24 ore a Celje, la magnifica città dei conti fra castelli, boschi e leggende

Vista laterale del Castello di Celje (Stari grad). Fonte www.slovenia.info, foto di Slovenska turistična agecija

di Gorazd Skrt, fondatore di Lovely Trips, fornitore sloveno di soluzioni di viaggio

Dov’è Celje? Nella Slovenia orientale, fra Lubiana e Ptuj. Cosa vedere a Celje? Tutto. Perché visitarla? Perché è una magnifica commistione di storia e natura, che farà battere il cuore agli appassionati di fantasy, ma anche di trekking, buon cibo e archeologia. Non è un’esagerazione. Abitata sin dall’epoca preistorica, questa zona della Slovenia custodisce reperti di immenso valore, è specializzata nella produzione di ottimi vini, e grazie ai suoi centri termali e alla bellezza serena dei suoi paesaggi è ideale anche per chi cerca un viaggio all’insegna del benessere e del relax.

Lo stari grad. Fonte www.slovenia.info, foto di Jošt Gantar

Troia seconda, o piccola Troia. Così, nientemeno, era chiamata Celje in epoca romana. Le cronache del tempo, e soprattutto quelle seguenti al 45 d.C., anno in cui la città fu promossa a municipium Claudia Celeia, rendono bene l’idea della sua grandiosità. La città, affacciata sull’importante confluenza del grande fiume Savinja e del Voglajna, era ricca e molto popolata, protetta da alte mura e possenti torri, con grandi piazze, lunghe vie, e grandiosi palazzi di marmo.

E in effetti la visita di Celje non può che cominciare dallo Stari grad, l’antica fortezza che occupa ben tre colline, e che ancora oggi, sebbene i segni del tempo siano evidenti in vari punti, veglia sulla città. Non è un’esagerazione dire che non si può davvero conoscere Celje senza visitare il suo castello. Il grad non è solo un punto panoramico ideale per vedere gli invitanti dintorni della terza città più grande della Slovenia, tra fiumi lenti e maestosi, dolci colline ricoperte di boschi e vigneti. È anche il simbolo dell’importanza storica di Celje, l’antica residenza di quello che fu uno dei casati più potenti d’Europa.

Il fiume Savinja. Fonte www.slovenia.info, foto di Matjaž Jambriško

Ancora oggi, i conti di Celje sono molto presenti nell’immaginario collettivo degli abitanti della città e della regione. Ed è facile capire perché. Quella dei conti di Celje è un’affascinante storia di successi e conquiste, di uno splendore conquistato col fragore delle battaglie e con l’acuta perspicacia per scegliere gli alleati vincenti. Dopo aver ricevuto la proprietà del castello nel 1333, come ricompensa per l’aiuto offerto agli Asburgo nelle loro dispute in Boemia, i conti di Celje riuscirono a espandere la loro influenza in Stiria e Carinzia, nella Carniola, in vari territori della Corona ungherese.

E divennero ancora più potenti nel 1396, quando il conte Hermann II salvò la vita di Sigismondo di Lussemburgo (che presto sarebbe diventato imperatore del Sacro romano impero) durante la Battaglia di Nicopoli, contro l’impero ottomano. Il declino, tappa che arriva sempre, anche per i più capaci, per i conti di Celje giunse appena verso la metà del XV secolo, quando l’ultimo membro maschio della dinastia, Ulrich, fu ucciso a Belgrado dagli Hunyadi, potente famiglia di militari ungheresi. Del resto questa è la storia: un inesorabile susseguirsi di ascese e declini.

Celje, Georg Matthäus Vischer, Topographia Ducatus Stiriae, Graz 1681

Da non perdere, assolutamente, la Torre di Frederick. Così chiamata perché, secondo la leggenda, il conte di Celje Hermann II vi rinchiuse il figlio Frederick II come punizione per il suo matrimonio con Veronika di Desenice, che forse riteneva di origini troppo umili. Secondo le cronache dell’epoca, lei fu accusata di stregoneria e poi imprigionata nel castello di Ojstrica, nel paesino di Loke. La loro fu una storia d’amore tragica, che ha ispirato numerose opere letterarie e poetiche. Tanto che ogni anno, in Slovenia, la migliore raccolta di poesie riceve il premio Veronika, istituito proprio in onore dell’amata moglie di Frederick II.

Vale la pena di visitare anche il Museo regionale, nel centro della città. La sua vasta collezione permanente comprende reperti che vanno dalla preistoria, quando nell’età del bronzo la zona ospitò le popolazioni della cultura di Hallstatt e poi i celti, fino all’epoca dei conti di Celje e allo sfarzoso XVII secolo.

Il centro storico. Fonte www.slovenia.info, foto di Jošt Gantar

Il Museo della Storia recente di Celje, invece, è un viaggio appassionante nel XIX e XX secolo vissuto da questa sorprendente città. Fra le sue esposizioni permanenti molto particolare è la fedele ricostruzione dello studio del celebre fotografo di Celje Josip Pelikan, costruito nel 1899. Al piano terra si visita la camera oscura, dove sono custoditi molti degli strumenti di Pelikan oltre a numerose fotografie originali, mentre al primo piano si può vedere la magnifica ricostruzione del suo studio, dove per inciso è possibile farsi immortalare nello stile dell’epoca!

Celje. Fonte www.slovenia.info, foto di Jošt Gantar

Parte dell’esposizione permanente permette poi di scoprire la vita quotidiana degli abitanti della città nel XX secolo, fra oggetti della vita di tutti i giorni e ricostruzioni di ambienti tipici dell’epoca. Infine, la parte dedicata alla prigione di Celje (tradizionalmente nota come “Stari pisker”, che in italiano significa “vecchia pentola”) è dedicata alla memoria delle vittime della Seconda guerra mondiale, in particolare a tutte le persone, inclusi molti civili, che vennero imprigionate durante l’occupazione nazista.

E per un po’ di sano relax, svago e tanto divertimento per i più piccoli, non può mancare qualche ora alla Celjska koča, il “Cottage di Celje”. Una vera e propria isola nel verde dove rilassarsi sotto al sole o alle terme, affittare una bicicletta per partire alla scoperta dei bellissimi itinerari nei dintorni, mangiare qualcosa di buono e divertirsi al parco avventura. E dove si può anche alloggiare, in hotel o in appartamento. Davvero speciale l’itinerario educativo nella foresta, che partendo proprio dall’hotel conduce su un sentiero attraverso castagni, tigli, querce, larici e carpini, la gola di Štalek e un bosco di abeti rossi Semplicemente, un’occasione imperdibile di fare il pieno di contatto con la natura a pochi minuti da una delle città storiche più affascinanti della Slovenia!

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