Pinocchio, la Troika e noi

Come si vive nello stato della menzogna

di Elettra Stamboulis


La spesa sociale in Grecia ammonta al 19,2 sul Pil, quella della Germania al 18,2. La Francia e la Finlandia sono quasi al 25, mentre l’Italia si attesta al 21. In questa spesa sono contenute anche le pensioni: se si confronta solo la spesa delle pensioni, come ha fatto la stampa sciacallo e portavoce degli interessi della Troika, si pensa che la Germania sia una formichina e la Grecia un cicalone. Ma così non è: come in Italia, la spesa sociale nel piccolo paese sull’Egeo si concentra prevalentemente sul sistema fine lavoro, mentre in altri paesi risulta diversificato con il reddito di cittadinanza, maggiori garanzie per la maternità e via dicendo. Tuttavia è un falso dire che la spesa previdenziale ellenica sia faraonica. Lo dice la statistica Eurostat del 10 luglio 2015.

Eppure la grancassa delle penne asservite agli interessi di pochi, monopolisti anche dell’informazione, ci aveva detto altro: il blasonato e apparentemente tecnico Sole24ore, che ha riportato non più tardi dell’11 giugno le propagandistiche dichiarazioni della Troika senza alcun commento (qui). Per non parlare di Libero in cui Maurizio Stefanini parla addirittura di privilegi dei greci (qui) con sempre una serie di mezze verità che da sole giustificherebbero la giusta causa (del licenziamento: a proposito i docenti saranno valutati anche dai genitori e studenti, in quanto utenti finali, a quando la valutazione dei giornalisti? Visto che tutto sommato anche lì hanno sostenuto discretamente le ragioni del governo, non dovrebbero ribellarsi all’ipotesi).

C’è da chiedersi se esista un problema di accesso alla rete dalle redazioni giornalistiche o se semplicemente quanto sostenuto dal potere venga semplicemente ribollito e messo nel piatto. Questa è però un’emergenza democratica. Perché nell’epoca del consenso liquido, favorire una certa reazione nei cittadini, già privati di molti strumenti di partecipazione diretta, vuol dire portare i governi a scelte orientate. Tutta la vertenza Grecia Eurogruppo sarebbe stata diversa se in Spagna ci fosse stato già al potere Podemos, se in Italia ci fosse stato un governo veramente di centro sinistra e non di coalizione con gli ex forza Italia e un premier ex democristiano, o forse lo stesso Renzi avrebbe avuto il coraggio di un altro ruolo…Se le piazze, l’opinione pubblica, avesse preso un altro orientamento. Ma le menzogne non l’hanno permesso.

«I ricchi perdono solo quando sono distratti» diceva qualcuno. E forse s’erano distratti un attimo e non si aspettavano un governo diverso dalla piccola Grecia governata per anni dai loro amici, ai quali invece davano fiducia, che accettavano qualsiasi proposta pur di mantenere saldi i propri privilegi. La fiducia del ministro delle Finanze tedesco era già stata cancellata il 15 marzo, è stato quindi un rapporto senza pregiudizi… qualcuno dirà: non si fa la Storia con i se. Giustissimo. Ma la politica si fa proprio con i se, cercando soluzioni creative, inimmaginabili prima, migliorative. Altrimenti finiremo nel mondo migliore possibile, che è proprio quel fatalismo cinico che il neoliberismo ci vuole consegnare.

Ditelo al 42% di giovani disoccupati, ai Neet in aumento che neanche lo cercano un lavoro, avendo perso ogni speranza (qui i dati italiani).

Il governo Syriza è rimasto solo: questa è l’indiscutibile realtà. La responsabilità di questa miseria della politica è anche la nostra. Del nostro voto, della nostra disattenzione. I ricchi non si distraggono. Noi troppo spesso.


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