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Petriccuiolo, dal calcio al tram, per costruirsi un futuro

Simone, tranviere al deposito Ticinese, ha un passato da calciatore professionista. Dopo Serie B e Under20, ha superato l’esame ministeriale , ora è alle prese con l’abilitazione ai tram Sirio.

Articolo di Lucia Landoni, pubblicato il 20 dicembre 2021 su Repubblica, edizione Milano.

Dai campi di calcio ai tram di Milano, dalla convocazione in Nazionale under 20 alle cabine di guida dei mezzi Atm: quella di Simone Petricciuolo, 26enne napoletano d’origine e ormai milanese d’adozione, è la storia di una svolta radicale. Dopo una vita trascorsa rincorrendo un pallone con il sogno di approdare in serie A (riuscendo ad arrivare fino alla B), lo scorso settembre è stato assunto dall’azienda di trasporti milanese come tranviere in forza al deposito Ticinese di via Custodi: ha frequentato un corso di formazione teorico-pratico di 300 ore e superato il 13 dicembre l’esame all’Ustif (Ufficio speciale trasporti impianti fissi) del ministero dei Trasporti. In questi giorni sta seguendo un corso per l’abilitazione alla guida dei tram modello Sirio e poi lo aspettano tre settimane di guida in accompagnamento con colleghi più anziani. Tra la metà e la fine di gennaio 2022 entrerà a tutti gli effetti in servizio.

“Gioco a calcio da quando avevo sei anni e il mio obiettivo era quello di arrivare nella massima serie, ma ultimamente ero in serie D, fuori dal giro che conta davvero — racconta — Avrei potuto continuare altri dieci anni, però sempre allo stesso livello. Per il mondo del calcio ormai sono vecchio e l’impossibilità di realizzare il mio sogno mi faceva sentire insoddisfatto. Così ho deciso di ripartire da zero cambiando vita per realizzarmi professionalmente”. Se il calcio è la sua passione di sempre, anche con il mondo dei trasporti Simone ha un rapporto speciale: “Mio nonno guidava gli autobus e anche a mio padre sarebbe piaciuto farlo, ma non si è mai potuto dedicare a quell’attività a causa di un problema di vista — prosegue — Nel corso degli anni, ogni volta che giocavo in trasferta e la squadra si spostava in pullman, osservavo con attenzione le manovre dei vari autisti e le loro tecniche di parcheggio”. Quindi, quando ha deciso di interrompere la propria carriera calcistica — “anche se continuerò a giocare nel tempo libero, perché amo questo sport” — per Petricciuolo è stato naturale rivolgersi a quest’ambito lavorativo: “Ho preso le patenti necessarie e mi sono iscritto a vari concorsi. Ne avevo vinti anche altri, ma ho scelto l’Atm e quindi Milano — continua — Ora vivo a Landriano, nel Pavese ma al confine con la provincia di Milano. Sono solo, perché la mia famiglia è rimasta a Napoli. I miei genitori non mi hanno mai fatto mancare il loro sostegno: per loro non è facile sapermi lontano, ma sono orgogliosi del fatto che io abbia deciso di ricominciare da capo in una grande città”.

Basta scorrere i social per rendersene conto. Angelo Petricciuolo, il padre di Simone, ha postato su Facebook una foto del figlio in divisa da tranviere con il commento: “Ennesima dimostrazione del fatto che con determinazione e sudore si può raggiungere qualsiasi obiettivo. Tu, figlio mio, ne sei l’esempio. Tantissimi auguri. Sei l’orgoglio di mamma e papà”. Sul web negli ultimi giorni gli stanno arrivando moltissimi complimenti e incoraggiamenti per la sua nuova avventura professionale, ma l’ex calciatore non se li aspettava: “Non gioco ad alti livelli da parecchio tempo e non credevo che le mie scelte lavorative avrebbero suscitato tanto interesse, ma mi fa piacere sentire tutto questo affetto” commenta. C’è sicuramente chi si ricorda di lui anche per un lungo sfogo che aveva affidato a Instagram nel 2018, denunciando alcune situazioni “strane” di cui era stato testimone nelle serie calcistiche minori, dove “può essere difficile giocare per chi come me è solo bravo e non può contare su conoscenze importanti né pagarsi il posto in squadra”. Ora fa una riflessione: “Sicuramente io ho la mia parte di colpe, forse avrei dovuto stringere di più i denti. Però ho scelto di lavorare in un mondo che mi appassiona e so che se mi impegnerò, come sto già facendo, otterrò grandi soddisfazioni e non avrò rimpianti”. Per ora ha firmato un contratto di dieci mesi — tre dei quali già trascorsi frequentando i corsi di formazione necessari a ricoprire il ruolo di tranviere — ma l’obiettivo del 26enne è quello di ottenerne uno a tempo indeterminato.

“Prima giocavo in un collettivo formato da undici persone, mentre adesso faccio comunque gioco di squadra, anche se in modo diverso — sorride — Alla guida del tram sarò da solo, ma so di poter sempre contare sui colleghi della sala operativa e sui miei istruttori, che si sono dimostrati molto attenti e disponibili”. Del passato calcistico rimangano tanti ricordi — il più bello risalente al periodo in cui militava nell’Avellino: “Giocammo in Coppa Italia contro l’Atalanta e secondo la stampa sportiva fui il migliore in campo dei miei. Anche il direttore sportivo atalantino venne a farmi i complimenti a fine partita” — e una passione che niente e nessuno riuscirà mai a spegnere: “So che prima del Covid venivano organizzati dei tornei dedicati al personale dei vari depositi Atm — conclude Petricciuolo — Se mi convocheranno, mi farò trovare pronto. Non rinuncio mai a una partita se si presenta l’occasione”.

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