Instagram e giovani: pro e contro del social network

Era il 6 ottobre 2010 quando Kevin Systrom postò la prima foto su Instagram con l’account @kevin. Si trattava della foto del suo cane, foto che ricevette 98, 227 mi piace e 40, 194 commenti.

di Costanza Gasparo, ricercatrice sociale e membro del Data Life Lab

Il Social Network fu poi comprato da Facebook il 9 aprile 2012, quando ancora gli utenti erano circa 30 milioni. Ad oggi, nel 2018, gli utenti di Instagram sono più di un miliardo:

Instagram ormai fa parte, volenti o non, della nostra quotidianità. Dopo pranzo, prima di dormire la sera e in qualsiasi momento di noia della giornata siamo soliti prendere il nostro cellulare e accedere all’applicazione, curiosi di scoprire “cosa sta succedendo” sia nel mondo, sia ai nostri amici. Si tratta infatti di un social network basato principalmente sull’utilizzo delle foto: presentiamo noi stessi e interagiamo con gli altri tramite foto, likes e commenti. Interagiamo virtualmente.

Studi recenti hanno però hanno evidenziato aspetti sia positivi sia negati dovuti all’utilizzo di questa piattaforma, soprattutto in riferimento ad un target giovanile (18–30 anni). Se infatti può essere considerata una fuga dallo stress, un modo per “isolarci” dal mondo e dai suoi problemi per qualche minuto, dall’altro lato l’uso di questa applicazione risulta essere associato a elementi quali narcisismo, ansia e depressione. In termini di narcisismo è possibile parlare in doppia chiave: come forma di esibizionismo e ricerca del consenso (narcisismo grandioso) e come forma di inadeguatezza, vuoto e vergogna (narcisismo vulnerabile). Sono proprio i ragazzi riconducibili a questa seconda categoria che, utilizzando costantemente Instragram, manifestano sempre più crisi di ansia, depressione, bullismo e FOMO (Fear of missing out, la paura di esser tagliati fuori), cercando costantemente l’ammirazione virtuale di amici tramite likes e commenti. Secondo una ricerca svolta dalla Michigan State University (Usa) e la Sejung University di Seoul (Corea del Sud), le foto postate su Instagram possono infatti creare aspettative non realistiche, sviluppando situazioni di inadeguatezza e bassa autostima.

Lo studio Self-presentation mediates the relationship between Self-criticism and emotional response to Instagram feedback sottolinea anche però come conseguenze negative dell’utilizzo di Instagram siano legate alle caratteristiche personali. Individui con personalità adattive sono meno propensi ad essere influenzati negativamente dall’uso di Instagram, mentre individui con personalità disadattive possono avere maggiori probabilità di sperimentare negativamente conseguenze.

Ai giorni d’oggi appare sempre più necessario promuovere un uso consapevole di Instagram, soprattutto riferito ad un target giovanile. Un utilizzo controllato ma che allo stesso tempo permetta di valorizzare le grandi potenzialità di questo social network.

Un utilizzo originale può essere considerato quello adottato dal Data Life Lab, in relazione al metodo della Social Challenge. Si tratta infatti di un metodo di interazione tra ragazzi basato su l’utilizzo di Instagram, per capire come questi vivano dimensioni importanti della loro vita come la scuola (progetto School Influencer, promuovere la scuola attraverso Instagram) o il quartiere (Prato Social Challenge) tramite foto scattate direttamente da loro. L’obiettivo è quello di diffondere messaggi positivi, creando reti sociali giovanili e valorizzando le doti comunicative dei ragazzi.

Si tratta di una sfida, in cui i ragazzi sono guidati e supportati dai membri del Laboratorio, facendo sempre prevalere lo spirito di gruppo e il divertimento.