

Ci sono esperienze della vita che ti fanno percepire che hai un corpo:
- Fare le scale
- Avere un attacco di diarrea
- Il dolore
- Il caldo
- Il sesso
- Maschile
- Femminile
Il caldo è l’elefante rosa stagionale: non puoi non parlarne perché non puoi far finta che non esista. Come quando ti dicono “Parliamo di tutto, ma non dell’elefante rosa”: da quel momento in poi non riesci più a pensare ad altro che all’elefante rosa.
E come l’elefante rosa pesa, anche il caldo pesa. E ti fa pesare e ti rende tutto più pesante.
Il caldo ha inoltre la capacità di ricordarti che l’aria è un fluido: più umidità c’è, più lo percepisci, più senti che ti stai muovendo in un fluido caldo che ti aderisce alla pelle. Una specie di miele nebulizzato: viscoso e caldo. Una delizia.
Il caldo ti costringe a pensare solo al caldo. Il che ti brucia il cervello che riflette solo su quanto il corpo ha caldo col risultato di percepirlo ancora di più.
La percezione del caldo è aumentata dall’umidità che aumenta la frequenza dei pensieri relativi al caldo che il cervello elabora, aumentando la percezione del caldo. Fino all’esplosione finale.
In questo testo la parola “caldo” è citata 14 volte in 24 righe.
Questo dà un’idea del caldo che c’è.
Giudizio finale: fa caldo. Sì, è estate, ma fa caldo.

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