frontespizio di B. di Falco, Descrittione dei luoghi antiqui di Napoli (terza edizione, 1589)

Le guide turistiche e la letteratura di viaggio

Le guide turistiche traggono origine dalle descrizioni, una sorta di repertorio geo-politico che descrive i siti, le città, la situazione politica, le opere e cose notevoli da segnalare.

Dalle descrizioni si emanciparono col tempo quei diari di viaggio, che spesso si chiamavano ancora Descrizioni, che costellano tutta l’ampia stagione del grand tour.

Da questi Diari, come si usa ritenere, sono poi nate le vere e proprie Guide turistiche come strumenti di orientamento per viaggiatori e turisti.

Sia che si adotti, però, la prospettiva demistificante di Roland Barthes, che nelle guide vede un modo per soddisfare il bisogno di avventura, sia che che si assuma un punto di vista più integrato, come Urbain che si erge a difensore del turista (con una serie di buone ragioni), resta il fatto che la storia delle guide turistiche come genere testuale è più intricata di quello che possa apparire a prima e anche più affascinante.

Prima del viaggio ci sono i luoghi, intrisi di storia, natura, rapporti sociali, mercati e peculiarità. Poi ci sarà qualcuno che ha necessità, per svariati motivi, di erigere dei monumenti testuali, pari e simili per funzioni, a quelli architettonici e artistici. Il genere testuale della Descrizione somiglia molto alle Istorie o alle Cronache, le quali avevano funzione di decantare tradizioni nobiliari, sfarzo di signorie, ricchezze di mercanti.

È naturale che l’attrattiva di un luogo e di una tradizione è generata da scelte e propositi più o meno determinati e non certo da una naturale vocazione turistica. Ma è proprio questo intreccio che vale la pena storicamente determinare e seguire lungo l’asse diacronico che collega, per esempio, la Descrittione di tutta Italia di Leandro Alberti del 1568 alla guida Milano low cost dei nostri giorni.

La verità è che le guide turistiche come genere testuale costituiscono il filo rosso della storia della letteratura di viaggio, e che quella che oggi consideriamo la grande letteratura di viaggio, i racconti meravigliosi alla maniera del Viaggio in Italia di Goethe, rappresentano una eccezionale parentesi di discontinuità rispetto all’irrinunciabile necessità di narrare ed elevare a oggetto di narrazione i siti naturali, le tradizioni storiche, le eccellenze di una città o di un luogo: tutte cose che in un modo o nell’altro sono la scintilla da cui nasce una Descrittione cinquecentesca o una Guida Rossa dei tempi d’oggi.

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