Rugby, Nuova Zelanda: McCaw saluta, si ritira l’uomo dei record

di Mario Bocchio

Il più grande All Black della storia dopo Jonah Lomu, che se ne è andato per sempre. Richie McCaw, 35 anni tra un mese, capitano della Nuova Zelanda mondiale, lascia il rugby giocato: l’uomo dei record — 148 partite in maglia nera, 131 vittorie e 27 mete; 2 World Cup alzate al cielo, 4 Tri Nation, 3 Rugby Championship e 10 Bledisloe Cup; per 3 volte votato miglior giocatore del mondo — ha detto basta a Wellington nel corso di una conferenza stampa preceduta da un minuto di raccoglimento in ricordo di Jonah, che Richie ha definito “un grande uomo: è stato meraviglioso giocare con lui”.

Nato per vincere — Terza linea e numero 7, l’anima di una mitica squadra che negli ultimi 10 anni è stata padrona assoluta della terra ovale. Quella di McCaw è una straordinaria storia personale e sportiva, cominciata con il titolo iridato U19, quando ancora giocava per la provincia di Canterbury. L’esordio nel 2001 con la franchigia dei Crusaders, che non ha mai lasciato. Nel 2011 il primo ministro neozelandese John Key lo aveva proposto per il cavalierato e il titolo di ‘Sir’: Richie allora rifiutò, spiegando di essere ancora in attività, ma Key tornerà alla carica nei prossimi giorni. Il nonno Jim durante la Seconda Guerra mondiale fu tra i protagonisti della Battaglia d’Inghilterra del 1944, abbattendo le V1 e V2 tedesche tanto da venire decorato con la Distinguished Flying Cross. E fu proprio Jim McCaw a trasmettere al nipote la passione per l’aeronautica, insegnandogli a pilotare l’aliante all’età di 9 anni.

Fturo primo ministro? — La Nuova Zelanda lo idolatra, per lui prevedono addirittura un futuro da primo ministro. Ma Richie fa sempre di no con la testa. E’ modesto e non gli piace parlare. Qualche ora fa però si è lasciato andare un poco. “Come giocatore cerchi di prepararti a un momento del genere, a quando lascerai l’attività agonistica, ma non è facile accettarlo soprattutto se pensi ai compagni che si allenano e preparano le prossime partite”, ha raccontato McCaw. “Nonostante tutto non intendo ripensarci, mi sento un uomo fortunato e non ho rimpianti, ho fatto tutto quello che volevo nella mia carriera, mi sono divertito molto e sono ansioso di vedere cosa mi aspetta per il futuro. Dopo la finale della coppa del mondo, quando mi sono tolto la maglia, sapevo che sarebbe stata l’ultima volta. Non volevo farlo ma ho dovuto, ed è stato un momento molto emozionante per me. Il più emozionante”.