Un giorno triste, così felice

Massimiliano Chirico ha letto il libro di Lorenzo Iervolino che racconta la biografia di Sócrates, leggendario calciatore brasiliano. E se n’è innamorato.


di Massimiliano Chirico

Ho realizzato di stringere tra le mani un libro che sarebbe stato molto importante per me solo quando lo stesso Lorenzo mi ha firmato la prima pagina scrivendoci qualcosa: era una serata particolare che probabilmente non interesserà a nessuno, ma quando ho compreso di esser davanti al primo autore di un libro che firmava per me la sua opera ho avvertito qualcosa.

Un giorno triste così felice ha scherzato molto con me, si è fatto amare subito e poi desiderare.

Così, una volta superato il magnetismo che la figura di Lorenzo Iervolino ha esercitato su di me per qualche giorno e smaltita la sbornia immediatamente successiva all’acquisto, ho finalmente deciso di cadere con entrambi i piedi nelle trappole dell’autore.

La storia di Sócrates è di dominio pubblico: il personaggio che è stato, le parole dette e i gol segnati ma anche l’attività politica e la parallela carriera da dottore sono facilmente recuperabili su Internet e Wikipedia fornisce una descrizione del Doutor algida ma essenziale.
L’impresa del racconto-romanzo va ben oltre però: Iervolino riesce a distillare la vita di Sócrates Brasileiro e i passi sul rettangolo di gioco comportandosi come un arbitro che dirige un incontro, incanalando le emozioni e controllando perfettamente l’opera.

L’autore annienta il glamour della vita del Sócrates giocatore, azzera quasi totalmente il concetto di sfera sentimentale ed offre un viaggio tra i piedi e le frasi che lo storico capitano del Brasile ha reso immortali, così come la sua figura.

Un pugno che si solleva nel cielo, centinaia di migliaia di uomini che alzano il capo e decidono di lottare, di decidere, di essere cittadini: il pallone calciato dai giocatori della Democrazia Corinthiana non era un semplice oggetto in cuoio e legacci, una squadra che smuove così un paese e devasta gli animi dei tifosi svegliandoli dal torpore della dittatura non è una semplice squadra.
Da Ribeirão Prieto a Siviglia, da San Paolo a Firenze, il cammino del giocatore e dell’autore si intrecciano in due vite distanti, con Lorenzo che visita e vive in prima persona i luoghi più importanti dove Sócrates ha inevitabilmente tracciato un solco tra lui e lo stereotipo del giocatore comune, il giocatore che in campo deve giocare e basta.

Dopo l’infelice avventura italiana arriva il lento declino fisico e calcistico, che sfuma i contorni della vita del Magrao aprendo però la strada alla vera avventura di Lorenzo Iervolino, che riporta fedelmente le parole di chi ha conosciuto Sócrates da vicino: amici, parenti e giocatori dipingono il ritratto finale dell’uomo, scavano a fondo sotto quella barba incolta e quel fisico da stuzzicadenti, trattenendo le lacrime e mostrandosi uomini.
Poi il fischio finale, l’avventura arriva al termine e lì dove dovrebbero essere le facce trasfigurate dalla stanchezza spuntano gli ideali, le gesta ed i ricordi di Sócrates Brasileiro che continua a vivere, raccontato come una leggenda.

  • Lorenzo Iervolino, Un giorno triste così felice, 352 pp., 66thand2nd, 2014

Massimiliano Chirico (1993) è un abilissimo attore: riesce perfettamente nell’intento di fingere di essere uno studente universitario, il cameriere di un bar, il morboso appassionato del pallone che rotola nonché il malvagio imperatore del Fiffa Inda Street, torneo di calcio 3vs3 su asfalto.