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Le storie del Castello di Bled: Poliksena e la campana dei desideri

Il lago di Bled e il Castello illuminato. Fonte: www.slovenia.info, foto di Nejc Pernek

di Gorazd Skrt, fondatore di Lovely Trips, fornitore sloveno di soluzioni di viaggio

Che Bled sia un luogo ricco di storia lo si capisce subito. Basta alzare lo sguardo verso il Castello, il più antico della Slovenia, che da più di mille anni sorge su uno sperone di roccia a strapiombo sul lago. Ma, anche se non si direbbe guardando il suo paesaggio da favola oggi, non tutte le storie di cui è protagonista sono a lieto fine.

Una in particolare è nota ai suoi abitanti e ancora oggi è evocata spesso, in un racconto che mescola storia e leggenda. Un racconto che comincia all’inizio del XVI secolo, quando il Castello di Bled e i suoi domini erano amministrati da Hartman Kreigh, un uomo potente e molto poco misericordioso, che trattava con grande durezza i contadini, sfruttandoli senza ritegno.

Il Castello di Bled. Fonte: Pixabay

Sua moglie Poliksena, del resto, non era da meno. La signora gestiva il Castello col pugno di ferro ed era temuta da tutti, dalle cortigiane ai camerieri, dalle cuoche ai servitori la temevano. Hartman e Poliksena, insomma, erano una coppia molto ben assortita di signori feudali senza scrupoli. Finché, un giorno, l’uomo sparì senza più tornare. Non esistono prove né documenti che lo confermino, ma si dice che Hartman sia stato rapito da dei banditi, derubato, ucciso e gettato nel lago. Secondo alcune versioni del racconto, il perfido signore del Castello sarebbe stato vittima di un’imboscata dei contadini, stufi di subire i suoi soprusi.

Profondamente addolorata per la scomparsa del marito, Poliksena consegnò tutto l’oro e i gioielli che possedeva alla fonderia del Castello, ordinando ai fabbri di farne una campana da donare in nome di suo marito alla chiesa che, già all’epoca, sorgeva sull’isolotto del lago. I fabbri si misero all’opera e forgiarono una bellissima campana, che Poliksena affidò a dei servitori affinché la portassero alla chiesa.

Fonte: Pixabay

Tuttavia, proprio mentre l’imbarcazione dei servitori di Poliksena solcava le acque del lago, scoppiò un terribile temporale, con forti venti e una pioggia così fitta da somigliare a un muro d’acqua. Il temporale fu talmente forte da rovesciare la barca facendo cadere la campana, che affondò nelle profondità del lago sparendo per sempre (insieme, purtroppo, agli sventurati servitori).

Ancora più disperata, e probabilmente pentita per la spietatezza di cui si erano macchiati lei e il marito, Poliksena abbandonò ogni suo avere e partì alla volta di Roma, dove si fece suora e visse in un convento per il resto della vita. Alla sua morte, il Papa venne a conoscenza della sua triste storia, e decise di inviare lui stesso una campana alla chiesa di Bled, in nome di quella che ormai era diventata una donna modesta e pia.

La chiesa di Santa Maria Assunta, sull’isolotto del lago. Fonte: www.slovenia.info, foto di Franci Ferjan

Stavolta la campana voluta da Poliksena arrivò a Bled, e fu sistemata nel campanile della chiesa. La leggenda racconta che sia stato proprio il Papa a dire che chiunque la suoni per tre volte e abbia una fede vera e pura in Dio, vedrà il suo desiderio avverarsi. E racconta anche che, ancora oggi, nelle notti senza luna, capita di sentire i rintocchi della prima campana di Poliksena, celata dalle profondità del lago.

Il racconto di Poliksena è ancora così popolare che, nel pomeriggio del giorno di Natale, in riva al lago si celebra uno spettacolo che lo rievoca, facendo rivivere la leggenda della campana affondata e il suo messaggio. In realtà però la storia di Bled è molto più antica: ad esempio, pare che sull’isolotto dove oggi si trova la chiesa di Santa Maria Assunta anticamente sorgesse un tempio dedicato alla dea slava dell’amore.

Fonte: http://www.blejski-grad.si/it/

E nel museo del Castello di Bled sono esposti reperti, documenti e oggetti rinvenuti nel maniero e negli scavi dei dintorni, e che risalgono addirittura all’età del bronzo e al VI secolo. Fra questi il più suggestivo è senza dubbio una magnifica fibbia raffigurante un pavone e conservata perfettamente, come fosse stata fatta ieri. L’esposizione continua poi illustrando il Medioevo, con numerosi reperti fra cui manoscritti e armature, e prosegue fino alla dominazione austriaca e al XX secolo.

Visitando il suo museo e scoprendo storie come quella di Poliksena e della campana dei desideri, non si conosce meglio solo il Castello di Bled, ma tutto questo angolino d’Europa, dove la bellezza è di casa e storia e leggenda si incontrano.

Il post sopra è pubblicato sul blog di Lovely Trips, denominato LovelyTripsBlog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Lovely Trips è un fornitore sloveno di soluzioni di viaggio per agenzie di viaggio, TO e altre realtà del mercato italiano, e tali soluzioni includono proposte degli enti e delle aziende citate nel post. L’autore del blog non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, né di contenuti terzi.

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