#1 SANGUE

Il taglio era stato netto.

La lama aveva attraversato la carne con una riga verticale che partiva dal polso fino all’incavo tra l’indice e il pollice della mano destra.

Rimase a osservare i due lembi di pelle bianca aperti, poi a poco a poco vide dei puntini scuri farsi strada e andare a riempire il vuoto lasciato dalla carne.

Non appena vide la prima goccia scorrere veloce lungo il braccio riconobbe quella strana sensazione d’improvviso stordimento che lo avvertita dell’arrivo della fitta, poi la sentì.

Partiva dallo scroto e arrivava fino alla bocca dello stomaco per rimanere lì fissa, anche per delle ore a volte.

Dopo, quando sentì scorrergli sulla pelle altre gocce, sempre più fitte e sempre più veloci, arrivò uno strano torpore ad appesantirgli il corpo.

Si accasciò per terra e rimase disteso ad ascoltare i battiti del suo cuore accelerare: più veloce andava e più le gocce correvano, ma ora non poteva vederle, teneva gli occhi chiusi serrati, mentre con la mano sinistra stringeva il manico del coltello.

Questo con esiti più o meno simili a seconda della situazione, era quello che succedeva a Sergio ogni volta che vedeva una goccia di sangue.

Sarebbe potuto morire dissanguato se la ferita fosse stata più seria. Ma in quel momento l’idea della morte era lontana dalla sua mente. Il suo cervello gli ordinava di rimanere a occhi chiusi e di non ritornare a guardare quel liquido denso che usciva dalla sua mano destra. Piuttosto poteva concentrarsi sul dolore che restava fisso nella parte bassa del ventre, oppure correre dietro al battito del cuore. Ma mai avrebbe dovuto aprire gli occhi e andare a cercare di fermare il sangue.

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