l’età ibrida
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L’età ibrida della Pubblica Amministrazione

L’innovazione come metodo

in collaborazione con Elisa Lenci Botticella

La casa di David and Lucile Packard — Foto Google Maps

Nel cortile dietro una grossa casa di mattoni di Palo Alto, al 367 di Addison Avenue, si trova una piccola costruzione in legno, con il tetto grigio e le porte dipinte di una vernice verde brillante. Magari non sembra, ma quel vecchio garage è uno dei siti archeologici più importanti di tutta l’età ibrida, perché lì dentro è nata la prima azienda innovativa di tutta la zona, la Hewlett-Packard: lì dentro è nato il mito di una nuova industria, di un nuovo modo di pensare al mondo.

Lì dentro è nata la Silicon Valley.

Da allora il garage è diventato un simbolo dell’innovazione tecnologica, il luogo ideale dove progettare e sperimentare l’efficacia di idee che hanno cambiato il mondo, e che ancora lo stanno cambiando. Il garage al 2066 Crist Drive di Los Altos, quello in cui Steve Jobs e Stephen Wozniak hanno costruito il primo computer della Apple, si trova a soli quindici minuti di macchina da quello di Hewlett-Packard, proprio come il garage a Menlo Park dove Larry Page e Sergey Brin hanno fondato Google.

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In un certo senso, anche in Camera di Commercio si sentiva il bisogno di uno spazio dedicato all’innovazione tecnologica, alla nuova società che sta prendendo forma con la rivoluzione digitale, una sorta di garage californiano insomma, dove far crescere la propria impresa insieme a esperti dedicati e a tutti gli strumenti messi a disposizione da Camera.

Si chiama il Salone del Futuro e si trova in Via Meravigli, 9/b, a Milano.

Video del Salone del Futuro

“L’innovazione digitale e tecnologica sta cambiando sempre più il nostro quotidiano imponendo a istituzioni e imprese l’adozione di nuove modalità di produzione, comunicazione ed erogazione di servizi”
ha detto il Presidente della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Carlo Sangalli, durante l’inaugurazione dello spazio. Perché il Salone del Futuro non vuole essere soltanto un luogo dove sviluppare le proprie competenze digitali, ma aspira a diventare un hub di cultura digitale dove ripensare a nuovi modelli di lavoro e di conoscenza alla luce delle grandi trasformazioni che la nostra società sta attraversando.

La mutazione è triplice: non ci potremo occupare di quella digitale se prima non risolveremo la transizione ambientale e quella amministrativa.
“La realizzazione di questo salone ha un valore simbolico soprattutto in questo tempo difficile e incerto di emergenza sanitaria” ha concluso Sangalli. “È un investimento sul futuro perché crediamo nel futuro, come crediamo nelle nostre imprese”.

Non vi nego che in questo progetto io ci leggo una certa circolarità: poco più di un anno fa, la prima edizione de L’Età Ibrida fu inaugurata proprio da Elena Vasco, Segretario Generale di Camera, e Roberta Cocco, che allora era Assessora alla Trasformazione Digitale e ai Servizi Civici del Comune di Milano. Quando ci siamo conosciute io coordinavo la comunicazione del Team per la Trasformazione Digitale, la struttura commissariale che sotto la guida di Diego Piacentini aveva scelto proprio Milano come volano dell’innovazione per il nostro Paese. Allora inauguravamo il Fascicolo del Cittadino, un raccoglitore digitale di tutte le pratiche relative ai sistemi anagrafici del Comune di Milano, mentre oggi Cocco è al lavoro sul Sistema Paese, co-coordinando il Comitato Consultivo della PA digitale del Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale e collabora con il team per il Piano per le competenze digitali

“Mi sento un pezzo di questo percorso” ha detto Cocco durante l’incontro. “Abbiamo iniziato a lavorare insieme alla Camera di Commercio con un unico obiettivo: usare il digitale come un abilitatore, ovvero come uno strumento e mai come il fine ultimo”. Perché qualsiasi prodotto digitale viene sviluppato pensando alla sua utilità nella vita delle persone, ma soprattutto è continuamente migliorato e aggiornato in modo da adattarsi ai nuovi bisogni della società.

Elena Vasco e Roberta Cocco

Un processo usato anche durante il mandato per la Trasformazione Digitale della città di Milano: perché, certo, la preparazione tecnica di Roberta Cocco è stata fondamentale, ma determinanti sono stati il suo entusiasmo contagioso e l’energia positiva che ha investito tutta l’Amministrazione Pubblica e che ha permesso di affrontare anche le situazioni più difficili. E Milano negli ultimi due anni ha vissuto una delle crisi più complesse della sua storia, affrontata anche grazie alla tecnologia e al lavoro di squadra: una sinergia tangibile non solo all’interno dell’Amministrazione Comunale, ma anche tra i cittadini stessi che si sono sentiti inclusi e sostenuti dentro quella rete globale di cui tutti noi ormai facciamo parte.

La collaborazione tra pubblico e privato, ma anche tra Pubbliche Amministrazioni nazionali e locali, può funzionare soltanto collaborando senza competere, dialogando senza parlarsi addosso.

“La nascita del Salone del Futuro è una testimonianza dell’età ibrida”, ha detto Vasco. Una presenza necessaria soprattutto in questa fase: secondo uno studio condotto dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, il 13% degli iscritti ha dichiarato di non capire la necessità del digitale. “Questo è l’imprenditore che dobbiamo raggiungere”, ha aggiunto Vasco. “L’imprenditore a cui dobbiamo spiegare tutto il lavoro che stiamo facendo per semplificare l’accesso alle pratiche e per migliorare i servizi al cittadino”.

E di strada ne abbiamo fatta molta: l’abbiamo ripercorsa grazie alla lectio di Paolo, che ha attraversato semanticamente tutte le parole incontrate durante L’Età Ibrida a partire da phygital: non è poi così strano ritrovarsi oggi proprio in questo luogo che del phygital ha fatto il suo mantra.

Il prossimo incontro sarà l’ultimo di questa edizione e abbiamo deciso di dedicarlo a un concetto che ci sta molto a cuore, l’impatto: con noi ci sarà Andrea Fagnoni di Ipsos. Cercheremo di capire come stare sul mercato nei prossimi anni, come dominare le tensioni che regolano il nostro mondo senza esserne sopraffatti. L’appuntamento è per il 15 dicembre, sempre alle 18.
Al solito, potete seguirci dalle poltrone fisiche di Palazzo Giureconsulti oppure quelle virtuali prenotabili qui gratuitamente.

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Dialoghi con le imprese per affrontare il cambiamento necessario

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