Un Capodanno diverso.

Ho festeggiato il Capodanno in Pakistan, Polonia, Germania, Bulgaria, Marocco, Tunisia, Bari, Oristano, Napoli e Trento. 
Ho viaggiato nel tempo? No. 
Ho viaggiato grazie alle storie che hanno voluto condividere con me i senzatetto ospiti della casa di accoglienza Bonomelli a Trento. 
È stata una delle esperienze più potenti della mia vita. 
Pensate: all’inizio (all’ora di cena) erano tutti molto timidi e introversi, dopo aver rotto il ghiaccio e aver ascoltato le loro storie si è innescato un legame di complicità fortissimo. 
Siamo finiti a cantare assieme, a giocare a tombola dicendo i numeri in tutte le lingue conosciute, a condividere il tè dopo cena (usanza marocchina meravigliosa!), ad abbracciarci, a parlare di futuro. 
Immagino che qualcuno di voi ora dirà “Ti vuoi fare bello perché hai fatto questo gesto e devi raccontarcelo per forza.” 
No. Toglietevelo dalla testa. È un racconto, certo, ma vorrei sottolineare il fatto che anche io ho superato molti pregiudizi che magari prima nutrivo, perché finché non provi, non le conosci, non ci parli, non condividi qualcosa con loro, non lo puoi davvero sapere come sono queste persone, delle vere perle in mezzo ad un oceano. 
Ho imparato una parola: dignità
Ci sono episodi che conserverò per sempre nel mio cuore. 
Sono grato, gratissimo a Cecilia per avermi proposto un capodanno così. 
Buon 2016 a tutti voi, passate un po’ più di tempo ad ascoltare gli altri, vi farà bene. Credetemi.