La moda riparte?

Milano, la Settimana della Moda si fa Ibrida.

Paolo Iabichino
Sep 19 · 5 min read
Milano, Fashion Week September 2021, Ph Credit: Iabicus

“È il settore che meglio connota Milano, passaporto del nostro made in Italy nel mondo. Un sistema che conta un manifatturiero di grande qualità, costellato di alcuni dei marchi più famosi e ricercati a livello internazionale, ma che è fatto anche di piccole sartorie e laboratori artigianali, in grado di dare unicità ai capi confezionati. Tessile, abbigliamento, pelletteria, calzature e accessori, questo il perimetro di un comparto trainante per l’economia dell’intero Paese, grazie all’eccellenza delle sue imprese, all’occupazione creata e al contributo fornito alla nostra bilancia commerciale”.

Così inizia l’approfondimento sul sistema moda a Milano, appena pubblicato da Ufficio Studi, statistica e programmazione Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi a sostegno di una Fashion Week che quest’anno scopre l’ibrido come nuova dimensione narrativa.

L’evento milanese che insieme al Salone del Mobile ha fatto della fisicità la sua cifra più espressiva scopre una dimensione più contenuta, dove gli appuntamenti della mondanità sono contingentati, alternati a sfilate digitali, uffici stampa in remoto, appuntamenti e incontri, tra analogico e digitale.

E proprio alla vigilia della settimana più importante per l’industria del fashion nel nostro paese è bene fermarsi a riflettere sui numeri che questo settore muove e come questi stiano cercando di reagire, non solo alla pandemia, ma a una serie di istanze che hanno letteralmente stravolto il Sistema Moda.

Domani sera, lunedì 20 settembre, dentro il Palazzo Giureconsulti di Milano terremo una puntata speciale dell’Età Ibrida, la rassegna in_formativa che ho il privilegio di curare insieme a Marisandra Lizzi per la Camera di Commercio Milano, Monza, Brianza e Lodi. Ospiteremo Giuseppe Stigliano, autore di Onlife Fashion, per capire quali debbano essere le nuove regole d’ingaggio per consentire alla Moda di continuare ad avere tanta parte negli assetti economici del nostro Paese.

Il fatturato della moda (industria e commercio) nel 2019 ha sfiorato a Milano i 21 miliardi di euro, pari al 17% del totale nazionale; un valore cresciuto del 34% rispetto al 2010. All’interno del comparto, la voce più rilevante è costituita dal commercio (al dettaglio e all’ingrosso), che vale infatti quasi 13 miliardi di euro ed è anche quella che è cresciuta maggiormente (+45%). La produzione di tessile-abbigliamento e pelletteria, con un fatturato di 7,6 miliardi, ha riportato ugualmente un risultato espansivo negli anni considerati (+17,5%).

Dal Rapporto sul sistema moda a Milano, appena pubblicato da Ufficio Studi, statistica e programmazione Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi

Stiamo parlando insomma di un universo produttivo e creativo, capace di attirare visitatori e buyer da ogni dove, richiamati dal glamour delle sue settimane della moda e dal ricco palinsesto di eventi che vi ruota attorno, senza dimenticare il ruolo catalizzatore delle fiere internazionali di settore.

Ma la moda di Milano è anche il suo ricco e articolato mondo del retail, fatto di showroom e di negozi monomarca, i più famosi dei quali concentrati nel cosiddetto quadrilatero della moda, ma numerose altre vie commerciali contribuiscono ad arricchire e diversificare l’offerta della città.Una moda che è dunque imprese e lavoro, export e fatturato, bellezza e show-business, ma che è anche formazione: Milano vanta, infatti, alcune istituzioni uniche nel loro genere, che portano qui studenti da tutti i Paesi, pronti a imparare i segreti della sartoria, dei materiali e del design.

Quello che m’interessa evidenziare durante l’incontro con Stigliano è capire insieme a lui quali debbano essere le nuove condizioni per dare alla Moda quel perimetro di sostenibilità, anche economica, che nel lungo periodo sembra essere minacciata dalle nuove tendenze di consumo, soprattutto presso i consumatori più giovani.

Sono in molti ad avere la sensazione che da più parti si sia rotto una specie di giocattolo glamour che affascinava, inquinava, costruiva immaginari tossici e reclamava un carisma-luxury che oggi resiste solo tra Cina, Russia ed Emirati.

Altrove è evidente le nuove direttrici intraprese dal Sistema per rispettare i nuovi standard etici, ambientali, direi anche culturali, imposti dai nuovi scenari, alcuni dei quali staordinariamente accelerati dalla crisi sanitaria.

Peraltro, la tempesta perfetta è arrivata in un momento in cui il settore da tempo aveva avviato un processo di ristrutturazione che ha determinato un costante calo delle imprese operanti, in particolare nel segmento della distribuzione al dettaglio, ma forte è stata la contrazione anche nel manifatturiero. A pagarne le spese soprattutto le microimprese, maggiormente esposte alla competizione internazionale. Sul trend discendente osservato nel periodo 2010–2021 ha inciso in maniera rilevante l’andamento del 2020, come noto fortemente condizionato dallo scoppio della pandemia da Covid-19.

Nonostante i grandi brand, si tratta di un sistema manifatturiero molto molecolarizzato e poco strutturato:

 — 8 imprese su 10 hanno meno di 10 addetti;

 — la metà ha la forma giuridica della ditta individuale;

 — le società di capitale prevalgono nell’industria tessile e nella pelletteria.

L’industria della moda milanese conta 30mila addetti circa, pari a un terzo di quelli lombardi e al 7% del totale nazionale; oltre 44mila quelli del commercio (il 16% del nazionale).

Insieme a me e a Giuseppe Stigliano ci sarà Marisandra Lizzi che dialogherà che una giovane impresa del settore e con Alvise Biffi membro di giunta Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, figura di spicco sui temi dell’innovazione e nel lavoro del Tavolo Giovani con le Start Up.

Quello di domani sera (lunedì 20 settembre) sembra essere uno di quegli appuntamenti che provano a dirci da che parte andare per riprendere il cammino, non dove l’avevamo lasciato, ma scegliendo strade nuove. Come fanno i ragazzi di Fili Pari che trasformano in vestiti le polveri provenienti dagli scarti di lavorazione dell’industria della pietra.

I pochi posti disponibili in presenza sono andati esauriti in pochissime ore, ma è ancora possibile registrarsi per seguire l’incontro in streaming.

In ogni caso, ci si vede Ibridi.

l’età ibrida

Dialoghi con le imprese per affrontare il cambiamento necessario

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Paolo Iabichino

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Se vuoi seguirmi fai pure, ma sappi che non conosco la strada.

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