Esistono due tipi di jugaad, tra loro piuttosto differenti. La jugaad nasce come strumento di reazione creativa a una condizione di disagio dalla quale non è possibile affrancarsi facendo ricorso alle sole risorse conosciute. Questa jugaad reattiva sa escogitare rimedi imprevisti per fronteggiare una congenita difficolta di accesso agli approvigionamenti tradizionali. È una jugaad che si radica nella scarsità endemica e che ottiene soluzioni ingegnose ma di corto respiro.
Vi è poi una jugaad anticipativa, che entra in azione ancor prima che la scarsità si manifesti in modo esplicito. Questo secondo tipo di jugaad si distingue dalla prima perché veicola una grande attenzione per la sostenibilità di medio-lungo periodo delle scelte. È questo il tipo di jugaad che risulta più interessante per noi europei. Essa si manifesta quando sorge il sospetto che ciò che oggi funziona bene potrebbe non funzionare altrettanto bene domani; oppure quando qualcuno constata che ciò che oggi funziona benissimo potrebbe in futuro richiedere più energia di quella di cui disporremo. Infine la jugaad anticipativa sa riconoscere i limiti intrseci di molti sistemi umani: un sistema che oggi funiona piuttosto bene avrà bisogno, se vorrà crescere o svilupparsi, di funzionare molto diversamente.
La jugaad reattiva è spiritosa, irriverente, fulminea. La jugaad anticipativa è progettuale, lungimirante, attenta alle conseguenze ampie di ogni scelta. Le due jugaad danno luogo a generi d’innovazione a loro volta piuttosto differenti. Difficilmente la jugaad reattiva riesce a intravedere soluzioni applicabili su larga scala e replicabili in contesti differenti da quelli originari. Al contrario la jugaad anticipativa veicola una mentalità impenditoriale attraverso la quale l’innovazione assume un orizzonte vasto, facilmente adottabile anche in altri contesti. La jugaad reattiva è guidata dall’aspirazione, la jugaad anticipativa è guidata dalla visione. Ciò che accomuna questo due tipi di jugaad è quella conretezza di fondo che non figura nei percorsi dell’innovazione burocratizzata, organizzata e ordinatamente amministrata.
Forse l’innovazione di cui abbiamo oggi maggior bisogno consiste nella compresenza di questi due approcci: da una parte una reazione creativa alle condizioni sfavorevoli nelle quali ci troviamo; dall’altra parte un’invenzione sostenibile, capace di trasformare favorevolmente il contesto cui siamo destinati.
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