LA MESOLA

Il rione “La mesola” situato su una piccola altura nel borgo antico di Laterza, oltre ad essere il posto più soleggiato, sovrasta il centro storico e il Parco della Gravina. Un tempo in questo rione vi erano in maggioranza case contadine, abitazioni che avevano locali dedicati alla stalla e piccoli piani superiori destinati alle famiglie.

La maggior parte dei laertini, un tempo, erano contadini e artigiani, si pensi che nel 1600–1700 vi erano circa 250 artigiani tra ceramisti, calzolai, conciapelli, fabbri e ricamatrici.

Le donne, che si occupavano prettamente delle faccende di casa, lavavano i panni utilizzando la cenere dei bracieri e u’struculatur (asse di legno durissimo e scanalato su cui si strofinano i panni bagnati del bucato) e molte di loro lo utilizzano ancora oggi. La lana, utilizzata nei cuscini e nei materassi, veniva lavata nella fontana medievale che si trova nella parte bassa del centro storico.

In inverno il braciere era usato in tutte le case per riscaldarsi e per riscaldare l’ambiente. Le mamme laertine, per far trovare il letto caldo ai propri figli usavano riempire u scafajd (contenitore in rame rosso) cosi da riscaldare un po le lenzuola prima di coricarli.

Il braciere era soprattutto un ottima occasione per stare insieme e per raccontare le storie del paese e della guerra.

In estate, le strade del rione La mesola erano punti di ritrovo dei più piccoli. Per i giochi si utilizzava quello che la strada e la gravina “regalavano”, le pietre erano usate per disegnare sui marciapiedi la campana, le ruote vecchie delle bici venivano spinte con bastoni e si poteva vincere solo se si arrivava per primi, si costruivano i monopattini con pezzi di legno trovati nella gravina e i cuscinetti delle macchine erano usati come ruote… ogni oggetto trovato poteva diventare un gioco.

Negli anni molti laertini hanno abbandonato questo rione spostandosi in altre zone del paese, in particolare nella zona nuova, ciò ha portato negli anni ad un abbandono di queste abitazioni e ad atti di vandalismo. Agli inizi degli anni 2000 per ovviare a questo problema e tutelare un rione storico della città furono messi dei cancelli. Oggi, che i cancelli non ci sono più la mesola rivive nelle quotidianità dei laertini vogliosi di riabitarla e di farla tornare a vivere.

Progetti di valorizzazione di questo rione sono in corso, alcune strade sono state dedicata a noti ceramisti di Laterza del ‘600 e ‘700 e vi l’intenzione di farlo diventare il quartiere delle ceramiche.

Testi di Angela Masi

Foto Angela Masi e Sergio Fadini

Scritto per il Vagabondo, progetto “l’arte del narrare paesaggi”. Laterza 14–17 luglio 2016