Sergio e Tiziano, autori di Under Milano, nella metropolitana ATM (foto Stefano Corrada)
Sergio e Tiziano, autori di Under Milano, nella metropolitana ATM (foto Stefano Corrada)
Sergio e Tiziano, autori di Under Milano (ph. Stefano Corrada)

La poesia viaggia Under Milano

Intervista a Sergio Raffaele e Tiziano Demuro. Nel loro lavoro fotografico su Instagram hanno valorizzato spazi e geometrie della rete metropolitana meneghina.

di Stefano Corrada

Questo è il primo di una serie di appuntamenti con gli ‘ATM lovers’: appassionati, artisti e persone comuni che hanno deciso di raccontare Milano vista dai suoi mezzi pubblici. Buona lettura.

L a bellezza del mondo è di chi ha gli occhi per guardarla. E loro ce li hanno. Tiziano Demuro e Sergio Raffaele, al secolo Under Milano. Prima che fotografi sono osservatori urbani, di gesti, geometrie, di flussi. Che fissano con un click e pubblicano sul loro profilo Instagram: cappotti, corrimani, scale mobili, riflessi e ampi spazi vuoti. Tutti elementi tratti durante la quotidiana esperienza di viaggio nella metropolitana milanese.

Gli scatti in metropolitana di Under Milano
Gli scatti in metropolitana di Under Milano
Gli scatti in metropolitana di Under Milano

Ogni linea un piccolo mondo

Sergio e Tiziano frequentano soprattutto la M1. Una linea che, dicono, è quella che preferiscono. La Rossa attraversa la città, come in una sorta di carotaggio urbano passa dalla periferia al centro, per poi riuscire di nuovo dalla parte opposta. Una linea dove i due fotografi hanno iniziato la loro avventura social. Erano a Loreto. Dalle scale, guardando verso la banchina spuntavano timide delle scarpe. Le geometrie della struttura hanno e il dettaglio curioso hanno dato il la ai due artisti del metrò.

«Certamente la M1 è la nostra linea del cuore perché attraversa i luoghi a noi più cari — riferiscono all’unisono –. Ma ogni linea ha il suo bello». Dicono, ad esempio, che la M2 è quella più viva e vivace, la più ricca di umanità, ha un’intensità di movimento impetuosa e tipica. E poi ha un tratto in superficie verso Cologno e Gessate fotograficamente davvero interessante.

La M3 invece è quella che ha le luci più impattanti, chiare e attraenti. Mentre la M5, poco frequentata da Sergio e Tiziano, è bellissima per due aspetti: le grandi vetrate che danno “aria” alle immagini e creano interessanti giochi di luci e riflessi; e poi hanno delle brillanti scale mobili en plein air.

Sergio e Tiziano, ecco chi sono

Isolani di origine, si sono incrociati a Milano tra i banchi dell’accademia di Brera. Tiziano è sardo e lavora come fotografo e grafico, seguendo un suo personale percorso tramite diverse modalità di sperimentazioni.

«La mia ricerca è incentrata sull’anatomia fisica ed emotiva, dettagli ed elementi intimi — spiega il fotografo — ma anche su spazi e luoghi che si stratificano l’uno sull’altro nel creare storie e immaginazioni».

Sergio è invece siciliano. La strada per arrivare a Milano è stata lunga, ha prima toccato Iraq e Arabia. «Poi mi sono trasferito all’ombra della Madonnina — racconta Sergio –, frequentavo i corsi di fotografia all’Accademia delle Belle Arti». E da vent’anni non si è più mosso. Qui lavora come digital editor e fotografo, oltre ad essere parte attiva del collettivo Italian Street Eyes per la valorizzazione della fotografia di strada nel mondo.

Il progetto Under Milano

«Dal confronto delle foto che entrambi facevamo durante il quotidiano peregrinare sotto la grande metropoli — riferiscono gli autori — è nata l’idea di Under Milano». Un progetto fotografico che va a indagare l’ambiente e le pulsioni, gli spunti e le suggestioni della pancia sotterranea della città. Sergio e Tiziano hanno scelto di focalizzare i dettagli della metropolitana, gli attimi, per cercare di far emergere sensazioni e atmosfere. Il risultato? Una serie di immagini che narrano brandelli di storie, accennano con pennellate poetiche un racconto che ogni viaggiatore può vivere quotidianamente. Ma che spesso lascia scorrere senza carpirne i significati più simbolici ed evocativi.

La metrò, luogo dove si dipingono storie

La forza nel progetto non sta solo nelle (belle) immagini che umanizzano e danno colore a tunnel e mezzanini metropolitani. È anche una visione fotografica condivisa.

«Il nostro racconto si intreccia bene — riferisce Sergio — siamo riusciti a dare una coerenza agli scatti, abbiamo dato unicità al progetto seppur realizzato da due persone diverse». Anche secondo Tiziano «il valore aggiunto è la visione e lo stile unico di Under Milano».

Ma perché proprio i mezzi pubblici sono diventati un inconsapevole set fotografico? «Siamo fruitori delle metropolitane, sia per lavoro sia per svago — spiega Sergio –. Ci abbiamo visto tanta umanità e tanti spunti per lanciare stimoli visivi con le nostre fotografie. Situazioni quotidiane di una realtà fluida. I mezzi pubblici come una tavolozza dove si disegnano, o meglio, si accennano tante storie».

Lo stile? «Da passeggero»

Le foto affascinano, sorprendono per la concettuale semplicità, per la pulizia della composizione. Avvicinano l’osservatore ai luoghi fotografati.

«Abbiamo voluto essere dentro la scena — spiega Tiziano –, sui treni o in banchina noi siamo prima viaggiatori che fotografi. Abbiamo scattato usando lo sguardo del passeggero e integrandolo con il nostro stile estetico». Uno stile che presta attenzione maniacale alla composizione e alle geometrie sotterranee. E che si fissa su dettagli senza apparente significato.

«Sono proprio quelli che danno gli spunti migliori — approfondisce Sergio –, senza alcun giudizio, né volontà di raccontare in maniera antropologica, noi li fotografiamo. E lasciamo che prendano vita. Un bicchiere dimenticato in banchina è un gesto incivile, ma fotograficamente è l’inizio di una suggestione e di un nuovo racconto». Fotografie che incrociano, senza riprenderli, visi, corpi, persone. Frammenti di paesaggio (sub)urbano che si alternano a vuoti significativi e lanciano piccoli input per la creazione di suggestioni e atmosfere surreali.

Less is more

Togliere anziché aggiungere. Inserire nelle foto spazi piuttosto che riempire vuoti. «Lavoriamo sulla sottrazione nella composizione dell’immagine — chiarisce Tiziano — meno elementi diamo, più spazi vuoti e più pulizia visiva otteniamo. Il tutto crea aspettativa e stimola l’immaginazione di chi guarda la fotografia».

Il contrario avviene con il colore: gli elementi chiave sono, ca va sans dire, il rosso, il verde, il giallo e il lilla. Neri spiccati, ombre dure e geometriche, affiancati da abbinamenti cromatici. Vestiti, borse, scarpe si avvicinano tramite accostamenti inconsapevoli di colore con treni, corrimani e banchine. «E sì che siamo tutti e due parzialmente daltonici» riferiscono con un sorriso. Ma questa loro diversa abilità non è bastata per inibirli dal realizzare un progetto che, in poco più di un anno e solo in termini di riscontri social, ha migliaia di estimatori. E che ha dato già vita ad un sito www.undermilano.com dove sono presenti le foto in grande formato, e che in futuro vuole strutturarsi anche in una pubblicazione su carta.

Occhi che sanno vedere

Soddisfazioni? Tante, dicono. Sergio e Tiziano non si aspettavano forse un interesse così crescente. Un successo che dà lustro ai loro occhi. Occhi che sono in grado di vedere il bello, di umanizzare geometrie urbane e congelare attimi metropolitani di movimento. “Le vostre foto? Non sembrano la metrò di Milano”, è un commento che hanno più volte ricevuto. Lo considerano il loro più profondo e sincero apprezzamento.

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