Turismo e big data

Secondo uno studio di Enhanced Integrated Framework, World Tourism Organization e International Trade Center, il turismo rappresenta il 10% del PIL mondiale ed è destinato a crescere. Quello dei viaggi è quindi un’industria enorme, che può generare ancora maggiori profitti grazie all’utilizzo dei big data.
L’ambiente turistico è ricco di dati: le prenotazioni dei voli, delle camere d’albergo ed altre informazioni formano un complesso di numeri e indicatori che ci permettono di capire e prevedere l’andamento del settore. Tuttavia non è più sufficiente monitorare le statistiche sugli arrivi e le presenze, ma bisogna considerare altri dati più marginali che riguardano la vita digitale dei viaggiatori: recensioni, valutazioni, blog personali e social network sono una preziosa fonte da cui attingere per prevedere e comprendere i flussi turistici.
Questi dati, inoltre, offrono importanti informazioni non solo sui comportamenti collettivi, ma anche sul rapporto tra luoghi, cose e persone. Infatti, i comportamenti quotidiani delle persone sono ormai sempre caratterizzati da una qualche forma di intermediazione digitale che, di fatto, alimenta flussi di dati di dimensioni enormi: i Big Data, appunto. Se analizzati con algoritmi più complessi, questi dati aiutano i processi decisionali delle aziende turistiche, permettendogli di perfezionare l’offerta rispondendo adeguatamente alla complessità della domanda.
I social network non sono solo un potente mezzo attraverso il quale promuovere e commercializzare offerte turistiche, ma, data la loro diffusione, sono anche una grandissima fonte di informazioni sulle preferenze dei turisti, sulle loro attività, o sul valore che attribuiscono a ciò che viene loro offerto.
Grazie a queste informazioni, è possibile ottenere una valutazione molto più dettagliata sulla effettiva consistenza dei flussi turistici, analizzando la loro attività nello spazio dei social media.
Con un sistema automatizzato basato su big data affidabili e precisi, gli hotel potrebbero attuare strategie di tariffazione dinamica in anticipo di mesi o addirittura anni piuttosto che giorni o settimane. Inoltre, analizzando attentamente tutti questi dati, gli hotel possono capire qual è la tipologia dei loro clienti, quanto sono disposti a spendere e come farli tornare in futuro. Allo stesso modo, sapere in tempo reale di cosa si lamentano i clienti permette di trovare soluzioni immediate, migliorare la propria reputazione e la propria visibilità.
I big data, infine, sono anche un ottimo strumento per l’analisi della concorrenza, permettendo così di attuare una strategia di pricing più completa, scoprendo i loro punti di debolezza e le loro strategie: tutto ciò è possibile analizzando le informazioni sulle OTA e le recensioni online.
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