Museo Torre di San Martino della Battaglia. Particolare dell’affresco raffigurante il maggiore Giacomo Pagliari, colpito a morte dall’esercito papalino, il 20 settembre 1870, mentre guidava il 34º Battaglione Bersaglieri all'assalto di Porta Pia. Immagine da Wikipedia — Pubblico Dominio-

La presa di Roma

20 Settembre 1870

Roma, XX settembre 1870. Porta Pia e la Breccia aperta dall’artiglieria Italiana. Immagine da Wikipedia -Pubblico Dominio-

L a presa di Roma fu uno degli avvenimenti più importanti del Risorgimento e della storia nazionale perché sancì la fine del potere temporale dello Stato Pontificio e l’annessione di Roma al Regno d’Italia.

La mattina del 20 settembre 1870, intorno alle cinque del mattino iniziò l’imponente bombardamento delle mura cittadine da parte dell’artiglieria del Regno d’Italia, il fuoco dei cannoni venne concentrato sulle porte della città e poco dopo le nove del mattino venne aperta una vasta breccia nei pressi di Porta Pia, sufficientemente ampia da permettere il passaggio delle prime truppe, il Generale Raffaele Cadorna al comando delle operazioni militari ordinò la formazione di due unità d’assalto, un battaglione di fanteria e uno di bersaglieri.

Gli scontri con le truppe pontificie si protrassero fino verso le dieci del mattino quando dal campo nemico vennero issate le prime bandiere bianche in segno di resa.

Le truppe italiane una volta dentro la cinta muraria dovettero fronteggiare ancora alcuni irriducibili ma qualche ora più tardi il comandante delle truppe pontificie, il Generale Kanzler chiese la resa.

Per ordine di Cadorna, Roma venne completamente occupata e presidiata da dalle truppe del Regno d’Italia, eccezione fatta per la Città Leonina, Castel Sant’Angelo, il Vaticano e il Gianicolo.

Intorno alle 17.30, Kanzler e Fortunato Rivalta Capo di Stato maggiore, alla presenza del generale Cadorna firmarono la capitolazione dello Stato Pontificio.

La sera del 20 settembre, le truppe pontificie si concentrarono nella Città Leonina che lasciarono la mattina seguente per andare ad arrendersi ai vincitori dai quali ricevettero l’onore delle armi

La presa di Roma da parte dell’esercito italiano assunse più un significato simbolico che militare, infatti le operazioni belliche non furono particolarmente complesse vista la debole resistenza opposta dalle truppe pontificie.

Pio IX venne confinato all’interno del Vaticano, ovviamente il Papa non volle riconoscere la sovranità italiana su Roma e il tentativo di riappacificazione tentato dal parlamento italiano nel 1871 con la Legge sulle Guarentigie non modificò i rapporti fra Regno d’Italia e Santa Sede. La cosiddetta “Questione Romana” si protrasse fino ai Patti Lateranensi del 1929.