Francis Bacon, study after Pope Innocent X

Il Papa

Ma dov’è finito quel tipo che scomunica?

di Martino Pietropoli


Se Francis Bacon fosse ancora vivo non credo dedicherebbe un attimo del suo tempo a dipingere una tela dissacrante di Papa Bergoglio. Si rivolgerebbe ancora al passato, a dipingere e comporre variazioni sul Papa Innocenzo X di Velasquez, a storcerne i tratti del volto, a plasmarlo e deformarlo.

Ma di Papa Francesco cosa potrebbe farne? Il potere deve essere temuto e odiato per meritare il dileggio, per suscitare il moto dell’arte che, libera, ben volentieri lo sfregia.

Oggi invece ho visto un breve video di Papa Francesco che fa il cuore con i due indici. Esattamente come lo farebbe un adolescente. Forse lui è proprio così: un quindicenne. Gioioso e spensierato. Forse puro, sicuramente onesto, certamente una persona comune.

Non ho niente contro Bergoglio: è sicuramente un brav’uomo.

Vedendolo fare il cuore con gli indici però ho capito come volevo fosse il mio Papa: una figura ieratica, distante, seriosa, odiosa, che scomunica e che pare sempre accigliata e intenta a condannare i divorziati, i preservativi, gli omosessuali. La società sarebbe perfetta se i divorziati fossero solo persone che si sono concesse un’altra possibilità, se i preservativi servissero solo a proteggere e se gli omosessuali fossero solo omosessuali. Purtroppo non è così. Purtroppo la società non accetta tutte queste e molte altre cose e il Papa deve ricordarglielo. Il Papa è un riferimento morale venerato dai cristiani e temuto dai laici non perché ti dice quel che devi fare, ma perché ti dice quel che NON devi fare.

Papa Francesco: siamo disorientati, capisce? Noi non vogliamo accondiscendenza e indulgenza. Noi vogliamo essere condannati dalla Chiesa perché deviamo dalla retta via. Il Papa Amico ci mette in confusione, come se nostro padre usasse le emoticons o ce lo trovassimo all’aperitivo a fare il brillante con le ragazze. Non si fa e non dovremmo essere noi a ricordartelo, caro Papa.

Ho sempre pensato che fare il Papa non fosse poi così difficile: c’è pure un libretto di istruzioni. Consulti la Bibbia e sai già cosa devi fare, che principalmente si traduce in ciò che devi impedire agli altri di fare. A noi. Poi noi ce ne freghiamo ma la tua funzione, caro Papa, è quella di ricordarci che siamo reietti e peccatori perché, semplicemente, siamo umani.

Non cerchiamo accondiscendenza, almeno non da te. Ci confondi se sei comprensivo.

Il termine stesso — Papa — ricorda poi quello di Papà: tu sei il nostro padre, tu ci devi guidare e redarguire, restando a distanze siderali da noi. Più ti avvicini, più perdi il tuo potere. Il potere deve essere irraggiungibile, supremo, oscuro e temibile. Deve distare anni luce da noi. Se ti comporti come un nostro amico che in fondo ci capisce e ci giustifica non ti prenderemo mai sul serio.

È vero: abbiamo sempre sperato che venisse un Papa come noi: umano, sorridente, buono e che fa il cuore con gli indici. Ma quando l’abbiamo visto abbiamo realizzato con sgomento che il nostro padre spirituale ci mancava. Il nostro personale fustigatore, quello che ci fa sentire abietti e allo stesso tempo geniali e trasgressivi quando ce ne freghiamo di quel che ci vorrebbe imporre non esiste più. L’hai eliminato tu Papa Bergoglio quel Papa moralizzatore e savonaroliano. Siamo orfani: della legge morale e dei suoi corollari: le condanne e le punizioni. Perché le condanne possono essere scontate, ma la comprensione e la pacca sulla spalla ci impastano solo di più con la nostra natura fallace. Se tu ci comprendi chi può condannarci?

Avevamo un giudice implacabile: ci hai dato un amico e un compagno. Ci hai fatto un brutto scherzo.

E Francis Bacon non ti avrebbe mai dipinto. Che è un peccato, perché se dopo secoli si parla ancora di Innocenzo X è perché era abile e scaltro e condannava ogni deviazione (indulgendo verso se stesso, magari) ma soprattutto perché Francis Bacon gli ha dedicato molto tempo dopo riflessioni, gesti dissacranti, disprezzo e odio.

Che son poi altre forme di amore interessato.

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