Fammi un disegno

Le illustrazioni di Marta D’Asaro sono stupende.
E la recensione potrebbe finire qui.

di Martino Pietropoli


A tutti piacciono le storie.
Un giorno ho scritto al mio amico Antonio Tombolini chiedendogli di chi fossero le magnifiche illustrazioni che vedevo sulla sua rivista Colophon, pubblicata su Medium. Anzi, gli ho chiesto se fossero di Marta D’Asaro, perché avevo notato il suo nome in una didascalia.
Ridacchiò e mi rispose che era contento che le avessi notate e che erano di una bravissima illustratrice siciliana che da un paio d’anni lavora con lui.

Gli chiesi se aveva un sito. Mi disse di no, aggiungendo “Notevole, no?”. Notevolissimo, pensai. La cosa me la rendeva ancora più simpatica.

Fine della storia perché da qui in poi parlano solo le sue illustrazioni. E qualche riga, ma giusto per dire perché le trovo così belle.

Questa recensione è viziata dalla mia passione per le illustrazioni flat: poche o nessuna sfumatura, pochi colori, il tratto semplice e deciso ma soprattutto l’espressione di un’idea che non si coglie immediatamente. Quando l’illustrazione sollecita l’osservatore attivamente e gli chiede di essere capita si realizza un miracolo della comunicazione: un’espressione artistica prende vita perché si incontrano le sensibilità del suo autore (o della sua autrice) e quella dell’osservatore. I cervelli di entrambi lavorano e quello che sarebbe solo (solo!) un bel disegno diventa un disegno che ha un significato. Il messaggio prende vita. Queste illustrazioni in particolare sono fatte per un motivo particolare: finire su una copertina o su Colophon. Immagino anche che la palette limitatissima di colori sia dovuta al fatto che devono funzionare anche su ebook reader a toni di grigio. Meglio ancora: significa porsi il problema non solo di cosa disegnare ma di come deve essere visto il disegno, su quale media.

Il significato di illustrare è “dare chiarezza, dare luce”. Mi piace pensare che significhi anche “rendere luminosa un’idea”, nel senso di renderla palese.

Quando vede una particolare illustrazione un’area del tuo cervello si illumina e tu riconosci che l’idea che quell’illustrazione rappresenta coincide con quella che hai in testa. Ma che non avresti saputo dire (o disegnare) in maniera altrettanto efficace.

Una coppia è un cuore in comune, o due cuori che si fondono. Che possono essere consumati, affettati, mangiati. Che possono provare dolore, che possono soffrire. O essere cibo.

Marta D’Asaro, Coppie

Giudizio finale: a tutti piacciono le storie. C’è chi è bravo a raccontarle a parole. Chi con una foto. Chi magistralmente con un’illustrazione.

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