#TravelNext, #TDLAB e il venerdì santo

È passato un anno, sembra una vita.

È successo tutto di colpo, ieri mattina.

Ho visto questo post di Roberta Milano, riferito alla cena di TravelNext 2014, con alcuni straordinari professionisti e, allo stesso tempo, splendidi amici. E non ho potuto non pensare all’evento più interessante che io abbia mai organizzato: una giornata intensa il TravelNext dell’anno scorso, ricca di contributi di altissimo livello, con quasi 400 persone ad ascoltarci per tutto il giorno, e con quel siparietto col Ministro Franceschini che avrebbe dato il là alla stagione di #TDLAB.

L’intervento del ministro a #TravelNext

TDLAB è stato un vero laboratorio, un momento di scambio con professionisti di indubbio livello ed un luogo di confronto e trasparenza verso tutti coloro che hanno voluto dare la loro partecipazione. In pochissimo tempo abbiamo raccolto e messo in campo una progettualità ed una serie di regole che farebbero del gran bene al turismo italiano, mettendo ordine tra mille proposte con l’obiettivo di identificare una linea unica, chiara e definita. Da maggio a ottobre si è creato un gran fermento, con tante persone che si sono spese in prima persona, sfidando i gufi che (purtroppo) poi avrebbero avuto ragione.

Non sono minimamente pentito di TDLAB, anche se i fatti mi hanno dato torto. Sono da sempre un fervente sostenitore del semplicissimo detto “chi fa, sbaglia”. Resto dell’idea che in Italia avremo molto bisogno di più persone disposte a rischiare anche la loro faccia, invece che stare alla finestra a criticare quelli che ci provano, per poi poter dire: “avevo ragione”.

Tornassi indietro, lo rifarei. Anche a rischio di passare per l’illuso di turno che vuole cambiare il mondo e che non combina nulla perché esce sconfitto dallo scontro con l’immobilismo assoluto dei palazzi del potere, dove tutto è il contrario di quello che sembra e purtroppo devi diffidare soprattutto da quelli che ti accolgono con il sorriso.

Fa male vedere che, dopo la chiusura di TDLAB, sia stato fatto #verybello e nulla per Expo, che tutto quanto contenuto nella “strategia digitale per il turismo italiano” sia poi rimasto in un cassetto.

In Italia è difficile fare le cose. Ad un anno da TravelNext, anche la felice stagione trentina di innovazione fatica a sopravvivere. Quest’anno TravelNext non si farà, non riuscirò a raccogliere a Trento il meglio del turismo digitale italiano.

Ma resto un ottimista. Nella mia piccola esperienza personale, continuo ad incontrare persone che non si vogliono arrendere, che cercano di trovare una via, una soluzione, e non vogliono accettare i compromessi al ribasso.

Il 3 aprile quest’anno non ci sarà TravelNext ed è venerdì santo. Spero sia solo una coincidenza.


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