Rugby, Sei Nazioni; Italia ko anche con la Francia: arriva un altro cucchiaio di legno

di Mario Bocchio

“Chassez les fantomes”, scacciate i fantasmi, titolava l’Equipe rivolgendosi ai Bleus. Ma il brutto sogno lo hanno fatto gli italiani, che non vincono all’Olimpico da 4 anni e con questa ennesima batosta (18–40) si assicurano un altro cucchiaio di legno con una giornata d’anticipo. E’ il dodicesimo in 18 edizioni del Sei Nazioni. Gli azzurri hanno regalato il primo tempo, vanificando tante belle iniziative — e una spettacolare meta di Parisse dopo appena 2 minuti — con una inquietante percentuale di passaggi sbagliati. La Francia, arrivata piena di incertezze — i fantasmi, appunto — si è poi liberata dai dubbi nella ripresa, impartendo un’altra severa lezione ai nostri: 4 mete a 2, punto di bonus offensivo. L’Italia resta a zero, in tutti i sensi. E tra una settimana chiude il suo calvario a Edimburgo con la Scozia, che non è più l’Altra Cenerentola del Torneo. Siamo rimasti soli, laggiù in fondo. Un inferno ovale.

Tra meraviglie e dormite — Due minuti, il tempo di fare festa ed illudersi. Parisse, servito alla perfezione da Canna al termine di un martellamento nei 22 avversari che stava già fruttando una punizione, ha segnato una meta bellissima, simile a quella che nel 2013 aveva lanciato l’Italia verso uno storico successo sui francesi. Poco dopo Lopez ha messo dentro un calcio fischiato contro la mischia ordinata azzurra sollevata in prima linea, però poi l’Italia è tornata di là e li ha messi di nuovo sotto. Peccato la chiara occasione gettata via con un passaggio azzardato di Cittadini — dopo una strepitosa veronica di Parisse su Picamoles -: alla fine sono arrivati “solo” 3 punti dalla piazzola con Canna. E però, nel momento in cui i transalpini sembravano perdere la testa, una doppia dormita difensiva dei nostri ha ribaltato tutto e messo fine ai sorrisi: Fickou ha prima raccolto al volo il calcio di rinvio di Lopez (e l’azione ha poi fruttato un calcio dell’apertura), quindi si è infilato con troppa facilità nella linea difensiva italiana.

Troppi placcaggi sbagliati — Alla mezz’ora, tornati col fiato sul collo dei Bleus (-2 grazie al piede di Canna) gli azzurri hanno provato una “no ruck” come a Twickenham ma l’hanno eseguita male e nel prosieguo dell’azione è arrivata un’altra punizione da mischia ordinata — Lovotti in sofferenza su Slimani — che Lopez ha capitalizzato. Errore ripetuto allo scadere e fortuna che la fuga di Serin è stata fermata prima del disastro. Tra grandi fiammate e improvvise amnesie, l’Italia ha finito per regalare un primo tempo in cui la Francia non ha fatto nulla. Esemplari le statistiche: 12 placcaggi sbagliati dagli azzurri su 56 (3 su 69 i francesi): con una percentuale del genere (67% di tackle riusciti) non si va da nessuna parte. E poi 70% del tempo passata nella metà campo ospite, 60% di possesso del pallone: ma solo 11 punti, contro i 16 dei Bleus.

Vakatawa e i chili di Atonio — L’inerzia del match è sembrata subito nelle mani della Francia già dal primo istante della ripresa. Padovani ha prodigiosamente fermato all’ultimo Vakatawa, ma i tanti altri placcaggi sbagliati hanno permesso all’ala ‘pacificà di segnare poco dopo in mezzo ai pali e il divario si è fatto preoccupante. I Bleus hanno collezionato 4 falli consecutivi per imbrigliare i penaltouche azzurri, ma niente cartellini gialli e soprattutto niente punti.

La meta di Esposito allo scadere — Il sussulto pareva arrivare comunque con Bronzini — molto più rapido e lucido di Gori in regìa -, però la marcatura del mediano di mischia veniva annullata. E il successivo raggruppamento ordinato — con la nuova prima linea francese: compreso Atonio (151 chili!) — non portava nulla di buono. Bruciate le ultime energie, gli azzurri crollavano sotto i colpi di Picamoles e Dulin. L’ingresso del giovane Sperandio a 3 minuti dal termine ha ridato entusiasmo e quel pizzico di energia sufficiente per segnare allo scadere una meta con Esposito. Troppo poco per ritrovare il sorriso.

Italia-Francia 18–40 (11–16)
Marcatori: 2' pt meta Parisse, 8', 19' e 34' cp Lopez, 16' e 28' cp Canna, 20' meta Fickou tr. Lopez; 3' st cp Lopez, 8' meta Vakatawa tr. Lopez, 27' meta Picamoles tr. Lopez, 36' meta Dulin tr. Lopez, 40' meta Esposito tr. Canna.
Italia: Padovani (dal 32' st Sperandio) — Esposito, Campagnaro (dal 24' st Benvenuti), McLean, Venditti — Canna, Gori (10' st Bronzini) — Parisse, Favaro (10' st Mbandà), Steyn — Van Schalkwyk, Fuser (dal 17' st Biagi) — Cittadini (dal 1' st Chistolini), Ghiraldini (dal 22' st D’Apice), Lovotti (dal 27' st Panico).
Francia: Dulin — Nakaitaci, Lamerat (29' st Trinh-Duc), Fickou, Vakatawa — Lopez, Serin — Picamoles, Gourdon, Sanconnie — Maestri, Le Devedec (dal 19' st Jedriasak) — Slimani (dal 13' st Atonio), Guirado (dal 15' st Tolofua), Baille (dal 13' st Ben Arous). A disposizione: Le Roux, Dupont, Huget
Arbitro: Ben O’Keeffe (Nz)

L’Inghilterra vince il Sei Nazioni e fa un record

L’Inghilterra vince il Sei Nazioni con una giornata d’anticipo travolgendo a Twickenham (61–21) la Scozia. I Bianchi portano a 18 la striscia di vittorie consecutive, eguagliando il record degli All Blacks, e sabato prossimo superando l’Irlanda a Dublino potrebbero prendersi il primato assoluto. A Londra i ragazzi di Eddie Jones hanno dominato e segnato 7 mete (tripletta di Joseph, doppietta di Care, poi Watson e Billy Vunipola), tutte trasformate da Farrell, contro le 3 mete scozzesi (Rei, 2 volte e Jones). L’Inghilterra va a 18 punti ed è irraggiungibile dalle seconde, Irlanda e Francia, che ne hanno 10.

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