Reading People — Un lettore e il suo libro

Reading People è un progetto fotografico — al momento senza un termine — di Pierpaolo Lippolis, classe 1995, nostro concittadino e studente di lettere a Bologna. Pubblichiamo alcune delle foto che compongono il progetto e il racconto dello stesso a cura di Pierpaolo, in attesa di poter esporre queste opere nella nostra libreria. Buona lettura, buona visione.


C’è un sottile legame tra il libro che abbiamo in mano e la posizione che adottiamo per leggerlo. Un lingua che ha vita a sé, redige un testo da sola, si modula secondo sue proprie categorie. Questo è l’elemento A del progetto Reading People. L’elemento B è da ricercare in una delle anticamere della psicologia infantile. Questo è un brutto sintagma, ma se sciolto ha una chiara funzione.

Maria legge Orientarsi con le stelle

Da bambino mi piaceva guardare le varietà umane. Mettere in constante confronto una dozzina di persone con qualcosa in comune, cercando di scoprire come variava da uno all’altro. Mi piaceva notare il diverso modo di vestire delle maestre alle scuole elementari. Una portava gli orecchini, un’altra le scarpe da ginnastica. La variazione era lì, la diversità è sempre stato un elemento fondante, forse uno dei più intrinsechi nell’uomo. Esprimere e variare.

Anche i clienti in attesa nello studio di mio padre venivano messi al muro nella mia testa. Chi era triste, chi era arrabbiato, chi torturava un portachiavi, chi guardava in alto. Li guardavo esprimere e variare nel loro essere simili. Mi piaceva. E questo dunque è l’elemento B.

Ora prendiamo una X, che è un ragazzo vagamente interessato alla fotografia ma che legge molto.

Vittoria legge Memorie di Adriano

E dopo aver preso X, prendiamo l’elemento B, che la fotografia metodicamente soddisfa, e aggiungiamoci l’elemento A. X+A+B crea il progetto dal nome: Reading People. La trama è semplice. È tutto in A. Si tratta di chiedere a qualcuno di farsi fotografare mentre legge. La risposta è: okay, ma dove? Qui è necessario cercare di combattere con uno dei demoni della fotografia che è il non-realismo. X è solito chiedere il luogo dove in quel periodo si svolge più frequentemente la lettura. Altra domanda: quale libro prendo? Il libro è sempre legato alla sincronia, ma potrebbe anche esserci un’altra motivazione di scelta. Potrebbe essere un libro letto dieci anni prima, sette mesi prima, soltanto una settimana prima. In questo gioco X tenta di assottigliarsi il più possibile, non vi è una grande scelta da parte sua, è tutto dato al lettore.

Giulia legge i Diari di Sylvia Plath

È più un sentimento di curioso voyeurismo che altro. A X piace vedere — e fotografare — l’amplesso tra persona e libro, l’erotica della lettura. Lo sguardo delle foto è sempre nascosto, fuori posto. È un occhio da spia più che da spettatore.

Federica legge La vita è altrove

X attende che il soggetto inizi a leggere, che sia effettivamente preso dalla lettura, poi si inizia a scattare. Il confine labile tra realismo e finzione è una costante a cui bisogna tener testa. Ma questo gioco è presente, nella fotografia, come nella letteratura, come nella poesia.

Rosaria legge Silenzi

L’approdo è l’elemento B. Ed è per questo che il progetto non si può fermare in un determinato punto, non ha una fine all’orizzonte. La variante del rapporto con il libro è il vero soggetto.

Alfredo legge Stoner

È soddisfacente per il bambino che in seguito è diventato X prendere atto della variante umana in rapporto ai libri. Giocare al gioco di confronto che meticolosamente conduceva da bambino.

È per questo che XAB, che è Reading People, potrebbe anche intitolarsi: la naturalezza delle forme diverse.

Pierpaolo legge Un giorno questo dolore ti sarà utile
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