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Letter sent on Oct 17, 2015

illustrazione di Cam Floyd

Un nuovo livello di conversazione su Medium e le storie della settimana

di Ev Williams

Stiamo portando Medium a un nuovo livello. E Medium si concentra prima di tutto sui contenuti, che sono resi migliori se ci sono le persone. Per questo abbiamo aggiunto le menzioni. Ora, quando scrivi, puoi invitare direttamente altre voci a partecipare alla conversazione.

Le menzioni funzionano in modo intuitivo. Mentre scrivo, posso inserire una “@” e iniziare a digitare un nome. (Ciao, Bono, ciao Melinda, ciao Aaron.)

Ecco come ci è venuta l’idea:
Ehi Ev, che ne dici di aggiungere le menzioni?
“Ho sempre voluto un modo di far sapere ad altri utenti quando li cito nei miei post su Medium”.


Gli ultimi aggiornamenti dalla Guida a Medium, in italiano:

di Eric Reidy · traduzione di Monica Cainarca
Ghost Boat: 243 persone sono scomparse nel Mediterraneo. A nessuno importa?

Sichiama Segen. Nelle prime ore del mattino del 28 giugno 2014, era salita a bordo di una barca in Libia, insieme alla figlia più piccola, Abigail. Segen aveva 24 anni e un fisico esile; la piccola Abigail, quasi due anni, le guance paffute e una chioma di capelli ribelli. Non erano sole su quel barcone: in tutto c’erano almeno 243 persone a bordo, tutte stipate insieme, come merce umana. Dove sono finite? Vogliamo risolvere questo mistero.

di Bobbie Johnson
Riesci a trovare la “barca fantasma”?

La scorsa estate, una barca con almeno 243 profughi a bordo, molti dei quali donne e bambini, avrebbe dovuto lasciare la costa della Libia alla volta dell’Italia. Ma invece di raggiungere le coste italiane, è scomparsa nel nulla.

Ogni settimana pubblicheremo una nuova puntata della nostra inchiesta, con i nuovi sviluppi. Seguite la pubblicazione dedicata su Medium per ricevere notifiche dei nuovi articoli pubblicati e le email di aggiornamento sui progressi delle indagini.

Usate il tag Ghost Boat su Medium, o #GhostBoat sui social media. Seguite @FindGhostBoat su Twitter e Facebook. Potete aiutarci a scoprire cosa è successo. Proviamoci almeno insieme.

di Marcell Shehwaro, Voci Globali
Dispacci di una blogger dalla Siria
È passato un anno da quando ho lasciato la Siria, forse per sempre. Un anno di negazione della realtà, di sensi di colpa, di dolore e di resa. Non è rimasto più niente dell’eroina che era in me. Ogni parte che il mio corpo stava cercando di preservare per riuscire a superare la guerra e i barili bomba l’ho lasciata lì, a chi ne avesse bisogno, e sono entrata completamente in quello che la scienza chiamerebbe “stato di shock”.

di andrea fama
Il limbo discriminante degli studenti stranieri in Italia
Per la prima volta, si registra una maggioranza di studenti di origine straniera nati in Italia, la cosiddetta seconda generazione: centinaia di migliaia di ragazzi che, in attesa dell’approvazione definitiva di una legge che ne riconosca i termini per la cittadinanza, vivono spesso un’identità frammentata, sospesi a metà tra la cultura d’origine e quella ospitante, col rischio di essere vittime del pregiudizio sia delle comunità autoctone che di quelle immigrate.

di Graphic News
Giovani, carini & tartassati
“È deciso apro la partita Iva!”. “Ma sei sicura?”. Il governo sembra si appresti a discutere una riforma per i lavoratori autonomi. Giulia Sagramola ci ha raccontato l’incubo delle partite Iva nel nostro Paese.

di Alessandro Ronchi
Polvere di stelle: Il caso, il caos e i quindici minuti di celebrità
Vi ricordate di #AlexFromTarget? Probabilmente no. Eppure è una vicenda vecchia soltanto un anno ed è una delle narrazioni esemplari della contemporaneità. Alex è un sedicenne come molti altri, carino come molti altri, di Frisco, Texas. Lavora come commesso al locale supermercato Target. Sono le 10 del 2 novembre 2014 e Alex viene accompagnato dal padre al lavoro, come ogni mattina. Se non che la settimana precedente una coetanea passando di lì l’aveva trovato carino e aveva twittato una sua foto corredata di ponderata didascalia.

di Mariachiara Montera
La gravità dei microcosmi
Parlare di coppie si può tradurre in “mondi”: microcosmi che ruotano a velocità diverse da quelli di chi vive solo. Pianeti che ricevono energie differenti quando si sta insieme a qualcuno. Non necessariamente è amore, non sempre, non per sempre.

di Elena Brenna
John Lennon sull’amore: “Niente lo separa, ma devi prendertene cura”
Si chiama amore. E non c’è niente che lo separa. Voglio dire, devi lavorarci su come se fosse un dono prezioso, è una pianta e devi prestargli cure e annaffiarlo, non puoi semplicemente sederti sugli allori e pensare: “Oh, bene, ci amiamo, allora è tutto a posto”. Quello è il segreto. È tutto vero, ragazzi. All you need is love. Di amore, John Lennon ne sapeva.

Coccodrilli dal Cilindro di Elena Tuan · illustrazione di Claudia Valla
Troll in alta quota
“Ultima chiamata per il volo F557. Direzione PARIGI. Si prega i gentili passeggeri di raggiungere al più presto il Gate 8”.
Clementina era in ritardo, come sempre. Mollò al volo il libro che aveva tra le mani, sezione Classici. Aveva iniziato a sfogliarlo nel vano tentativo di ammazzare il tempo. Si mise a correre.

Puoi scriverci su Twitter @MediumItaliano e Facebook, o scriverci una risposta su Medium, con un clic sul tasto “Write a response” qui sotto.

Alla prossima storia!

Martino, Monica e Martino
editors di Medium Italia

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