Sei sicuro? - Ridurre le proprie orme digitali: la ricerca web

Tempo fa, dopo aver parlato dei sempreverdi metodi per proteggerci dai ladri virtuali, era rimasta una domanda in sospeso: perché, che io sia un importante dissidente che combatte un pericoloso regime o la sciura della Balduina che manda esclusivamente e-mail alle amiche del Burraco, le grandi aziende devono ficcare il naso o girare i miei dati o le mie informazioni a terzi?

Per rispondere a questa annosa domanda continua a valere un antico adagio da non scordare mai: quando qualcuno ci offre uno sfavillante prodotto del tutto gratis non è difficile immaginare che i veri prodotti in gioco siamo noi.

Il problema, anche dopo essercene resi conto, è che rimane davvero difficile liberarci dei nostri favolosi giocattoli cui siamo stati, quasi bulimicamente, abituati. Giorno dopo giorno. Per anni. Un esempio? Ho iniziato ad utilizzare Gmail quando era ancora in beta privata e per accedervi c’era bisogno di un agognato invito. Riuscite a immaginare che da allora siano passati solo 12 anni? Se oggi sembra quasi impossibile liberarsi da Facebook, se persino Yahoo, con i suoi recenti continui problemi di sicurezza, sembra, al confronto, una pulce, pensare a quello che Google è diventata per le nostre vite, e pensare di liberarsene potrebbe sembrare una missione impossibile. Google, infatti, significa ormai non solo ricerca, non solo Gmail, ma anche YouTube, Google Drive, Photos, le Google Apps e, ovviamente, Chrome e le sue estensioni.

Libertà, sicurezza e privacy sono un traguardo avvicinabile ma richiedono un salto nel buio rispetto ai colorati e luccicanti mondi cui siamo stati abituati. Certo non saremo in grado di sostituire ogni servizio cui facciamo riferimento: se al lavoro o all’università tutti utilizzano Dropbox o Google Drive, sarà davvero difficile convincerli a passare a Mega attaccando un pistolotto sulla privacy. Ma possiamo iniziare a ridurre le nostre orme digitali cambiando qualche piccola abitudine:

La ricerca: da qualche tempo in questo campo si è fatto strada Duckduckgo. La papera promette le più classiche funzioni di ricerca senza il tracciamento operato da Google Search. Certo i risultati a volte non son quelli che ci aspetteremmo, ma a volte è solo questione di abitudine e di un po’ di pazienza. Nelle impostazioni è possibile selezionare l’uso di Openstreetmaps al posto di Google Maps. Se invece non si vuole proprio rinunciare ai risultati di Google ma si vogliono evitare tracking cookies e registrazione degli IP la soluzione più indicata potrebbe essere StartPage

Con un’interfaccia del tutto simile a Google, StartPage promette di visualizzare anonimamente le pagine tramite proxy e restituisce mappe, immagini e video di YouTube permettendo di visualizzare il tutto senza lasciare le pagine del motore di ricerca e senza lasciare traccia. Non male come inizio se si vuole sottrarre un po’ di cibo al mostro della pubblicità mirata, non credete?


“Sei Sicuro?” è una miniserie di brevi storie sui più semplici accorgimenti per vivere in rete tutelando la propria privacy. Le trovi la domenica su “La Macchina di Turing”.

Like what you read? Give Dabliu a round of applause.

From a quick cheer to a standing ovation, clap to show how much you enjoyed this story.