Social Challenge: i personaggi studiati a scuola prendono vita grazie a Instagram. Il liceo Classico Galileo conquista il titolo di scuola più social di Firenze

Il format della Social Challenge del Data Life Lab presentato e sperimentato dai ragazzi del Forum Studenti Firenze “Gli studenti incontrano il XXI secolo”

Kinoa Team
Nov 21, 2018 · 12 min read

All’interno della tre giorni del Forum Studenti Firenze “Gli studenti incontrano il XXI secolo” il DataLifeLab, laboratorio di ricerca congiunto con l’Università di Firenze, parte di un ecosistema innovativo insieme alla cooperativa di progettazione ReteSviluppo e alla startup tecnologica Kinoa, ha presentato, nel panel dedicato alla comunicazione, il metodo Social Challenge presso il Liceo Classico Galileo di fronte a circa 100 studenti di diversi istituti di Firenze. Successivamente, in meno di due ore gli studenti delle scuole superiori fiorentine hanno sperimentato in prima persona il metodo sfidandosi con impegno e vivacità nel dare voce, attraverso Instagram, ai personaggi studiati a scuola.

La Galileo Social Challenge aveva l’obiettivo di far vivere i personaggi studiati a scuola su Instagram, lasciando che i ragazzi ne ipotizzassero linguaggio e comportamento social.


Nessuna regola su tempo verticale e tempo orizzontale

Diversamente da altri social network, Instagram si muove su due tempi differenti che, in qualche modo, rispecchiano il modo in cui scorre il tempo della nostra vita. Il tempo verticale è quello dei post, che si scorrono attraverso un movimento verticale sul touch screen dei nostri telefonini. I post rimangono nel profilo Instagram e possiamo vederli anche a distanza di tempo. Il tempo orizzontale è invece quello delle storie, che visualizziamo scorrendo orizzontalmente e che si cancellano automaticamente ogni 24 ore. E’ il tempo effimero nel senso etimologico del termine, cioè che “dura un solo giorno”.

I post fissano quello che resta, le storie condividono in maniera rapida quello che poi è destinato a scorrere e ad essere dimenticato. Cogliere la sfumatura tra un contenuto che merita un post e un contenuto adatto ad una storia non è affatto semplice, per questo si è scelto di chiedere ai ragazzi di rispondere agli stimoli suggeriti dal DataLifeLab scegliendo loro stessi, di volta in volta, se fare un post o se fare una storia.

In questo modo si è lasciata piena libertà di espressione ai ragazzi, che hanno potuto connotare i loro personaggi sia dal punto di vista del registro utilizzato sia nella capacità di muoversi con dimestichezza nel tempo verticale e orizzontale di Instagram.


Dai banchi di scuola a Instagram

I ragazzi, suddivisi in squadre secondo il metodo Social Challenge, hanno creato 14 differenti profili Instagram di personaggi studiati a scuola. In pochi minuti la biblioteca del Liceo Galileo si è riempita di figure illustri. C’erano Dante e la sua Beatrice, Catone, Seneca, Talete, Eraclito, Aristotele, Machiavelli, Manzoni, Petrarca, Lincoln, Giolitti, Hegel e Van Gogh.

Le immagini del profilo scelte dai ragazzi per i loro personaggi sono state per lo più istituzionali, tranne nei casi di Hegel, Van Gogh e Talete in cui sono state scelte immagini ironiche.

E’ importante sottolineare che sono stati i ragazzi stessi a scegliere il personaggio a cui dare voce attraverso Instagram. E’ interessante quindi analizzare il personaggio scelto alla luce del tipo di scuola frequentata. La scelta del personaggio da rappresentare da parte dei ragazzi provenienti da un Liceo Classico, in questo caso il Galileo appunto, è quasi sempre ricaduta su uno scrittore (Manzoni, Dante e Petrarca) o su un personaggio letterario (Beatrice), quasi a confermare la propensione di questo indirizzo verso l’area umanistica. Lo stesso è riscontrabile per il profilo Instagram di Vincent Van Gogh, appartenente ad una squadra proveniente da un liceo artistico. Per quanto riguarda invece i ragazzi provenienti da istituti tecnici e professionali, questi non hanno optato per impersonificare inventori, ingegneri o quant’altro ma bensì politici (Giolitti, Machiavelli, Catone). Infine, profili Instagram appartenenti a filosofi (Hegel, Aristotele, Eraclito, Talete e Seneca) sono stati creati soprattutto da ragazzi che frequentano un Liceo (Scientifico, Linguistico o Classico).


Le 4 sfide

La sfide proposte sono state quattro, e ognuna doveva essere affrontata dando voce al personaggio scelto attraverso un post o una storia. Abbiamo quindi visto i personaggi al risveglio, parlare d’amore, interagire con gli altri profili che partecipavano alla sfida e parlare del proprio cibo preferito.


Lezioni social. I contenuti creati dai ragazzi

I contenuti creati dai ragazzi sono stati molto originali e possono essere suddivisi, come già nella precedente sperimentazione “School Influencer” in tre categorie:

  • Didattico-istituzionali: contenuti che riportano frasi del personaggio con una foto che ne richiama alcuni aspetti.
  • Ironici: contenuti che scherzano sul personaggio, sulla sua opera e su aneddoti della sua vita.
  • Social: contenuti che cercano di calare i personaggi studiati a scuola nel linguaggio effettivo dei social, con un registro solo in parte ironico e una gran parte di immedesimazione. Sono sicuramente i contenuti più difficili da creare, tuttavia ne abbiamo degli esempi interessanti che dimostrano la capacità dei ragazzi di trasferire quanto appreso a scuola nel linguaggio dei social network.

Esempi di immagine didattico-istituzionale

Dante esalta la sua Beatrice sul suo profilo
Una citazione di Seneca

Esempi di immagine ironica:

L’acqua Lete trasformata durante la sfida in acqua Talete
Richiamo alla poesia Il cinque maggio di Alessandro Manzoni in un clima autunnale

Esempio di immagine social:

Il pasto preferito del filosofo Hegel
Van Gogh si fa un selfie nella sua stanza
Inizio della giornata per Giovanni Giolitti
Niccolò Machiavelli in attesa di un ringraziamento da parte di Lorenzo de’ Medici a cui ha dedicato l’opera Il principe

Personaggi che prendono vita: interazioni virtuali.

Si sono poi verificati due tipi di interazione all’interno del gioco/contest. Nel primo caso, i personaggi inventati hanno interagito tra loro, come richiesto dalla sfida proposta dal DataLifeLab, con risultati divertenti. Ad esempio, Niccolò Machiavelli e Francesco Petrarca sono stati immortalati in una conversazione facetime.

Interazione virtuale e dimostrazione di amicizia tra Niccolò Machiavelli e Francesco Petrarca

Non tutte le interazioni tra i personaggi sono state pacifiche. Il filosofo Eraclito, ad esempio, ha attaccato il pensiero di Talete attraverso una storia in cui, con un hashtag infuocato, lo definisce “dormiente” e etichetta la sua filosofia come una semplificazione. E’ questo un esempio divertente per mettere alla prova la capacità, non affatto scontata, dei ragazzi di effettuare collegamenti tra diversi autori studiati a scuola e comparare pensieri differenti. Instagram in questo caso rivela a pieno la sua potenzialità di piattaforma di scambio, confronto e dibattito.

Un’interazione non prevista dalle sfide ma ideata dai ragazzi stessi è stata quella tra il profilo creato per il gioco e i loro profili personali, come nel caso di Beatrice, alla quale le ragazze hanno fatto domande sulla sua relazione con Dante attraverso i propri profili Instagram personali. Questo crea sicuramente volume intorno al post e contribuisce a rendere più divertente la sfida. Ma, soprattutto, avvicina il personaggio alla vita quotidiana dei ragazzi. Certo, in maniera ironica, ma trasferisce un qualcosa che si studia a scuola nel mondo quotidiano che i ragazzi abitano: quello dei social network. Paradossalmente, il virtuale contribuisce quindi a rendere un po’ più reale quello che si studia a scuola. Addirittura, le ragazze del liceo classico che hanno creato il profilo di Beatrice si sono trasformate in delle autentiche fan della relazione tra quest’ultima e Dante, creando una “parola macedonia” formata dai nomi dei due innamorati: Dantrice, visibile nei commenti al post che li ritrae insieme. Questa fusione dei nomi è tipica dei fan delle serie tv che “fanno il tifo” per la loro coppia preferita attraverso quello che in termini tecnici è detto “shipping”. Le ragazze hanno quindi trasferito un comportamento di uso comune nel mondo delle serie televisive verso una una coppia della letteratura, con un effetto divertente ma anche realistico.

Incontro d’amore tra Beatrice e Dante

I ragazzi sono stati abili anche nell’utilizzo degli hashtag, le parole chiave che danno visibilità ai post e, in alcuni casi, hanno ricevuto interazioni da profili esterni alla sfida attirati dal contenuto dell’hashtag. E’ il caso del profilo di Abraham Lincoln che ha collezionato un commento di apprezzamento dal profilo “public.democracy”.

I personaggi hanno preso vita iniziando a muoversi nella Firenze contemporanea, interagendo con la realtà e l’esterno. E’ l’esempio dei ragazzi che hanno immaginato Machiavelli pranzare all’Antico Vinaio, uno dei più noti locali di Firenze, taggandolo nel loro post che immortala un’appetitosa schiacciata alla finocchiona. In questo modo Machiavelli sembra davvero passeggiare tra le nostre strade.

Machiavelli all’Antico Vanaio

Inoltre, in alcuni casi, i personaggi hanno continuato a vivere anche dopo il termine della sfida della Galileo Social Challenge. Francesco Petrarca (checcopetrarca) ha postato una foto scattata durante la Plenaria forum 2018 che si è svolta nel Salone del Cinquecento sabato 18 Novembre 2018 con cui ha segnalato la sua presenza alla cerimonia. Talete (talete 40), invece, ha realizzato una storia durante una giornata scolastica ben quattro giorno dopo l’attività proposta dal Data Life Lab il venerdì precedente.


Nuovi influencer

I ragazzi hanno calato così tanto i loro personaggi nel mondo dei social che li hanno trasformati in veri e propri influencer, immaginandoli a sponsorizzare le proprie opere attraverso Instagram, indicando il classico “link in bio per l’acquisto” che si ritrova in tanti profili social a scopo commerciale. Ad esempio, Niccolò Machiavelli tenta di vendere le sue opere online, Aristotele pubblicizza uno yogurt greco come un vero foodblogger, Marco Porcio Catone invita tutti a seguirlo per distruggere Cartagine e Seneca promuove il suo “La dieta del saggio” come programma dimagrante. I ragazzi hanno immaginato i loro personaggi come influencer senza che fosse a loro chiesto nelle sfide. E’ stata quindi una strategia autonoma individuata dagli studenti per rendere più attuale e credibile il proprio personaggio.

Machiavelli promuove le sue opere
Aristotele suggerisce una gustosa colazione
Marco Porcio Catone invita a seguirlo per distruggere Cartagine
Seneca si trasforma in nutrizionista

La squadra vincitrice: se i Promessi Sposi uscissero domani in libreria

E’ il Liceo Classico Galileo la scuola più social. La sfida è infatti stata vinta dalla squadra che ha animato il profilo di Alessandro Manzoni. Il registro scelto dalla squadra, composta da studenti del Liceo Classico Galileo, è stato di tipo ironico e scherzoso, già a partire dal nickname scelto: alex_imanzo.

La popolarità raggiunta è stata notevole: in meno di due ore il profilo ha attirato 148 follower. Il post con cui Manzoni annuncia l’uscita nelle librerie de “I promessi sposi” ha racimolato ben 120 like, nonostante attirare like non fosse oggetto della sfida. La squadra ha quindi dimostrato una forte attitudine alla condivisione e diffusione di messaggi sui social, un’ottima conoscenza dello strumento Instragram e una forte creatività nel calare il personaggio ai giorni nostri.

Uscita del romanzo I promessi sposi in libreria

Alessandro Manzoni ha anche utilizzato il tempo orizzontale, quello delle storie. I ragazzi hanno immaginato lo scrittore contemplare l’Arno, al mattino appena sveglio, pronto per affrontare una giornata di lavoro e “risciacquare i suoi panni”. Un modo giocoso ma efficace per calare Manzoni nella vita quotidiana.

Alessandro Manzoni e la “risciacquatura dei panni in Arno”

E, ovviamente, la squadra vincitrice ha adottato la tecnica di commentare i post del proprio personaggio dai propri profili personali, per rendere più vivaci i contenuti. In questo caso, i ragazzi hanno scelto di commentare in fiorentino, con un tocco ulteriore di familiarità.

Alessandro Manzoni celebra il suo amore per Enrichetta Blondel con una serie di hashtag

Una menzione d’onore anche per le squadre del profilo Hegel, creato da un’altra squadra di ragazzi del Liceo Classico Galileo, e Van Gogh, animato dai ragazzi del Liceo Artistico Porta Romana, che hanno realizzato storie e post molto ironici ma che allo stesso tempo denotavano un’accurata conoscenza del personaggio.

I ragazzi che hanno costruito e animato il profilo di Hegel sono stati molto abili nel trasporre concetti filosofici nella quotidianità, anche attraverso l’uso del tempo orizzontale delle storie, immaginando ad esempio la nottola di Minerva che spicca il volo di mattina e dopo 24 ore si cancella e riparte. In questo modo hanno giocato ribaltando il pensiero di Hegel che usa la metafora della nottola che spicca il volo di sera per rappresentare la filosofia che può parlare della realtà solo quando le cose sono già avvenute. La nottola su Instagram riparte ogni 24 ore, in questo modo i ragazzi hanno padroneggiato perfettamente un concetto complesso rendendolo comprensibile nella logica dei social network. Per rendere più verosimile la storia hanno inserito come tag del luogo l’Università Humboldt di Berlino e per renderla più divertente l’espressione “buongiornissimo” che stride evidentemente con l’immagine di filosofo colto di Hegel.

La nottola di Minerva spicca il volo al mattino invece che la sera

La vita virtuale dei personaggi studiati li rende reali

Anche in questo caso il metodo Social Challenge si è rivelato estremamente efficace per la raccolta in tempo breve di numerosi dati e per il coinvolgimento dei ragazzi.

Gli studenti che hanno partecipato hanno dimostrato di avere differenti gradi di abilità e dimestichezza con Instagram. In particolare, le ragazze sono risultate maggiormente a proprio agio con lo strumento e più capaci di utilizzarlo per raggiungere gli scopi richiesti dal contest.

In poco più di un’ora a disposizione le squadre hanno creato una buona rete di influenza, derivante sicuramente dalle reti di influenza individuali ma anche da buone strategie adottate.

Come già notato in School Influencer, la squadra che ha vinto non ha scelto un taglio didattico/istituzionale ma quelli dal taglio ironico/social. La rete sembra quindi apprezzare questo tipo di post più che quelli dal taglio “serio”.

Tuttavia, i ragazzi hanno utilizzato i social in maniera intelligente e sono stati in grado di divulgare il messaggio dei personaggi in maniera immediata e attuale. Un ottimo esempio è quello del profilo di Machiavelli: i ragazzi hanno utilizzato le storie per sintetizzare il pensiero dietro all’opera “Il Principe”, sottolineando che se più persone l’avessero letta le cose andrebbero meglio in generale. E’ un esempio chiaro e intelligente e solo parzialmente ironico di come si potrebbero sintetizzare contenuti scolastici attraverso lo strumento delle storie Instagram e renderli fruibili e immediati per gli adolescenti.

In ogni caso, il metodo permette di individuare quei ragazzi che hanno maggiori skills nell’ambito comunicativo social e che prendono il ruolo di trascinatori di una squadra.

La componente cooperativa e ludica tipica della challenge ha inoltre favorito un clima giocoso e divertente che ha stimolato l’interesse dei ragazzi e la loro partecipazione. Tutti i ragazzi si sono impegnati nel portare a termine le prove e nel promuovere il proprio lavoro, nonostante non ci fosse in palio un premio costoso ma solo una fotografia di squadra con la macchina fotografica istantanea.

Per una scuola connessa

Il metodo Social Challenge si conferma come perfettamente applicabile anche a percorsi partecipativi che vedano coinvolti gli adolescenti, perché permette di registrare le loro risposte all’interno del mondo che essi sentono come proprio, con il loro linguaggio e con la loro prospettiva, facendoli al tempo stesso divertire. Questo metodo può tranquillamente entrare tra i banchi di scuola e aiutare a dare vita a personaggi, materie, nozioni, che, grazie alla creatività dei ragazzi che viene stimolata dal gioco, iniziano ad abitare i nostri giorni, divenendo virtuali ma, al tempo stesso, più “reali” e vicini ai ragazzi.

I ragazzi non hanno solo scherzato durante la sfida ma si sono adoperati in operazioni cognitive complesse, dimostrando immaginazione, creatività, capacità di giocare con i concetti, di ribaltarli e di trasferirli da un contesto all’altro. Molti contenuti dei post hanno un valore didattico e divulgativo e non solo divertente.

I social network, piuttosto che essere banditi dalle aule scolastiche, se saputi gestire attraverso format e metodi appropriati, possono divenire un valido strumento per il trasferimento dei contenuti studiati nel linguaggio del quotidiano, oltre che oggetto di discussione e riflessione.

I giovani che attualmente frequentano le scuole medie inferiori e superiori sono nativi digitali e per loro la distinzione tra mondo fisico e digitale non è percepita così nettamente come avviene nelle generazioni precedenti e tanto meno comprendono la demonizzazione degli strumenti più innovativi che loro utilizzano.

I ragazzi vivono con naturalezza in una realtà fatta di due mondi interconnessi e il sistema formativo ormai non può più permettersi di rimanere fuori da uno di essi, precludendosi l’opportunità di esplorare le potenzialità dei nuovi metodi didattici che può fornire la rivoluzione digitale.

E’ questa l’ulteriore sfida che Kinoa e DataLifeLab provano a lanciare a insegnanti e studenti, per una scuola ancorata al presente che non abbia paura dei social network ma li utilizzi con arguzia e creatività.

Kinoa

L’ innovation studio si racconta: ecco il diario di bordo del viaggio di Kinoa tra passato, presente e futuro del suo modo di fare e di concepire l’Innovazione

Kinoa Team

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Kinoa

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