IL CASTELLO DI BLED, TRA STORIA E LEGGENDA

Grazie alla bellezza eterea del suo lago, Bled è sinonimo di fascino fiabesco, quasi irreale. Una fama più che meritata, perché il posto è a dir poco evocativo. Merito non solo dello specchio d’acqua, ma anche del noto Castello. Che da oltre mille anni domina il paesaggio dall’alto di un possente sperone di roccia a strapiombo sul lago. In effetti il Blejski Grad (che Lovely Trips rappresenta sul mercato italiano) è il più antico maniero della Slovenia, e nella sua lunga vita è stato dimora di famiglie potenti, protagonista di aspre battaglie, vittima di rivolte e terremoti. E ancora, come tutti i castelli che si rispettino, teatro di storie e leggende antichissime.

Proprio dal Castello, ad esempio, viene la campana che secondo la leggenda giace da secoli sul fondo del lago, e che nelle notti chiare si sente ancora rintoccare dalle profondità. La signora del maniero, inconsolabile per la morte del marito ucciso dai briganti e gettato nel lago, avrebbe riunito tutti i suoi gioielli, l’oro e l’argento, per fondere una piccola campana da donare alla chiesa dell’isolotto del lago. Ma una forte tempesta fece affondare la barca che avrebbe dovuto consegnare il dono.

opera di Arnold Böcklin

Verità e leggenda si intrecciano, al Castello di Bled. Un motivo in più per visitare il maniero, oltre alla sua spettacolare vista sul lago, al suo ottimo ristorante (dove assaggiare le prelibatezze slovene rivisitate in chiave moderna), agli ottimi vini della sua cantina. Nel suo museo, ad esempio, si possono ammirare reperti rinvenuti nei dintorni; alcuni di essi risalgono addirittura all’età del bronzo, quando la Slovenia era già una terra relativamente popolata. Su tutti spicca una splendida fibbia a forma di pavone del VI secolo, ritrovata durante degli scavi archeologici proprio sotto al Castello. Chi l’ha realizzata si deve essere impegnato molto: nella tradizione, il pavone è simbolo di bellezza e buon auspicio, tanto da popolare il paradiso terrestre, e in effetti la fibbia è un piccolo tesoro. Ancora, nel museo si trovano armature, dipinti, testi antichi che risalgono al medioevo, utensili di molte epoche diverse.

La stamperia poi è un’altra tappa del viaggio nella storia del castello. Da qui passò Primož Trubar, un personaggio storico che in Slovenia gode di grande fama (tanto che, prima dell’adesione del paese alla zona euro, era ritratto sulla banconota da 10 talleri). Fu un importante riformatore religioso del XVI secolo, da prete cattolico si avvicinò al protestantesimo tanto da essere cacciato da Lubiana, ed è anche considerato l’autore dei primi due libri scritti in sloveno. Ma quello di Trubar non è l’unico nome importante a risuonare tra le mura dell’antica stamperia. Qui è custodita anche una ricostruzione di una macchina da stampa simile a quella utilizzata da Gutenberg, inventore della stampa a caratteri mobili, e realizzatore della famosa Bibbia del 1455.

Infine è d’obbligo una visitina al pozzo del castello, profondo una decina di metri e ricavato dalla roccia viva nei tempi lontani in cui si raccoglieva l’acqua direttamente dalla terra. Certo, l’acqua in Slovenia è davvero squisita e di qualità eccellente… però guardare il pozzo e immaginare la fatica di sollevare un secchio stracolmo tirando una catena o una corda è di quelle cose che fanno ricordare che la modernità ha i suoi vantaggi!