Non leggere questo articolo sarebbe un peccato!

Questo post è fuori contesto. Ed è anche bello lungo, accidenti! Non narrerò di luoghi, idee o aneddoti su La Teoria del Tutto. È anche perfettamente in tema: perché scrivere, e leggere, sono azioni intimamente legate.

“Tutto” è anche perdersi negli innumerevoli mondi generati ogni secondo da chi legge.

Silvia Algerino e Nadia Banaudi, con il loro gioco estivo #LeggereNonèpeccato, hanno sfidato chi ama la lettura a raccontare il proprio perché. Avrei potuto io non rispondere alla chiamata? No di certo!
Eccomi qua, dunque.

Perché leggere?

  1. Perché mi aiuta a vivere. La vita di ognuno di noi è piena di momenti alti e bassi. Spesso molto bassi. Qualcuno ha detto che leggere è un modo per vivere mille vite, nell’arco di una sola. Ed è vero. Sfuggire ai problemi, liberare la mente, trovare nuove idee e nuove strade. Vedere il mondo con occhi diversi. Dopo ogni storia, ogni vita, qualcosa cambia dentro di noi: non importa cosa leggiamo, davvero.
  2. Perché mi aiuta a scrivere. Sono uno scrittore, è lapalissiano che io debba leggere. L’unico vero metodo per migliorare la propria scrittura è leggere: non servono manuali, non servono software, non servono scuole o tecniche. Serve leggere. Vi chiederete…e a me? Io faccio il manager, il programmatore, l’astronauta. Non lo scrittore. Piccola digressione: da qualche tempo collaboro con un’associazione che si occupa di accompagnare chi è in cerca di lavoro, grazie a una rete solidale. Durante le molte iniziative seguite negli ultimi mesi, è emersa una costante banale, ma importante: ormai più delle esperienze, del cv, di tanti dati e dettagli, conta come ci si presenta. In tanti ambiti, ovviamente, e anche nel mondo del lavoro. Ebbene, grazie all’avvento di quel mirabolante mezzo chiamato Internet, sempre più spesso il primo impatto di un candidato avviene per iscritto. 
    Credete ancora che voi, che non siete scrittori, possiate fregarvene della scrittura?
  3. Perché mi aiuta su Tinder. No, ok, non è vero! Però leggere mi aiuta ad ampliare i miei interessi, e ad avere conversazioni piacevoli con persone interessanti. Ovvero con persone che leggono: se non leggete, mi spiace, non siete interessanti. Siete piatti come i personaggi di Flatlandia. Non sapete di cosa io stia parlando? Beh…
Leggete!

Cosa leggere?

Non vi darò un elenco di titoli che piacciono a me, perché non sarebbero adatti a voi. Se volete approcciarvi alla lettura, però, vi posso dare un consiglio: scegliete la letteratura di genere. Sì, quella cosa che in Italia è considerata di serie b, poco importante, non al livello di certi romanzoni seri o dei divini classici.
Sbagliato, amici miei. La letteratura di genere, ha una caratteristica fondamentale: scegliendo bene, troviamo storie costruite a strati, come cipolle (che non puzzano, ma a volte fanno lacrimare). Un livello di intrattenimento puro, e altri di messaggi veicolati attraverso un metodo molto più efficace e potente che il semplice scriverne apertamente.

Questo è il potere delle storie.

Quindi, andate in una libreria, o sul vostro e-reader, e cercate un bel giallo, un romanzo di fantascienza, un thriller, un fantasy. Leggete, immergetevi nella trama, vivetela insieme ai personaggi. Crescete insieme a loro.

Leggere non è peccato, e anzi è l’attività più divertente immaginabile, perché non è un’attività singola. È mille e mille insieme, se lasciamo libere le nostre celluline grigie di vagare nell’Universo dei libri.

Quali azioni identifico con il peccato?

  1. Vivere soli. Non intendo essere single, o stare da soli. Mi piace la solitudine, in certi frangenti. Anche se, l’abuso di Youporn è deleterio alla lunga. Credo. 
    Intendo lasciar trascorrere la propria vita senza rendersi conto che pensare solo a sé danneggia noi stessi, prima di tutto. Che siamo miliardi di universi racchiusi da un solo Multiverso. Da qui discende tutto: il rispetto per gli altri, il bene comune…tante parole, con un solo significato: solidarietà. Quella vera, da riscoprire, che è prima di tutto comprendere gli altri, non mandare un sms per pulirsi la coscienza.
  2. Vivere senza provare. Quante volte avete pensato se avessi fatto quella scelta? Ecco, questo è il peccato massimo. Non tentare.
  3. Vivere senza peccato. Non è un incitamento alla violenza, al crimine, ma alla trasgressione. Conosciamo le regole, impariamole intimamente. Poi scegliamo. Scegliamo consapevolmente di sovvertirle, sperimentare strade nuove. Vivere sempre in un certo modo, perché è tradizione, perché si fa così da sempre, questo è un peccato.
In tutti questi aspetti, leggere è fondamentale. Non ci credete? Provate, e poi smentitemi.