Studiate, studiate … Conoscenza, competenza, convivenza.

“Studere, studere … post mortem quid valere?” Ogni buon liceale ha tra i suoi ricordi questa frase, insieme a tante altre che aiutano a crescere.
Su uno degli ultimi numeri della rivista dedicata ai libri “La Lettura”, Carlo Rovelli, fisico e scrittore italiano, una delle maggiori figure di studioso che il nostro Paese oggi possa vantare di avere, ha scritto la recensione di un libro sulla necessità di affrontare, e possibilmente risolvere, il problema della “conoscenza” in rapporto ad un’altra parola con la quale questa fa rima: “competenza”.
Entrambe riguardano i fondamenti di una terza, anch’essa in rima, che è la “convivenza”. Una necessaria alfabetizzazione scientifica, seguita dallo sviluppo della capacità di distinguere l’onestà intellettuale.
Nel saggio in esame il filosofo Mauro Dorato analizza i fondamenti dei problemi sollevati dalla democrazia diretta e dalla disinformazione scientifica. Vasto programma davvero. Sia sui problemi della prima che della seconda esigenza aleggia la nuova tecnologia.
Un movimento tutto in divenire sul quale lo studioso Rovelli fa un lungo ed elaborato discorso che si conclude con queste parole che per me fanno da sintesi e anche da avvertimento per chi sa leggere quello che ha scritto:
“Io spero che la politica sappia oggi ricostruire il consenso che fatica a trovare in Italia, combinando una rinnovata fiducia nella rappresentanza e nella competenza, con le genuine e salutari spinte a rompere la separatezza in cui era caduta, con una genuina difesa delle classi deboli, con le salutari spinte al cambiamento che fanno andare avanti il mondo. Sappia, cioè, essere e fare Politica.
Forse, chi lo sa, sto solo diventando vecchio. Sono cresciuto ribellandomi, cercando di pensare con la mia testa. A tutti gli studenti che ho avuto ho sempre insegnato a non fidarsi dei maestri, compreso me, e non prendere i libri di testo per oro colato. Più sono cresciuto, più ho imparato che pensare con la propria testa è più difficile di quello che sembra, e troppo spesso pensiamo di pensare con la nostra testa solo perchè diamo retta a un vicino invece che a un altro.
Così più passa il tempo più ho voglia di dire ai miei studenti: pensate con la vostra testa, sì, ma studiate, studiate …. è solo questo che vi permetterà di capire a chi dare retta. Che in fondo poi sono le due tesi di Dorato: alfabetizzazione scientifica, per imparare l’arte di valutare utilità e limiti della competenza.”

