Knoll per portare la tecnologia beacon per la pianificazione degli spazi negli uffici. Consentendo ai clienti di installare i beacon nei propri uffici, sono riusciti a comprendere come, viene utilizzata la superficie, e in ultima analisi, sono riusciti a rendere lo spazio più efficiente per i dipendenti.

Inoltre, non va dimenticato l’uso incredibile dei beacon nel Museo di New York, dove l’installazione ha consentito di aumentare la consapevolezza dei campi minati. Sweeper, l’applicazione per sostenere questa iniziativa delle Nazioni Unite, permette a chiunque di sperimentare la paura di vivere in un campo minato.

L’adozione, al di fuori del retail, ha davvero bisogno di dare un’accelerata importante, sia per un problema reale (esigenza in ambito retail di rinnovarsi), sia far nascere nuove opportunità lavorative in uno spazio di applicazione ancora vergine.