Leggete libri di carta

Vuoi mettere l’odore?


Leggete libri di carta. Sfogliate le loro pagine, sfioratene la rugosità, annusatene l’odore, sgualciteli. Metteteci il segno, scarabocchiateli, sottolineatene i passaggi più suggestivi. Lasciate che il tempo ingiallisca fascinosamente le loro pagine. Stipateli nello scaffale, fate in modo che arredino il vostro studio, il vostro salone, che facciano — l’uno accanto all’altro — bella mostra di sé. Portateli con voi in borsa, in auto, in ufficio, a scuola, in treno, in spiaggia, in montagna. Consumateli, sgualciteli, macchiateli con le gocce del caffè, con l’olio della rughetta, col pomodoro dell’amatriciana. Leggeteli al barlume dell’abat-jour, sotto il sole d’agosto, al tramonto del Gianicolo, all’alba del Cònero. Che la carta sia con voi, che vi accompagni ovunque, che sia testimone silenziosa e discreta di ogni vostro movimento, di ogni vostra esperienza, di ogni vostra emozione. Accatastate i vostri libri uno sull’altro, lasciate che la polvere li ammanti, che la luce li scolori. Dimenticatevene, abbandonateli sul ripiano, lasciateli lì per anni e poi riscopriteli, sfogliateli di nuovo, annusateli ancora. Appoggiateli sul comodino, teneteli in bagno, piazzateli sulla poltrona, sul dondolo, sul lettino ai bordi della piscina, sulla sdraio. Viveteli.

Fatelo. Fatelo voi. Mi raccomando. Perché io mi tengo stretto il tablet.

Vuoi mettere l’odore dell’iPad?