Milano, un «cuscinetto» anti-vibrazioni sotto i binari del tram: la cura del ferro al Monumentale

L’incrocio viene attraversato da 800 vetture al giorno su tre linee (la 10, la 12, la 14) e da un bus (il 25). Chiusura in anticipo per il maxi intervento di manutenzione

Articolo di Mariavittoria Zaglio pubblicato sul Corriere della Sera, edizione Milano, l’11 agosto 2021

«Il passeggero valuta il viaggio in tram in base al costo del biglietto ma è raro che conosca l’entità degli sforzi necessari per mantenere ogni giorno l’efficienza. Un bilancio sempre passivo, quello del tram, tuttavia la sua missione sociale è così determinante che non si potrà mai pensare di ritoccarne il servizio». Una citazione del cortometraggio sulla storia del Tram a Milano, la «Carrozza di tutti» del 1960 sottolinea una costante. Se da un lato il costo del biglietto è stato ritoccato (quel «mai» ha perso vigore nel tempo), dall’altro, la necessità di intervenire sulla rete e l’impegno dei tecnici dietro le quinte sono ancora attuali. Anche e soprattutto ad agosto, quando la città si alleggerisce del traffico, Atm si adopera per migliorare il servizio. Il cantiere in questione è quello che riguarda l’ammodernamento degli impianti tranviari in via Procaccini e nel piazzale del Cimitero Monumentale. Un crocevia rilevante, se considerato che a pieno regime viene attraversato da 800 vetture al giorno su tre linee (la 10, la 12, la 14), da un bus (il 25) e pure da tutti gli altri mezzi di trasporto conosciuti. E proprio per questo era necessario scavare sotto ai binari per restaurarne la struttura e ricostruire il manto stradale.

La voragine che i più curiosi umarell avranno notato spingendosi in mezzo al piazzale tra via Bramante, via Procaccini, via Niccolini, via Luigi Nono e il Monumentale, sta prendendo forma. Vengono posati i nuovi binari di ferro (che arriveranno a coprire 500 metri di rotaie), uno scheletro complesso che dovrà essere intrecciato per garantire lo stesso percorso. Un lavoro che si stimava spalmato su tre mesi (con partenza prevista i primi di giugno) poi rimandato e avviato il 19 luglio. La consegna dei lavori in tempi record dovrebbe essere fatta in circa 50 giorni. Dalla stima iniziale del 3 ottobre, visto l’andamento del cantiere (in cui lavorano 25 uomini): «Dovremmo togliere il disturbo e lasciar spazio alle auto per il 13 settembre, giorno d’inizio dell’anno scolastico», spiega Leonardo Messineo, direttore dei lavori per Atm. «Poi continueremo con le attività necessarie. Ci siamo adeguati alle richieste del periodo, non senza sacrifici e anticipando o sdoppiando tutte le variabili che potrebbero rallentare la prosecuzione del cantiere, come la mancanza di forniture».

Parte del lavoro sui binari che in via Procaccini ostacolava l’accesso all’hub vaccinale allestito alla Fabbrica del Vapore, è stato terminato venerdì 6 agosto. Passati i tempi tecnici e ottenuto il via libera dai vigili, la zona riaprirà oggi al traffico. Ma cosa succede, nel frattempo, sotto l’asfalto? «La vetustà dell’impianto di segnalamento (prima elettrico, ndr) andava aggiornato con quello a radiofrequenza, ma soprattutto andava sostituito il fondo in pietrisco (ballast) del secolo scorso». L’ultima volta che si è intervenuti in quel terreno correvano gli anni ’90. L’incognita è trovare dell’amianto nella ghiaia sottostante, questa volta (per fortuna) non pervenuto. Sotto alla rete di ferro, materiale che sotto il sole arriva a 45 gradi e viene portato sottobraccio dagli operai, si installano nuove platee di cemento armato.

La gettata è prevista per il 23 agosto, a cui seguiranno turni di lavoro dalle 7 alle 23. Sotto al cemento vengono inseriti dei particolari materassini antivibranti in gomma necessari per ridurre le vibrazioni e quindi, proteggere il manto stradale (che verrà poi ricoperto di asfalto). Lo stesso sistema è stato utilizzato in piazzale Brescia, in Porta Vittoria e in Cinque Giornate. «Il prossimo scoglio sarà quello di Porta Ludovica, il più complesso per le intersezioni dei binari», sottolinea l’assessore all’Urbanistica Marco Granelli. «Le città con una storia tranviaria come Milano hanno bisogno di continua manutenzione, la lista degli interventi come Procaccini arriva a oltre 50 località. I cittadini pensano che l’asfalto sia di poco valore e causi lo sgretolamento del manto stradale. In realtà è la combinazione di traffico di superficie, mezzi pesanti e affluenza. Fattori che non erano considerati nelle tecniche costruttive di settant’anni fa».

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