La ricetta dei “Kiwi”: “Partire dai tecnici”

La celebre Accademia neozelandese di Auckland in visita in Piemonte per diffondere la cultura della palla ovale

Anthony Strachan durante lo stage a Pasturana.

A scuola dai maestri. Ha fatto tappa in Piemonte il tour italiano dell’accademia di Auckland, realtà di formazione rugbistica leader nel mondo.

L’Auckland Rugby Union ha creato, infatti, il più sofisticato modello dell’Alto Livello dell’Emisfero Sud, con oltre sessanta giocatori dell’accademia che hanno militato nell’ITM Cup (il massimo campionato neozelandese) appena conclusa. Malakai Fekitoa, Charles Piutau, Steven Luatua e Charles Faumuina sono tra gli All Blacks più recenti usciti da Auckland e otto sono stati i giocatori dell’Academy che hanno vinto con la Nazionale U20 - i Baby Blacks - il Mondiale 2015 in Italia.

La sede della scuola è all’interno dello stadio Eden Park, il tempio del rugby kiwi; è aperta da gennaio a novembre ed è frequentata anche da atleti e tecnici internazionali. Al termine del tour in Italia verranno assegnate due borse di studio.

Abbiamo incontrato Anthony Strachan, che è stato mediano di mischia degli All Blacks negli anni Novanta. Ha tenuto allenamenti e stage per gli allenatori anche a Pasturana - in provincia di Alessandria - invitato dal Rugby Novi.

Ant Strachan ieri, negli All Blacks contro l’Australia.
Strachan oggi, in giro per il mondo a diffondere la cultura della palla ovale

“Giriamo il mondo spinti dalla passione per la palla ovale, per dare una mano al rugby di base a crescere in maniera più strutturata - spiega Strachan -. In Italia abbiamo trovato una grande passione per il rugby, si sente che è uno sport in crescita e non solo per gli stadi pieni in occasione delle partite della Nazionale”.

Stage a Pasturana: sotto lo sguardo attento di Strachan

“Incontriamo settori giovanili con numeri importanti - ancora Strachan - Rispetto alla Nuova Zelanda la titano però, le infrastrutture, il sostegno dell’amministrazione pubblica e la formazione degli allenatori. Se si vuole avere un rugby vincente serve una pianificazione piramidale: dal basso verso l’alto. Le basi devono essere solide. Incontriamo allenatori di buona volontà ma senza adeguata preparazione. Mancano le skills - capacità - per indirizzare i giovani verso l’alto livello. Molti insegnano rugby na non si chiedono cosa vogliono ottenere in prospettiva e i metodi migliori per riuscirci. Si danno per scontati i fondamentali, mentre è di lì che costruisci l’alto livello”.