Come NON si scrive un comunicato stampa

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C’era una volta un post che, nelle intenzioni originarie, si doveva intitolare “Come si scrive un comunicato stampa”. Poi però, complice una conversazione su Facebook, è arrivata l’ispirazione, che ha prodotto un rovesciamento prospettico: il risultato è “Come NON si scrive un comunicato stampa”. Vediamo le cose che “per me è NO”.

  • Iniziare un comunicato stampa con E’. O, in generale, ignorare le basi dell’ortografia italiana. Per chi non è pratico, la “E” maiuscola con accento è così: È. Diffidate delle imitazioni. Per farla, io schiaccio il tasto con le “e” accentate minuscole seguito da shift e da F3.
  • Iniziare un comunicato stampa con “ciao”. Per giunta nemmeno seguito da una virgola o dal mio nome. Senza neanche la “c” maiuscola.
  • Inserire i destinatari nel campo “A” o nel campo “CC”. I destinatari, soprattutto se si tratta di una comunicazione generalista o indirizzata a una nutrita mailing list, vanno inseriti nel campo “CCN”, che sta per copia nascosta. In questo modo non vengono divulgati senza consenso indirizzi mail, cosa che costituirebbe una grave violazione della privacy. Anni fa ricevetti un comunicato stampa rivolto a tutti gli accreditati a un festival in cui gli indirizzi erano visibili. Uno dei giornalisti, cliccando “Rispondi a tutti”, rimproverò pubblicamente l’ufficio stampa per l’errore. Non fu bello.
  • Scrivere in un comunicato stampa frasi come “ ti lascio al tuo fine settimana, che ti auguro bellissimo”. Questo è tratta da una storia vera. Una storia drammatica.
  • Scrivere solo “Scheda in allegato” nel corpo della mail. Sempre meglio inviare due righe di accompagnamento per spiegare quali sono i materiali allegati — scheda/comunicato stamp, etc.
  • Inviare almeno un’immagine ufficiale che il giornalista/blogger può inserire nell’articolo. Le dimensioni dell’immagine variano a seconda si stia scrivendo a una testata web o cartacea: per un sito va bene un’immagine JPG a 72 dpi, mentre un cartaceo avrà bisogno di un’immagine in alta definizione per la stampa.
  • Inserire come oggetto del comunicato “disponibile nuovo prodotto tipo XY”. Sarà pur vero che facendo riferimento a un prodotto più noto si aiuta il giornalista a capire di cosa si sta parlando, ma se esiste già XY perché dovremmo aver bisogno di questo prodotto “nuovo”? Inoltre, “tipo” è un’espressione piuttosto sciatta in un simile contesto. Anche questo è tratto da una storia drammaticamente vera.

Se avete altri “per me è NO” sulla scrittura di comunicati stampa lasciate un commento qui sotto e parliamone. Questi sono stati solo i primi a venirmi in mente :)

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