7 MOTIVI PER VISITARE IL MUSEO DELLA DOLENJSKA A NOVO MESTO

di Gorazd Skrt, fondatore di Lovely Trips, fornitore sloveno di soluzioni di viaggio
Come tutti sanno, la Slovenia ha un’anima antica. Anzi, antichissima. Già all’alba dei tempi l’odierno territorio sloveno ospitava importanti comunità umane, per esempio nella zona della Palude di Lubiana. Oggi, al Museo civico di Ljubljana, si può ammirare una ruota con asse risalente al 3.200 a.C., mentre al Museo nazionale della Slovenia è esposto il flauto più vecchio del mondo: un piccolo strumento musicale di 60mila anni fa, realizzato da un neanderthaliano con il femore di un giovane orso delle caverne. Insomma, per chi ama conoscere le origini delle cose, un viaggio in Slovenia è d’obbligo: la storia d’Europa, infatti, ha le sue venerande radici anche in questo piccolo paese mitteleuropeo.

Decisamente bisogna fare una tappa a Novo mesto. In questa graziosa cittadina della Bassa Carniola (regione celebre per i suoi paesaggi dolci, i suoi centri termali e i suoi castelli), ha sede uno dei musei più interessanti della Slovenia, e del Vecchio continente: il Dolenjski Muzej. Il museo, che ha aperto i battenti nel 1950, offre reperti e mostre di altissimo livello. Ecco 7 motivi per visitarla.

1. Un patrimonio archeologico impressionante
Sono davvero tanti i reperti in mostra al Dolenjski Muzej; una parte di essi risale all’Età della Pietra, altri all’età del Bronzo e del Ferro, altri ancora all’alto Medioevo. Si va da collane in vetro del IX e del VIII secolo a.C. a variopinti braccialetti del III e del II secolo a.C., da elmi greci in bronzo del VI o del V secolo a.C. a fibule in bronzo coeve. A fare la parte del leone sono i reperti della prima Età del Ferro. Non è difficile capire perché. La regione della Bassa Carniola (in sloveno, Dolenjska) è ricca di giacimenti di ferro, e grazie a essi oltre 2.500 anni fa poté decollare nella zona una piccola, ma assai vitale, industria estrattiva e manifatturiera, che presto divenne il fulcro di importanti commerci a lungo raggio.



2. L’ambra
Nella preistoria (e anche dopo) i territori dell’attuale Slovenia erano una delle tappe della Via dell’ambra, che portava il prezioso prodotto del Baltico dalle coste della “barbarica” Europa del nord al Mediterraneo, dove mercanti italici, fenici e greci l’acquistavano per venderla a faraoni, diadochi, sacerdoti e imperatori. Novo mesto faceva parte del tratto sloveno della Via dell’ambra (in sloveno, Jantarna pot), al pari di altri centri operosi come Lubiana (Emona), Celje (Celeia) e Ptuj (Poetovio). Ecco perché in questi anni sono stati rinvenuti nella zona di Novo mesto significativi manufatti in ambra, trasformando la cittadina in un eldorado per gli archeologi e gli storici. Magnifici, per esempio, i braccialetti in ambra del V-IV secolo a.C., o i ciondoli, sempre d’ambra, dello stesso periodo. Per inciso: Novo mesto è stata scelta come Capitale dell’anno dell’ambra 2017, e il Dolenjski Muzej ha organizzato per l’occasione ben tre esposizioni: una sui reperti d’ambra dalla Slovenia, un’altra sul design polacco in ambra, e una terza sulla leggendaria Camera d’ambra che impreziosiva il palazzo dell’imperatrice russa Caterina I.

3. Il piccolo Ercole
Ercole, si sa, è l’eroe classico per antonomasia. Celebre per aver superato 12 fatiche inaudite (dall’uccisione dell’Idra al furto delle cavalle di Diomede, dalla cattura del toro di Creta alla pulizia delle stalle di Augia), Ercole (in greco Eracle) era venerato tanto dal popolino che dai generali e dagli imperatori, non solo in Grecia e Italia ma in tutto l’Impero romano, incluse le province della Pannonia superior, del Noricum e della Dalmatia. Oggi il Dolenjski Muzej custodisce una piccola, ma splendida statua bronzea del semidio, risalente al III o IV secolo d.C. Il reperto proviene da Trebnje, un’antica cittadina vicina a Novo mesto. Ercole, nudo e muscoloso, è raffigurato in una posa bellicosa e virile, pronto a battersi contro il nemico; con la destra regge la sua arma per eccellenza, la clava. Ai suoi piedi, accucciato come un docile cagnolino, il leone, simbolo di forza e potenza.

4. Situle
La Slovenia è famosa per le sue situle (dal latino situla, ossia secchia). Si tratta, in sintesi, di vasi tipici del Mediterraneo antico, utilizzati da celti, etruschi, veneti, illiri e altre popolazioni sia per scopi pratici (ad esempio cavare l’acqua da un pozzo), sia per funzioni cerimoniali. La situla slovena più conosciuta è quella di Vače, della prima Età del Ferro, trovata nell’omonimo sito nella seconda metà del XIX secolo e oggi custodita nel Museo nazionale sloveno. Tuttavia anche il Dolenjski Muzej vanta una collezione di situle degna di nota, e che conferma ancora una volta la straordinaria vivacità delle comunità della preistoria slovena. Si tratta di reperti del V o IV secolo a.C., riccamente decorati con scene venatorie e militari. Scoperte nei siti di Kandija e Kapiteljska njiva, le situle sono così belle da trasportare lo spettatore indietro nel tempo, in un mondo remoto e alieno.

5. La ceramica nera
In Italia è nota come bucchero: un tipo di ceramica nera e lucida, frutto della trasformazione dell’ossido ferrico dell’argilla in ossido ferroso. Ma pure la Bassa Carniola non è da meno, come dimostra l’esposizione temporanea organizzata dal Dolenjski Muzej fino al 31 dicembre 2017. Intitolata, semplicemente, “Black”, la mostra offre allo spettatore la vista di splendide ceramiche nere, finemente decorate, realizzate tra l’VIII secolo e il IV secolo a.C. Lucidi ed eleganti, questi vasi dal fascino senza tempo non erano utilizzati per scopi prosaici, quali attingere l’acqua o conservare vino, ma come ornamento per le magioni dei più ricchi.



6. L’arte
Non c’è solo archeologia al Dolenjski Muzej. Il museo, per esempio, vanta una ricchissima raccolta di arte slovena ed europea, esposta alla Casa Jakac (Jakčev dom) in Sokolska ulica. Ci sono opere sacre del XVII secolo, come un magnifico altare ligneo portatile, e capolavori più laici, ad esempio una natura morta attribuita al grande pittore veneziano Francesco Guardi. Ci sono i dipinti di Oton Škola, e un autoritratto di Josip Germ, uno dei più noti pittori della Slovenia moderna, nonché lavori di Ivana Kobilca, Maksim Gaspari, Ivan Vavpotič, per citare solo i più noti. Ovviamente Casa Jakac prende il suo nome dall’artista locale Božidar Jakac, che a cavallo delle due guerre mondiali viaggiò in tutto il mondo e dipinse in modo toccante la sua Novo mesto.

7. Novo mesto
Oltre il museo, c’è la cittadina di Novo mesto. Una cittadina davvero graziosa, immersa nel verde della regione e rinfrescata dal placido fiume Krka, in cui si specchia. Oltre a essere una destinazione eccellente per i buongustai (da assaporare, per esempio, l’ottimo Cviček, un vino che stupisce), Novo mesto è perfetta per passare qualche giorno nella tranquillità e nella pace. Nella piazza Glavni si può mangiare una bella fetta di torta e ammirare il municipio di stile neo-rinascimentale, nella Cattedrale di San Nicola ci si può lustrare gli occhi con una pala di altare attribuita al celebre pittore veneziano Tintoretto. Una piccola curiosità: Novo mesto in sloveno vuol dire “città nuova”, ma in realtà le origini della cittadina sono assai antiche. Basti pensare che l’edificio più antico del Dolenjski Muzej fu costruito dai Cavalieri teutonici.
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