Le Radici Culturali di una Community: fra Deduzione e Induzione?

L’esempio della Lightsaber Combat Academy


Due praticanti di Lightsaber combat (link)

A metà marzo si è tenuta l’edizione 2014 di Cartoomics (Rho Fiera Milano). Vari elementi di interesse durante la manifestazione, dal fenomeno ormai consolidato del cosplay ai classici fumetti, dai film in anteprima ai giochi di ruolo. Fra le associazioni presenti alla manifestazione, c’è la Lightsaber Combat Academy. Si tratta di un’associazione di tipo ludico-sportivo per la pratica della scherma con la lightsaber, la spada-laser della saga di Star Wars. Non si tratta di un semplice gioco, bensì di “un’attività fisica di tipo schermistico, dotata di regole ben precise e un completo sistema di attacchi e difese che la rende replicabile senza ricorrere a movimenti “preparati”, con un linguaggio comune che permette agli allievi delle diverse Scuole di potersi confrontare” (Sito). Nata nel 2006 a Milano, l’associazione ha oggi varie sedi in Italia.

La cinematografia (quella fantasy e fantascientifica in particolare) da sempre stimola la nascita di comunità di consumatori (Cova, Kozinets, Shankar, 2007; Kozinets, 1997) che allargano l’impronta del film ben oltre la sala cinematografica e la trasformano in fenomeno culturale vissuto. L’esempio classico di Star Trek (Kozinets, 2001) mostra che una community possa elaborare in modo sofisticato il mondo di valori e idee di un racconto e trasformarlo in realtà. In molti casi, la comunità prende come riferimento l’intero universo culturale e valoriale del film o opera letteraria. Così, gli appassionati dell’universo di Twilight si riferiscono al mondo dei vampiri e a tutte le sue complesse radici, storiche, valoriali ed ideologiche (Olivier-Buchanan, Schau, 2013). Le comunità procedono spesso per deduzione dal generale al particolare. Così la vasta utopia di Star Trek prende forme singole nel gesto, nell’abito, nell’oggetto. Ciascuno di questi elementi rappresenta un più vasto universo di valori.

Lightsaber: una dimostrazione (link)

In casi come quello della Lightsaber Combat Academy, la community estrae dall’universo di Star Wars un singolo oggetto, la lightsaber, e forma attorno ad essa una disciplina sportiva e un connesso universo di valori. La Lightsaber Combat Academy suggerisce un movimento di induzione, dal particolare al generale. In questo movimento, le radici di Star Wars vengono ibridate da altri mondi. Il generale diventa quindi più vario rispetto al caso di una community per deduzione. Non si rimane esclusivamente dentro il mondo di Star Wars.

Comunità “deduttive e “induttive” (fonte: ns. elaborazione)

Mentre una community “per deduzione” ha dei riferimenti certi e un canone da adottare, una “community induttiva” deve negoziare la propria identità rispetto ai vari riferimenti adottati. Il singolo riferimento, la lightsaber, da solo non potrebbe sostenere un universo valoriale. La community elabora quindi una cultura con riferimenti più vasti. I mondi di riferimento della Lightsaber Combat Academy, oltre naturalmente a Star Wars, sono quelli delle arti marziali, delle accademie, della formazione sportiva. La cultura che emerge dal movimento della Lightsaber Combat Academy adotta elementi conosciuti di altre discipline sportive e marziali, ma se ne distanzia per evitare di esserne assorbita e per presentare i propri elementi di distinzione identitaria: “non esiste alcuna tecnica presente in qualsivoglia forma di combattimento che possa adattarsi perfettamente al Lightsaber Combat. Non è materialmente possibile “prendere” un movimento da qualche parte e “aggiungere” una tecnica presa integralmente da un’altra disciplina. Ogni singola parte dell’insieme di tecniche codificate sotto il nome di Lightsaber Combat è al 100% originale, per quanto ovviamente frutto di confronti e stimoli provenienti da tantissime altre forme di combattimento, armato e disarmato” (Sito). In questa descrizione si nota la volontà di non essere classificati come imitatori di tecniche viste al cinema, né come ulteriore arte orientale tout court, bensì creatori di una disciplina nuova, ispirata ad altri mondi, ma non esaurita in essi.

Nasce una cultura che mostra evidenti le radici nella mitica saga di Star Wars, ma allo stesso tempo ne definisce i confini. Così, alla domanda se sia necessario essere un fan di Star Wars per praticare la disciplina, la risposta fornita nel sito è “Assolutamente no. Certo, dopo un po’ è difficile non diventarlo” (Sito). La Lightsaber Combat Academy mostra che una community non è un gruppo di fan devoti di un’opera letteraria o un film. E non a caso, i riferimenti a Star Wars nel sito della Lightsaber Combat Academy sono contenuti in una sezione denominata “Fandom”, concetto che è quasi riduttivo rispetto al concetto di disciplina sportiva.

Il movimento induttivo (dalla lightsaber a un universo valoriale completo) qui proposto e descritto presenta opportunità e rischi per una community. L’opportunità è data dal fatto che i fondatori e componenti della community possono liberamente scegliere fra gli innumerevoli repertori di idee quelli che meglio si adattano al loro caso specifico. Si può spaziare dal tradizionale dojo di ispirazione giapponese alla tecnologia futuristica dei laser. La community può potenzialmente diventare esempio di tradizione orientale rivisitata o sperimentazione di prototipi tecnologici all’avanguardia (Pace, 2013). Normalmente nella vita di una community, queste varie declinazioni vengono introdotte e poi scartate o consolidate a seconda della coerenza con lo “spirito” della community. Il rischio è insito in questa stessa vasta opportunità di riferimenti culturali: la perdita di un’identità propria e la diluzione in mille sfaccettature che rendono la community confusa. Come evitare il rischio e sfruttare le opportunità? La passione e attenzione tipiche delle comunità, nutrite dal gesto quotidiano della pratica, sono la miglior salvaguardia dell’identità culturale della community e fonte della sua evoluzione. Praticando il gesto sportivo e rispettandone i valori sottostanti, aprendosi a innovazioni anche esterne, i praticanti e componenti della comunità hanno la possibilità di consolidare e aggiornare la missione portata dalla loro cultura.

Nel caso della Lightsaber Combat Academy le sofisticate competenze che il praticante può apprendere (unite alla sua passione) rappresentano forse la miglior fonte di evoluzione dalle radici iniziali: l’abilità nel brandire la lightsaber detta i limiti e le possibilità dei significati di questo ricco artefatto culturale. L’oggetto diventa l’ancora di senso della “comunità induttiva”. Nel vasto arcipelago delle comunità, l’azione di indurre un universo valoriale da un singolo elemento rappresenta il futuro?

Riferimenti bibliografici

Cova, Bernard, Robert V. Kozinets, Avi Shankar (2007), Consumer tribes, Routledge.

Kozinets, Robert V. (1997), “ ‘I Want to Believe’: a Netnography of the X-Philes’ Subculture of Consumption”, in Advances in Consumer Research Volume 24, eds. Merrie Brucks and Deborah J. MacInnis, Provo, UT : Association for Consumer Research, Pages: 470-475.

Kozinets, Robert V. (2001), “Utopian enterprise: Articulating the meanings of Star Trek’s culture of consumption”, Journal of consumer research, Vol. 28 (1), pp. 67-88.

Olivier-Buchanan, Margo, Hope Jensen Schau (2013), “Consuming spirituality and the spirituality of consuming media narratives: why vampirism? Why Twilight? Why now?”, In Rinallo, Diego, Linda Scott, Pauline Maclaran, Consumption and Spirituality, Routledge, pp. 81-93.

Pace, Stefano (2013), “Looking at Innovation through CCT Glasses: Consumer Culture Theory and Google Glass Innovation”, Journal of Innovation Management, Vol. 1 (1), pp. 38-54.