[Criature] Pecche e peccati #3

Andrea Partiti
Mar 15, 2017 · 2 min read

Don Emilio sedeva rigido sulla sua poltrona, pensoso.

Betta lo fissava, dopo essersi levata dal petto la notizia del giorno. Forse dell’anno. Forse del decennio per San Cupo ai Monti. Accanto a lei, in piedi, stavano le altre tre vecchine accorse una alla volta a integrare le notizie. Pendevano dalle labbra dell’arciprete.

Don Emilio chiuse gli occhi sfregandoli con le dita della mano destra. Cosa doveva fare, lui? Di certo non poteva aspettare la Messa della Domenica per intervenire, per parlare al paese. Le famiglie sarebbero state spaventate e preoccupate: stava a lui intervenire il prima possibile.

— Betta… — disse riaprendo gli occhi. — Io devo andare, devo aiutare con le ricerche. Se non sono già iniziate non ci vorrà molto. Tu spalanca il portone della Chiesa.

— Quello grande?

— Sì, quello grande. Voglio che tutti vedano che la Chiesa è aperta in questo momento di bisogno. Voglio che dalla scuola dall’altra parte della piazza possano vedere fino all’altare.

— Entra freddo, don Emilio… — commentò Betta, senza trovare di meglio per spiegare la sua perplessità.

— Lascia che entri, lascia che entri finché non ritrovano i bambini, — concluse don Emilio alzandosi e lasciando le quattro donne a guardarsi tra loro stupite. — Io vado fuori a offrire il mio aiuto.

Il paese era tutto lì, raccolto sotto il leccio che da generazioni faceva ombra sulla piazza.

C’era la gente del paese, ma arrivavano alla spicciolata dalle frazioni, man mano che le notizie viaggiavano portate da biciclette e motorini.

Il maresciallo Parodi, su un palchetto improvvisato, era circondato della folla che premeva aspettandosi risposte che non aveva. Alle sue spalle l’appuntato che aveva portato le prime notizie si faceva piccolo.

Ignorato da tutti don Emilio lo raggiunse e sollevò una mano, chiedendo il silenzio.

Trenta secondi dopo aveva l’attenzione e l’ordine che il maresciallo non era riuscito a imporre.

— Sono spariti poco più di due ore, — disse, osservando i cenni di assenso, — non possono essere lontani, probabilmente sono ancora nella valle.

Più a bassa voce chiese al maresciallo e all’appuntato: — C’era qualcuno a controllare il ponte, oggi?

Il maresciallo annuì: — Il vecchio Colucci era di guardia al fiume. Tredici bambini non passano inosservati, li avrebbe notati!

— Lo chiamo via radio, — si offrì il giovane carabiniere. — Scopro se ha notato qualcosa.

Don Emilio non aspettò una conferma, alzò lo sguardo e disse alla folla: — Cerchiamoli!

Le storie di Criature

Criature nasce da un’idea di Flavio Ignelzi e Antonio Furno…

Andrea Partiti

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Gioco, scrivo, traduco, gatto.

Le storie di Criature

Criature nasce da un’idea di Flavio Ignelzi e Antonio Furno ed è un progetto di scrittura collettiva. Criature è un storia a puntate che racconta gli eventi che si svolsero nel paese di San Cupo ai Monti. Criature ha una cadenza settimanale.

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