Cyberbullismo e Rete

L’incontro di questa mattina con Marco Valerio Cervellini, responsabile progetti educativi Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni; Carlo Bartoli, giornalista, presidente OdG Toscana; Mauro Alovisio, avvocato; Guido Camera, avvocato. Coordina Paolo Pozzi, coordinatore Tabloid.

di Chiara Forchetti, Greta Mari e Chiara Prevosti

Che cos’è il bullismo al giorno d’oggi e dove prevale?

I tre social più diffusi al mondo sono: Whatsapp, Facebook e Instagram. I giovani, dagli 11 ai 18 anni, sono portati a iscriversi all’interno di questi canali per ‘sentirsi parte della comunità’.

Cosa possiamo fare per proteggere i giovani e per proteggere noi stessi?

Mauro Alovisio, presidente dell’Associazione CSIGIvreaTorino suggerisce di informarsi al meglio, consultando siti come:

“I ragazzi non sanno che quello che scrivono oggi in rete potrebbe essere usato contro di loro domani. La rete non dimentica”.

Alovisio cita le linee guida del Miur per prevenire atti di bullismo e cyberbullismo:

Marco Valerio Cervellini è responsabile dei progetti educativi servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni.

La rete è importante per i nostri ragazzi, bisogna accompagnarli nell’esplorazione della rete.

Come è possibile guidare i più giovani?

Isolare un giovane dalla rete è come isolarlo dai propri amici.

L’informazione può dare un lieto fine a molte storie, non solo a quelle degli altri, ma anche alle nostre.

Marco V. Cervellini legge la lettera di L., 13 anni, insultata dai compagni a scuola, via e-mail e via social network.

In Sala Campiotti cade il silenzio.

Carlo Bartoli, mettendo a confronto giovani e adulti, sottolinea come quest’ultimi siano molto più consapevoli di far del male rispetto ai giovani:

Il dibatitto prosegue con l’intervento di Guido Camera:

Sottolinea come il cyberbullismo sia un reato grave e per questo siano necessarie delle regole per un utilizzo responsabile della rete.

Per concludere Guido Camera:

Cervellini Marco: “Prevenire è meglio che curare sopratutto in un strumento come la rete.”
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