La profonda differenza fra #Opinione e #Notizia

Inspiegabilmente sento di nuovo la necessità di rientrare nel tedioso, infinito ed a tratti paradossale dibattito sulle cosiddette Fake News; circoscrivendo la questione attorno al paese Italia, ma sfiorandola appena giusto come pretesto per un altro ragionamento.


Avrete sicuramente visto comparire nella vostra timeline di Facebook, una sorta di piccolo vademecum sull’informazione.

Questo è quello che talvolta appare nella vostra Timeline di Facebook

Una piccola guida offerta agli utenti disposti a leggere una manciata di battute (quindi pochissimi), su come verificare la veridicità di qualsiasi eventuale pseudo notizia che finisce solitamente per diventare virale attraverso le condivisioni.

Bene, si tratta di qualcosa di inutile che sicuramente non verrà letta né eventualmente capita dall’analfabeta funzionale medio, che continuerà a condividere video da pagine dubbie, o articoli di pseudo siti con nomi bizzarri.

Questo è parte di ciò che trovate se cliccate sopra “maggiori informazioni”: il vademecum anti bufala.

Del resto però, non può esistere una forma di controllo su questo fenomeno, almeno che non si utilizzino pratiche rientranti ampiamente all’interno della categoria “censura”: in un paese dove l’ignoranza non è più una colpa della quale vergognarsi, ma è divenuta un vanto da evidenziare ( in opposizione a chi, se lavora grazie ad un titolo o ad un valore acquisito, è riconosciuto a prescindere come un “ruba stipendi”), è una croce da portare con la quale abituarsi a convivere.


Il problema però sul quale volevo ragionare, esula dall’importanza che una Fake News può avere nella creazione di una coscienza deviata; credo che molti dei problemi di fondo relazionati direttamente con l’ignoranza del sedicente #CittadinoInformato, stiano nella totale non conoscenza dei significati delle parole che usa continuamente, e sulla difficoltà di comprensione di un testo superiore ad una riga di poche decine di battute. Particolarmente una delle cose a mio avviso più dannose in questo momento, è la totale incapacità di visualizzare e comprendere la differenza che esiste tra #Opinione e #Notizia, e il conseguente approccio verso l’informazione che ne deriva.

Sullo stesso argomento, più o meno, mi ero espresso nel post sottostante; perché la questione toccava direttamente la percezione condivisa di cosa è veramente una notizia, e conseguenzialmente, l’informazione:

All’interno del post avevo già indagato e riportato la definizione effettiva di “Notizia” e “Opinione”: potete andare lì a ricercarvele, non voglio ripetermi visto che i miei post vengono spesso definiti “illeggibili” causa lunghezza (cosa della quale sono totalmente disinteressato -lo avevo pure già scritto QUI- e anzi proseguo, per portare avanti il diritto alla completezza di narrazione, a favore della riscoperta del piacere del ritagliarsi del tempo per leggere e capire, quando interessati).


Esistono una serie di evidenti (voluti?) equivoci riguardanti il modo di porsi del #CittadinoInformato medio verso l’informazione, e più generalmente ad una notizia. Il più evidente credo che riguardi la cosiddetta #InformazioneLibera, e la propaganda ripetuta in modo simil mantra che tendenzialmente accosta questo termine ai Blog.

Quando ci si approccia ad un Blog, spesso ci dimentichiamo che l’autore scrive un testo con l’intento di esprimere liberamente la propria opinione su determinati argomenti o fatti da lui vissuti. Certo, non sempre è così, ma in linea di massima la libertà che il blog regala anche a giornalisti, redattori o politici rispetto alle vesti “ufficiali” o “professionali” che ricoprono, è riassumibile con l’evidente possibilità di prendersi le proprie responsabilità senza sottostare a nessuna regola deontologica.

Più generalmente una delle prime cose che si apprendono leggendo teorie rispetto all’informazione, è che inevitabilmente il filtro che viene dato da chiunque racconti un fatto, risulta (seppur minimamente in limitatissimi casi di professionalità estrema) macchiato da un minimo di personalizzazione: che si tratti di un tono di voce, dell’ordine in cui si riportano i fatti o delle parole usate, è inevitabile che chiunque riporti qualcosa sia naturalmente tendente a farlo secondo il suo ovvio punto di vista.

In quella che dovrebbe essere l’informazione con la “I” maiuscola, essere professionalmente ineccepibili significa limitare al massimo queste visibili cadute inconsce. Ovviamente a livello del fruitore della notizia, l’opinione personale si forma automaticamente, e consequenzialmente si completa con la ricerca di completezza anche attraverso fonti diverse. Secondo me, solo a questo punto diviene fondamentale l’opinionista e la fruizione del suo punto di vista: la lettura altrui di un fatto, aiuta a completare la propria convinzione, mettendola in paragone con quello che evidentemente riconosciamo essere un nostro “Opinion Leader”, conclamato o momentaneo. Con i Blog, chiunque potenzialmente può diventare Opinion Leader (o comunque riferimento, con la sua chiave di lettura) di un qualcun altro. Detto questo è pratica comunque diffusa per ogni organo di informazione, accompagnare al racconto obiettivo dei fatti, analisi opinionistiche sugli stessi.

Una esemplificazione a mio avviso palese, la possiamo ritrovare nella struttura del Telegiornale di La 7, diretto da Enrico Mentana: si tratta di un effettivo Mash Up di tutto questo.

La linea editoriale di questo Tg si struttura più o meno in questo modo, ogni giorno: un’introduzione con il racconto dei fatti salienti, una selezione delle notizie del giorno coerente con il taglio giornalistico voluto dal Direttore (nel caso di questo Tg, la Cronaca è ridotta al minimo, prediligendo la Politica), un racconto il più oggettivo possibile dei fatti all’interno dei servizi.

Tra un servizio e l’altro, se Mentana ritiene necessario esprimere un suo concetto (e quindi di dare una direzione opinionistica su un determinato argomento), inserisce piccoli monologhi personali dove esprime il suo parere al di fuori del racconto della Notizia. Se provate a ricordarvi un Tg nazionale simile negli anni passati (mi viene in mente quello di Rai 1 diretto da Minzolini), capirete l’assoluta bravura di Mentana nel dirigere un Telegiornale imparziale con un legittimo e stimolante taglio editoriale, ben dividendo le due cose e stando quindi attentissimo a non inquinare la cronaca dei fatti, direzionandola secondo il suo parere.


A questo punto però devo tornare un attimo indietro: dove sta l’equivoco che di fatto apre il campo all’eventuale manipolazione di una coscienza (ancor prima della fruizione di una Fake News eventuale)???

L’equivoco sta nel credere che l’opinionismo tipico di un Blog qualsiasi (o di quotidiani e periodici schierati palesemente in una direzione politica come “Il Fatto Quotidiano”, “Il Giornale” o “L’Unità” piuttosto che quelli dichiaratamente di approfondimento opinionistico come l’onestissimo “Il Foglio”) sia effettiva informazione libera da controlli e filtri.

La faziosa propaganda di una ampissima parte dei politici odierni (attuata e diffusa con un utilizzo dei Social psicologicamente strutturato per bombardare il disinformato, trasformandolo in un adepto della propria causa) che addita la gran parte dell’informazione come “venduta al soldo di privati che la direzionano”, genera così un autentico mostro in conseguenza.

Certo, il blogger è libero (non sempre…) di poter dire quel che vuole senza dover render conto a “padroni paga stipendio” (non sempre…), ma non per questo è super partes nel racconto o nell’analisi; anzi, tutt’altro. L’opinionista (e quindi blogger in questo caso) è per definizione un colui che reinterpreta i fatti, dando loro una propria chiave di lettura comprendente un giudizio e spesso una proposta (critica o meno) direzionata a superamento o a conferma della stessa.

Quindi se si ricerca una informazione “pulita” e libera da “secondi fini”, non la si può trovare all’interno dell’opinionismo: si tratta proprio di tutt’altro. Anzi, per evitare di assumere come verità quelle che possono essere semplici deduzioni, previsioni personali o pareri talvolta visionari, è necessario capire bene cosa stiamo leggendo e scindere di conseguenza l’informazione dall’opinione.


Personalmente non riesco molto a capire tutto questo terrore rispetto all’essere manipolati da un’informazione faziosa: ho sempre pensato che a prescindere dal mezzo con cui si fruisce una notizia (e quindi a prescindere anche dalla chiave di lettura politica con cui più o meno lecitamente la presenta), siamo tutti dotati di un cervello e di una conseguente capacità per valutare la veridicità di un racconto. Consequenzialmente siamo oggi più che mai tutti capaci di ricercare un numero infinito di altre fonti (anche attraverso uno smartphone), per risolvere eventuali dubbi ed incertezze, e quindi per completare quell’idea personale che poi diviene fondamentale quando si vuol esprimere il nostro punto di vista in pubblico (anche e soprattutto sui Social, dove chiunque oramai chiosa e giudica di tutto, soprattutto di quello che ben non conosce).

Imparare a scindere #Opinione e #Notizia e di conseguenza saper utilizzar nel giusto modo la fruizione di una e dell’altra: a mio avviso, base di partenza fondamentale per evitar la manipolazione di coscienza tanto temuta, ancor prima di saper riconoscere la famigerate e cosiddette Fake News.