Proxima b, un pallido, vicinissimo puntino rosso

Uno studio pubblicato oggi su Nature, con primo autore Guillem Anglada-Escudé, un astronomo della Queen Mary University di Londra, rende finalmente ufficiali le voci che ormai rimbalzavano nella comunità scientifica da diversi giorni.
La notizia è di quelle storiche: è stato identificato con il metodo della velocità radiale un pianeta di taglia terrestre in orbita ravvicinata intorno alla stella più vicina al Sole. La stella è Proxima Centauri, una nana rossa che fa parte del sistema triplo di Alfa Centauri.
Benché si trovi a poco più di 4 anni luce dalla Terra, Proxima Centauri è talmente fioca da non essere visibile a occhio nudo. Ha una temperatura superficiale di appena 3.050 K (circa 2.800 K meno del Sole) e una massa che è solo il 12% di quella del Sole. Il raggio è pari al 14% del raggio solare e la luminosità è solo lo 0,1% della luminosità solare.
Il pianeta, denominato Proxima b, ha una massa minima di almeno 1,3 masse terrestri e orbita vicinissimo a Proxima Centauri: solo 7 milioni di km, cioè appena il 5% della distanza che separa la Terra dal Sole. Proxima b completa il suo anno in appena 11,2 giorni terrestri.
A causa della bassissima luminosità della stella, il pianeta si trova all’interno della zona abitabile di Proxima Centauri, il che significa che potrebbe ospitare acqua liquida sulla sua superficie. È presto comunque per fare ipotesi sulla sua abitabilità: ci sono troppe cose che non sappiamo. Non sappiamo, per esempio, se Proxima b abbia un’atmosfera né di cosa sia composta. Non sappiamo se è bloccato in rotazione sincrona intorno a Proxima Centauri, anche se è molto probabile che lo sia, data la piccola distanza che lo separa dalla stella: in questo caso, avrebbe un emisfero perennemente illuminato e un altro perennemente in ombra, con fortissime differenze di temperatura e di condizioni climatiche generali. Non sappiamo, infine, quale sia il livello di esposizione del pianeta a raggi X e radiazione ultravioletta provenienti da Proxima.
Ad alcune di queste domande potranno rispondere — ci auguriamo — i grandi telescopi terrestri e spaziali che sono attualmente in fase di progettazione o costruzione.



Per approfondire:
- http://www.eso.org/public/usa/news/eso1629/
- http://www.nature.com/news/earth-sized-planet-around-nearby-star-is-astronomy-dream-come-true-1.20445