La formula segreta di O’Shea, così rinasce l’Italrugby

di Mario Bocchio

Un caffè, tre parole, un video. La formula segreta che in pochi mesi ha permesso a Conor O’Shea, nuovo ct azzurro, di cambiare l’Italrugby, di farne una squadra forte fisicamente e orgogliosa, determinata, in grado di giocarsela con chiunque. Anche con il Sudafrica, che dopo il clamoroso ko di Firenze si è svegliato stamani e ha scoperto che non era solo un brutto sogno. “Arroganti”, “patetici”, scrivono degli Springboks i giornalisti venuti dal mondo di sotto. Il futuro dell’allenatore Alistair Coetzee è appeso ad un filo, meglio: al match di sabato prossimo a Cardiff con il Galles, mentre l’87% dei tifosi ne chiede comunque la testa. Nick Mallett, che aveva guidato entrambe le nazionali, si è detto “sotto shock” per il risultato di ieri: dice che i Boks pagano l’esodo in Europa dei buoni giocatori. L’Italia se la ride, ne schiera due in campo — Van Schalkwyk, autore di una meta, e Steyn — e altri due nello staff: Goosen e Venter, che ha messo a posto la difesa. Nel pomeriggio gli azzurri hanno raggiunto Padova, dove da domani ricomincia la preparazione in attesa del match di sabato con Tonga. Il Rinascimento italiano non poteva partire da Firenze. “Torniamo a lavorare, ma oggi ancora godiamoci la vittoria”, dice O’Shea. Un “simpatico talebano” che si ripassa la formula segreta.

Un caffè per due a Parigi — Sergio Parisse racconta che 4 mesi fa ha incontrato a Parigi (dove il numero 8 gioca con lo Stade Français) il nuovo allenatore azzurro. I due non si erano mai visti. Hanno ordinato un caffè, il capitano ha pagato. E poi è rimasto ad ascoltare l’altro. “La prima cosa che mi ha detto è stata: ‘A novembre dobbiamo battere il Sudafrica’. Ho sorriso, ma Conor non scherzava mica. ‘Va bene’, gli ho risposto”. Ieri sono stati di parola.
 
 Fitness, consapevolezza, intensità — Tre parole, il mantra di O’Shea. Fitness. “Basta con le ‘sconfitte onorevoli’, non voglio più vedere una sola squadra — dalla Nazionale all’ultimo club — che per un’ora si batte alla pari e poi crolla negli ultimi 20 minuti. La prima parola della mia gestione sarà: fitness”. Il tecnico ha ordinato di rivedere gli standard della preparazione fisica e in questi mesi è andato a controllare di persona, girando per i campi d’Italia come un preside severo: “Tutti dovranno essere in grado di giocare l’ultimo minuto come fosse il primo”. Ha imposto una metodologia diversa negli allenamenti, la stessa che aveva portato con successo agli Harlequins di Londra. “Un simpatico talebano”, lo definisce uno dei suoi ragazzi, cercando di raccontare la maniera meticolosamente ossessiva — ma sempre col sorriso — con cui l’allenatore li prepara. Parisse prova a spiegare meglio: “Concetti di gioco diversi, giocatori finalmente consapevoli di quello che devono fare e in qualsiasi situazione”. Intensità, un’altra parola-chiave. “Se ti alleni ogni giorno con intensità, in partita puoi fare altrettanto”.

Un video, e una promessa — Ora Parisse può rivelarlo: “Me lo sentivo che avremmo fatto la storia: ma sarebbe stato irrispettoso dirlo prima della partita. E poi, dopo una sconfitta come quella dell’Olimpico di una settimana fa”. Il trionfo di Firenze è cominciato proprio lì, lo rivela Favaro: “Lunedì ci siamo rivisti la partita con gli All Blacks. Conor ci ha ripetuto che avevamo giocato bene ma è stato chiaro: ora basta, dobbiamo essere la migliore Italia di sempre. Abbiamo risposto di sì, ed era una promessa che dovevamo mantenere”.

L’Italia risale nel ranking — La vittoria dell’Italia sul Sudafrica, la prima dopo 13 incontri e contro una delle 3 superpotenze ovali dell’emisfero di sotto, cambierà in positivo la classifica degli azzurri, attualmente in tredicesima posizione nel ranking mondiali. Ieri è stato il giorno della vendetta All Blacks sull’Irlanda a Dublino (21–9) ma anche un arcobaleno di sfide all’ultimo minuto (quasi) tutte risolte con pochissimi punti di differenza. Il Galles ha battuto il Giappone (33–30) con un drop allo scadere, e con un calcio ha fatto altrettanto la Scozia che affrontava l’Argentina (19–16. L’Australia ha vinto in Francia (25–23), la Georgia ha superato Samoa (20–16) e Tonga gli Usa (20–17), la Romania il Canada (21–16). Larga invece la vittoria dell’Inghilterra sulle Fiji (58–15).

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