Lo spreco alimentare: la nuova legge alla prova delle buone pratiche

Grazie alla “Legge del Buon Samaritano” sono stati recuperati 2.600.000 porzioni di piatti pronti.

Ne parliamo assieme all’Onorevole Maria Chiara Gadda, l’assessore Dino De Simone e Gabriella Ghigi all’interno dell’incontro che ha animato il Salone Impero di Villa Panza.

Di Camilla Malacarne, Riccardo Sozzi

La legge nasce dalle buone pratiche spontanee. Serve per recuperare prodotti prima che diventino rifiuti, spreco. L’eccedenza può avere due strade: divenire un costo oppure essere trasformato nuovamente in un bene. (On. Gadda)

Può prendere così avvio un’economia circolare che considera l’aspetto ambientale, economico e sociale. Si costruisce una rete del recupero efficiente, strutturata.

Lo spreco alimentare in Italia nel 2016

È necessario informare ed educare dato che una legge non può entrare nell'intimità delle nostre vite. Ci sono delle buone pratiche da imparare: 
- “Da consumarsi preferibilmente entro” non equivale ad una data di scadenza
- Il fatto di conservare male i prodotti è un modo per buttare via il cibo

Ci siamo concentra sulla filiera agroalimentare. Abbiamo provato a fare un’azione di semplificazione. Quella miriadi di norme, seppur giuste, che rendevano la vita della donazione come dura e complessa. La legge fa da ponte dove si prova a dire chi fa che cosa. Donare deve essere più conveniente che buttare.

La legge non è di tipo punitivo, ha un approccio diverso, parte da quello che c’è e tende a rendere la vita più facile a rimuovere degli ostacoli. Rimane una scelta impegnativa ma significa che anche le imprese hanno una responsabilità sociale nei confronti della comunità.


L’assessore all’Ambiente di Varese Dino De Simone dimostra come applicare nel migliore dei modi la legge anti-sprechi con l’uso delle Bag-Family.

“La mensa stessa non solo deve dare il piatto avanzato dal bambino ma deve fornire l’eccedenza della mensa stessa a coloro che ne hanno bisogno. È una legge di solidarietà.”

Il progetto “Food for Good” di Gabriella Ghigi in collaborazione con Onlus Banco Alimentare ed Equoevento, recupera il cibo dai grandi eventi generando benefici per molti bisognosi.

È un vero peccato assistere a questi grandi eventi e vedere uno spreco così elevato di prodotti di altissima qualità.

31.000 piatti recuperati grazie a “Food for Good” ma la strada da percorrere è ancora lunga. Questo rappresenta un ottimo punto di inizio, un esempio per capire quanto il cibo sia un bene unico e prezioso.

Per noi italiani il cibo non serve solo per essere mangiato ma per stare assieme. 
 (On. Gadda)