Rugby, Mondiali: l’Australia doma l’Argentina, in finale con la Nuova Zelanda

di Mario Bocchio

Wallabies-All Blacks è l’ultimo atto per il titolo, in programma sabato prossimo a Twickenham: i Pumas si arrendono 29–15, australiani a segno con quattro mete, la prima di Simmons dopo appena 70 secondi.

Sarà Australia-Nuova zelanda la finale della Coppa del mondo 2015, la finale che tutti si aspettavano, ma che mai come oggi è stata in forse fino al 73' del secondo tempo di Australia-Argentina quando i Pumas sembravano in grado di agguantare il pari e poi chissà. Invece Drew Mitchell, il giocatore per il quale sono state cambiate le regole di convocazione perché giocava all’estero come Giteau, si è ricordato perché era lì perché con un’altra meta può eguagliare il record di Lomu e Habana. Fuga lungo la touche, quattro avversari battuti e palla all’altro monumentale tre quarti di questa squadra, l’eterno Ashley Cooper, (man of the match) che raccoglie e segna la sua terza meta della partita, la quarta degli australiani. Finisce 29–15 e sabato la Coppa del mondo andrà a una squadra che l’ha già vinta due volte o gli All Blacks campioni in carica (vincitori nel 1987 e nel 2011) o l’Australia (vincitrice a Twickenham nel 1991 e a Cardiff nel 1999). Una curiosità. Per entrambe sarà la quarta finale mondiale, entrambe ne hanno persa una, con il Sudafrica di Mandela nel 1995, gli All Blacks, con l’Inghilterra di Wilkinson nel 2003, l’Australia con l’aggravante che giocava in casa. L’Australia vince grazie ai suoi recuperatori di palla Pocock più di tutti, vince la partita con i suoi flanker, con la difesa, e con la capacità di aprire il pallone all’ala con una velocità prodigiosa di riciclo. L’Argentina ha fatto la sua partita, ma ha perso nella battaglia tre giocatori determinanti: Hernandez, Imhoff e Creevy. La freschezza delle linee arretrate e la grinta del capitano. Ma i Pumas devono anche pensare che due mete le hanno regalate loro. La prima clamorosa su intercetto di Simmons dopo due minuti, e la seconda di Ashley Cooper dopo una ripartenza da mark di Cordero senza alcun senso. Ora per loro c’è la finalina per il terzo posto, venerdì alle 21 Olympic Park, contro il Sudafrica. Pronti via ed è subito meta australiana. Al 2' Simmons intercetta un passaggio azzardato di Sanchez e Foley trasforma 7–0. Al 5' Bosch trova un varco mostruoso e costringe gli australiani al fuorigioco . Sanchez porta i suoi sotto al 7' 7–3. La partita è bella i rovesciamenti di fronte sono intensi. Ma l’Argentina pecca di frenesia. Cordero fa un errore clamoroso e nei 22 regala una mischia all’Australia, passaggio di Foley ad Ashley Cooper che va in meta alla bandierina. Foley trasforma 14–3 all’11.

Pocock è monumentale nei recuperi . Il gioco non è bello al 21' l’Argentina prova a impostare una maul avanzante, ma viene bloccata dall’Australia che recupera palla, fa in avanti e sulla mischia successiva fallo australiano e Sanchez che al 24' porta i suoi sul 14–6. Svolta al 26': fuori Lavanini per un placcaggio pericoloso, il pubblico fischia e sembra effettivamente esagerata la scelta di Barnes, l’arbitro inglese. Argentina sotto pressione a 5 dalla meta, ma riesce a resistere. Quando l’Australia decide di aprire, però, la difesa argentina non ce la fa. Al 32' la terza meta australiana sembra la fotocopia della prima, ma sul lato sinistro, ancora un passaggio larghissimo, questa volta di Giteau, e di nuovo Ashley Cooper in meta, Foley non trasforma: 19–6, al 33'.

Un fuorigioco di Kepu dà a Sanchez la possibilità di portare i suoi sul 19–9, al 36', mentre le squadre tornano in parità numerica. Al 39' bellissima azione argentina con Cordero che buca la difesa australiana si invola e serve Hernandez che però, placcato da Foley non riesce a servire Tuculet e l’azione sfuma. Il primo tenpo si chiude così, ma l’Argentina c’è. Ma c’è anche l’Australia che sulla rimessa in gioco ottiene un calcio che però Foley sbaglia. E sul rovesciamento di fronte il calcio è per Sanchez che sceglie però la touche. Ma Fernandez Lobbe fa in avanti, intanto Hernandez è costretto a uscire. Sulla mischia seguente l’Argentina ottiene un calcio e va sul 19–12 con Sanchez. E’ il 45' ci sono 35 minuti per provare a vincere. Ma l’indisciplina Argentina riporta avanti l’Australia 22–12 al 48' con Foley dopo un’altra palla rubata dai cercatori australiani. Fra il 50' e il 52' due minuti di gioco continuo con Argentina e Australia che provano ad attaccare al largo da tutte le posizioni. Si finisce con un calcio per gli argentini che scelgono la touche e poi ottengono un piazzato che Sanchez sfrutta per arrivare a meno 7: 22–15 al 55'.

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