
La sauna
Soffrire per stare meglio dopo. Una metafora.
Le saune sono luoghi dove soffri per 15 minuti per stare meglio dopo, quindi potrebbero essere paragonati alla corsa (dove soffri per molto più a lungo) o all’agopuntura. O non so a cos’altro. Poche cose fanno soffrire per farti star meglio, credo nemmeno certe pratiche sessuali (quelle estreme, ovviamente).
Insomma: entri, ci stai 15 minuti e porti il tuo corpo alla soglia di resistenza: 100ºC e 70/80% di umidità. E sudi. Devi resistere. Non fai niente, a parte sistemarti meglio sulla panchetta o fare profondi respiri.
Non è un’attività produttiva ma altre attività che prevedono la coesistenza di corpi umani sudati nello stesso spazio — come stare in coda alle Poste o in autobus — sono sicuramente peggio e non sono per niente produttive. E non ti fanno sentire meglio dopo, anzi.
Le saune invece sono delle navicelle spaziali immobili: credo che esista una congregazione mondiale delle saune che le unisce tutte: sanno tutte lo stesso profumo di legno di pino o di betulla o di abete cotto dal calore a 90/100°C e hanno tutte una porta con una finestrella di vetro (o un’intera porta di vetro) per entrarci e per vedere se qualcuno dentro è morto o svenuto. Potresti entrare in una a Bolzano e uscire dalla stessa a Vladivostok e trovare la cosa perfettamente normale. Sono unità da teletrasporto. Anche perché ti mandano il cervello in pappa esattamente come farebbe un’unità da teletrasporto (se esistesse) (forse esiste e si chiama sauna).
Io dentro ci sto bene. Circa.
In genere faccio 2 o 3 sessioni da 15 minuti. la 3ª è anche nota come Giro della Morte perché è la meno sopportabile.
La prima — contrariamente a quanto si possa credere — è quella più trascendentale: il corpo è ancora ignaro dello sforzo e si presta ad una qualche esperienza extra-corporea: solo nella prima sessione si può provare qualche astrazione metafisica. Le successive sono solo cose fisiche e brutali, a partire dalla 3ª, una cosa da camionisti finlandesi strafatti di vodka.
Da quella in poi pensi solo “Ce la posso fare, ce la devo fare”. La ricompensa sarà un frigidarium che più freddo è meglio è, almeno per il tuo sistema cardiovascolare. In verità più freddo è il frigidarium peggio stai, ma il suo nome non è casuale: è una vasca di acqua più o meno ghiacciata in cui ti devi immergere appena uscito dalla sauna, per indurre la vaso-costrizione. In alternativa puoi usare un lago (ghiacciato) o neve (notoriamente calda). Auguri.
Se cerchi immagini di saune — sappilo — troverai sicuramente foto di giovani seminudi o nudi. O anche nemmeno tanto giovani. Insomma, uomini.
Le saune sono infatti luogo di ritrovo per gay. Come quel luogo abbia implicazioni sessuali mi sfugge: se vuoi farti venire un collasso prova a farci qualsiasi attività sessuale e ne riparliamo. In verità credo sia dovuto al fatto che ci si va seminudi o nudi. Quindi forse sono luoghi allusivamente sessuali e non luoghi ove si consuma.
Comunque amo la sauna per altre sollecitazioni fisiche: ti fa sentire il corpo, lo fa sudare, ne esci libero da tossine e purificato. È un grande cavo caldo rovente filtro che ti purifica. Io la vedo così: un luogo iperfisico e metafisico (all’inizio). La sauna.

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