Ti prego Twitter non cambiare l’algoritmo

Capisco che la situazione non sia delle migliori — anzi, stai proprio colando a picco — però, ti scongiuro, ripensaci. Le parole del tuo CEO Jack Dorsey mi hanno un po’ rinfrancato e così ho chiuso la mia lista twitter con gli hashtag #RIPTwitter.

L’algoritmo non esisterà: o meglio, esisterà in maniera parziale e personalizzabile. In pratica, Twitter non implementerà un EdgeRank come quello di Facebook per la valutazione dei contenuti più interessanti (sul quale Mark Zuckerberg sta continuando a lavorare, cercando di evitare i contenuti spam e clickbaiting i quali, di solito, sono quelli che meglio catturano interazioni sporche sul social) ma una cosa un po’ diversa.

La chiamano “improved timeline” e avrà come effetto quello di suddividere in due lo stream di Twitter. Sopra, saranno inseriti i tweet di personaggi famosi, musicisti, atleti o brand — seguiti dallo user — che possono interessare maggiormente l’account. Sotto, proseguirà la consueta timeline.

Le ragioni di questa scelta sono sotto gli occhi di tutti: aumentare le reveniew dalla spesa dei brand sui media. O almeno, questo è l’inizio. Ma se aggiungete a questa informazione l’ampliamento dei possibili formati sullo stream come First View e Conversational Ads la direzione è chiara. Twitter sta spingendo per diventare motore una piattaforma sempre più ads-oriented. e ci sta: d’altronde, la ragione prima della piattaforma di condivisione di contenuti è quella di rendere visibili alcuni tweet mediante pagamento.

Eppure il problema non si argina in modo così semplice. L’aumento degli utenti attivi sul sito almeno una volta al mese è prossimo allo zero, e rispetto allo scorso quarter è anzi in calo negli Stati Uniti . Da qui l’espediente di modificare l’homepage del social, rendendolo un vero e proprio magazine organizzato con i tweet e i contenuti caricati sulla piattaforma(c’è anche in Italia, se ancora non ve ne siete accorti), invogliando chi capita sul canale a iscriversi.

Tuttavia, può essere questa una soluzione? È chiaro che la community di Twitter stia spingendo verso una restaurazione della piattaforma, quantomeno bloccando questi esperimenti di algoritmo che Twitter sta portando avanti. Negli USA l’hashtag #RIPTwitter è stato Trending Topic venerdì e sabato scorso, con lamentele del tipo: «non cercare di somigliare a Facebook, noi non amiamo Facebook». Per cui, Twitter, sei sicuro di star seguendo la strada giusta?