Un tranquillo weekend all’italiana

Ero indeciso su come inaugurare questo mio spazio su Medium… Parlare del Family Day, con il messaggio del Pirellone, o del caso Apple a Napoli?Dobbiamo ammettere che il nostro bel Paese, nel bene e — ahimè — nel male, fa spesso parlare di lui. 
Sul primo argomento riporterei giusto un paio di risposte girate in rete, ovvero un’immagine pubblicata su twitter con l’hashtag #scrivilosulPirellone, che risponde allo zelo della Regione Lombardia:

E il commento di Spinoza.it:

Non male l’idea di usare un palazzo degli anni ’50 per comunicare, con un sistema degli anni ’10, un messaggio del 1200.

In questo clima, in effetti un po’ preistorico, mi sono però imbattuto in questo articolo: Tim Cook: “All’Europa serve più coraggio e sulle tasse pace con l’Italia”. In sintesi il numero uno di Apple afferma:

Siete come noi: amate le cose migliori. A Bruxelles respiro pesantezza, burocrazia, da voi aria di cambiamento. Emozionante incontrare il Papa, forse il più grande leader della Terra.

E poi ovviamente continua con una serie di dichiarazioni a cui non siamo abituati e che collidono con il ritratto che generalmente fanno di noi al di fuori dei nostri confini, quando si guarda all’Italia come un Paese ricco di cultura, buon cibo, ottimo clima, ma per il resto — ahimè — praticamente un disastro.

Prima che mi diate del “gufo”, volevo rassicurarvi che non ho nulla in contrario al fatto che un’azienda come Apple venga ad investire in Italia, sia chiaro! Ma c’è qualcosa che non mi convince, qualcosa che non mi torna. Ve lo riassumo in tre punti:
1. I toni dell’intervista che ho citato sopra, troppo esagerati.
2. La storia delle tasse. C’è aria di “scambio” in questa manovra: tu mi fai lo sconto, io investo.
3. In Italia uno sviluppatore software rientra nel CCNL settore metalmeccanico, con stipendi notevolmente inferiori rispetto ai colleghi europei o statunitensi. Altro che aria di cambiamento

Insomma, per farla breve, mi auguro che tutta questa manovra possa portare davvero qualcosa di buono per questo Paese e che non si riduca soltanto a uno slogan pubblicitario per i soliti noti, come spesso accade qua da noi.

Visione troppo pessimistica? Spero di sì!