“Perché ho lanciato il crowdfunding per la Grecia”. Thom Feeney contro l’austerity

Il racconto di Thom Feeney, il 29enne britannico che ha lanciato una campagna online per salvare l’economia greca: “Sono europeo. I problemi non si risolvono con l’austerity”

di Martino Galliolo


Thom Feeney, 29 anni, lunedì mattina è arrivato in ritardo al primo giorno del suo nuovo lavoro come community manager a Londra. La sera prima, domenica 28 giugno, aveva lanciato online una campagna di crowdfunding per salvare la Grecia, e il popolo greco, dal default. In cinque giorni ha raccolto 1 milione e 483 mila euro, dalle quote prenotate da 85,860 persone. Ed era solo a metà dello svolgimento della campagna. E non solo, quel lavoro da community manager lo ha trovato in meno di 24 ore, proprio perché ha lanciato il crowdfunding per la Grecia. Prima faceva il commesso in un negozio di scarpe.

“Resti a guardare. E poi hai un’idea. Di solito ti fai una risata con te stesso, lasci correre e continui con la tua giornata. A me capita spesso. Ecco, domenica, non ho lasciato correre e l’ho fatto sul serio”, racconta Thom Feeney, raggiunto via email.

“Così, seduto al tavolo dopo cena, ho iniziato una campagna di crowdfunding per cercare di salvare l’economia greca”.

La stessa notte in Grecia, si preparavano alla chiusura delle banche per una settimana, prevista a partire dal giorno successivo, lunedì primo luglio. E anche all’interruzione dei servizi di pagamento online come PayPal, che dipende dalla operatività delle banche nazionali.

Tutto per evitare un collasso finanziario, in vista del referendum del 5 luglio indetto dal primo ministro greco Alexis Tsipras. Viste le interruzioni delle trattative con i creditori, il governo ha deciso che sarebbero stati i greci, con le urne, ad accettare o meno l’ultima proposta presentata dalla troika, la Commissione Europea, la Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale. Votare “Sì” per accettare la proposta, in cambio dei nuovi prestiti del fondo di salvataggio. O votare “No”, per rifiutare i nuovi aiuti. In uno scenario in cui la Grecia non ha rimborsato, entro la scadenza del 1 luglio, parte del suo debito.

“Un’economia fatta a pezzi, non si può risollevare a colpi di austerity. Si deve continuare a investire. Così ho fatto un rapido calcolo –racconta Feeney–, e ho stimato che bastavano 3,19 euro per ogni cittadino europeo per raggiungere la cifra di 1 miliardo e 600 milioni di euro che servono alla Grecia per il fondo di salvataggio. Ho aggiunto delle ricompense per le donazioni, come un’insalata greca e un viaggio per due ad Atene. E appena finito con la pagina su IndieGoGo, ho creato il profilo Twitter @GreekBailout”.

Da dove arrivano le donazioni alla campagna di crowdfunding per salvare la Grecia, lanciata da Thom Feeney, nella rilevazione del 30 giugno 2015

“All’inizio, nessuno sembrava interessarsi alla mia campagna per la Grecia, poi, nel cuore della notte, mi sono svegliato perché avevo ricevuto 1200 email”.

Dopo nemmeno 48 ore dal lancio della campagna, la pagina web per il crowdfunding della Grecia è andata in “crash”. C’erano troppe persone che si stavano collegando al sito nello stesso momento, da tutto il mondo, per fare una donazione. “E la piattaforma Indiegogo mi ha messo a disposizione il mio ingegnere personale, per risolvere il problema”, ha raccontato Feeney. La maggior parte delle donazioni, è da rilevare, sono arrivate dall’austera Germania. Poi dal Regno Unito, con la sua forte sterlina, e ancora dall’Austria, dagli Stati Uniti e dalla Svizzera.

“È la bellezza di internet, che è resa possibile dal veloce passa parola delle persone sul web e i social media. Dalle persone, alle persone. La solidarietà dell’Europa e da tutto il mondo, attraverso la rete. Questo è il messaggio del crowdfunding
per la Grecia”.

“Sono di York, dallo Yorkshire, dall’UK, dall’Europa e da tutto il mondo! E voglio abbracciare le culture più diverse” — spiega Thom Feeney.

Gli chiedo perché si è sentito in dovere di farlo. E risponde che è stato per il suo dovere di cittadino, per la sua identità europea, e per la sua cultura globale.“Io non ho frequentato il programma Erasmus ma attraverso quel programma ho conosciuto studenti da tutta Europa, che hanno studiato con me all’Università. Non potevo non fare nulla, per i miei cugini greci”.

“E no, non è uno scherzo. Perché tutto questo non riguarda solo la Grecia, ma tutti noi. Le persone e i lavoratori, le classi operaie di tutto il mondo. Se i governi, le società o le banche non ci aiutano, che cosa possiamo fare, se non restare uniti?” — scrive Feeney, sul sito della campagna. “E non sono in alcuna forma collegato ad organizzazioni politiche o altre”— ci tiene a precisare. “È stata una cosa spontanea”.

I soldi, dove andranno a finire? “Prometto che tutti i profitti andranno al popolo greco. Sia attraverso una transazione con il governo greco, se è interessato, perché possa riceverli tutta la popolazione, o con altri metodi. In caso non raggiungessimo l’obiettivo, tutto il denaro sarà rimborsato nel giro di una settimana a tutti i sostenitori della campagna secondo le regole della piattaforma di crowdfunding”, riporta il testo pubblicato da Feeney.

“Anche se non raggiungiamo l’obiettivo, avremmo dato comunque un messaggio meraviglioso. In questo modo si può dimostrare che anche se sei un ragazzo della classe operaia, che tu sia dello Yorkshire, in Scozia o ad Atene, ad altre persone importa ancora di te. Anche se il governo ti ha dimenticato. E puoi ancora fare la differenza”.


Nota: Puoi scrivere a Thom, con le risposte qui sotto.

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